Sabato 30 maggio alle 23.30 su Rai2 andrà in onda a Tg2 Dossier “Walter Tobagi, assassinio di un cronista” a cura di Miska Ruggeri

Sabato 30 maggio alle 23.30 su Rai2 (in replica domenica 31 alle 11) andrà in onda a Tg2 Dossier “Walter Tobagi, assassinio di un cronista” a cura di Miska Ruggeri. Racconta – a 40 anni dal suo omicidio – la vita e gli scritti di un giornalista libero, capace di capire meglio di tutti il fenomeno del terrorismo. Ucciso la mattina del 28 maggio 1980 a Milano, ad appena 33 anni, da terroristi comunisti accecati dall’odio ideologico e desiderosi di accreditarsi agli occhi delle Brigate rosse.
Tobagi, inviato speciale del Corriere della Sera e presidente dell’Associazione Lombarda dei giornalisti, con un solido bagaglio storico-filosofico alle spalle (autore di saggi sulla storia del sindacato, ma anche sull’attentato a Togliatti), ha pagato la sua straordinaria capacità di analisi, che lo aveva portato a cercare la verità sul terrorismo rosso.
Il Dossier ricostruisce l’intera carriera di Tobagi, dai primi articoli su “La Zanzara”, il giornale del Liceo Parini di Milano, al praticantato tra L’Avanti e Avvenire, dal passaggio al Corriere d’Informazione fino alla consacrazione come firma del Corriere, di cui per molti sarebbe probabilmente diventato direttore. Ripercorre fatti e atmosfere degli anni di piombo, attraverso i ricordi di chi Tobagi lo ha conosciuto bene (Massimo Fini, Antonio Ferrari, Vittorio Feltri, Claudio Martelli, Ugo Finetti e tanti altri), ripropone le testimonianze di protagonisti dell’epoca (da Montanelli a Pansa, da Vittorio Zucconi a Franco Di Bella).
Ne emerge la figura di un intellettuale, un socialista riformista e un cattolico, che ha subito rigettato la vulgata delle “sedicenti Brigate rosse” e che non ha mai fatto distinzioni tra terrorismo di destra o di sinistra. Subendo così un clima di grande ostilità che secondo alcuni ha contribuito non poco al suo assassinio.
Cesare Lanza (suo direttore nel 1975 al Corriere d’Informazione) afferma: “Walter era molto detestato, era uno che spaccava. C’era chi lo rispettava e gli era amico e c’era chi lo detestava per i maledetti pregiudizi politici”. Firma di peso e sindacalista di vaglia, una sorta di unicum, entra nel cdr del Corriere e si attira l’odio di tanti. “Era piuttosto complicato non essere comunisti al Corriere della Sera”, ricorda Feltri, all’epoca socialista come Tobagi. Di sicuro, come sottolinea Michele Brambilla, pochi nel mondo della stampa hanno chiesto scusa per i violenti attacchi a Tobagi e a quanti non si sottomettevano allo Spirito del Tempo della contestazione e della lotta proletaria, anzi parecchi “hanno perseverato nel loro errore e nel loro moralismo, magari conducendo altre campagne contro altre persone e facendo ulteriori danni. Mentre la maggior parte ha fatto quel che si fa di solito: ha cercato di seppellire tutto nell’oblio”.
Luciano Fontana, direttore del Corriere della Sera, lo ricorda come “un giornalista libero, capace di interpretare, di capire e di dare ai lettori quello che lui aveva capito. Insegnava tantissimo agli altri. Era sicuramente – prosegue Fontana – un giovane giornalista che sarebbe potuto arrivare dappertutto, anche alla direzione del Corriere”.

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