Intervista con Beppe Convertini, conduttore del nuovo programma di Rai 1 “C’è tempo per…”: “Celebreremo i nostri nonni e le nostre nonne che per me sono un patrimonio dell’umanità”

Il 29 giugno prende il via “C’è tempo per…”, il nuovo programma del daytime di Rai 1 dedicato alla terza età, condotto da Beppe Convertini e Anna Falchi.

Dal lunedì al venerdì, dalle ore 10 alle 11.30 (il 29 giugno eccezionalmente dalle 11,35 alle 13,25), i due conduttori racconteranno il terzo tempo della vita, in cui i nonni e le nonne possono dedicarsi maggiormente alle loro passioni, dai viaggi alla cultura, dallo studio al volontariato, oltre a prendersi cura dei nipoti.

A pochi giorni dal debutto abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Beppe Convertini, che ci ha svelato qualche anticipazione su “C’è tempo per…” e parlato anche di Linea Verde, che conduce con Ingrid Muccitelli e Peppone Calabrese, ogni domenica alle 12,20 sempre su Rai 1, dell’esperienza nella serie “Non dirlo al mio capo” e del sogno, un giorno, di tornare nella sua Puglia e stare con la famiglia.

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Beppe, dal 29 giugno sarai alla conduzione insieme ad Anna Falchi del nuovo programma di Rai 1 “C’è tempo per…”, dedicato alla terza età. Cosa puoi anticiparci a riguardo?

“E’ un programma che condurrò ogni giorno su Rai 1 dalle 10 alle 11,30 con Anna Falchi, andremo a raccontare tutto quello che c’è di bello nel terzo tempo della vita che è un periodo affascinante. Celebreremo i nostri nonni e le nostre nonne, soprattutto il bagaglio culturale che ci trasmettono, i valori, le esperienze, il grande affetto e amore che donano. Sono figure fondamentali per le famiglie italiane prima, durante e dopo il lockdown perchè sono la base economica di molti nuclei famigliari e sono per tanti genitori i babysitter ideali per i figli. Per me i nonni rappresentano il patrimonio dell’umanità. Nel terzo tempo si smette di lavorare e quindi sembra crearsi una sorta di vuoto ma gli anziani riescono a colmarlo facendo tante cose, in primis, come ho constatato girando con Linea Verde durante la quarantena, sono impegnati nel sociale in qualità di volontari di associazioni come Caritas, Croce Rossa, Protezione Civile. Inoltre si dedicano allo studio andando all’università della terza età, viaggiano, ballano, si reinventano un lavoro, si innamorano, curano i loro nipoti. Ci sono poi storie di medici, infermieri e operatori sanitari che nonostante fossero già in pensione sono tornati sul campo negli ospedali italiani per combattere contro il virus, per aiutare e salvare i malati, mettendo a rischio la propria vita e a volte anche perdendola. Inoltre la pandemia ha colpito molte Rsa e sono mancati tanti ospiti, distruggendo quasi un’intera generazione”.

Ci regali un ricordo legato ai tuoi nonni?

“Ho perso i miei nonni quando ero molto giovane, per me erano tutto. Martino e Giuseppe erano contadini, con loro facevo la vendemmia e curavo l’orto, mentre con le nonne che si chiamavano entrambe Maria, preparavamo le orecchiette a mano e il sugo sul fuoco che ardeva, ma anche le conserve per l’inverno, la salsa con la manovella a mano. Si stava a prendere il sole sotto il pergolato delle viti che era adiacente ai trulli dove i nonni ci raccontavano gli aneddoti, le curiosità e le difficoltà della loro vita, i sacrifici fatti, infatti hanno superato le guerre, la miseria, la fame, vivevano tutti nella stessa stanza”.

A “C’è tempo per…” lavorerai per la prima volta in tv con Anna Falchi. Vi conoscete già?

“Sì, ci conosciamo e sarà una gioia lavorare con lei per la prima volta in tv. E’ una donna bellissima, simpatica, divertente, intelligente”.

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Poco fa hai citato “Linea Verde” che tra l’altro ha ricevuto recentemente il Premio Moige e che ti vede andare alla scoperta delle bellezze d’Italia. Cosa ti sta dando questa esperienza? 

“Innanzitutto ringrazio il Moige, sono fiero e onorato di questo riconoscimento che arriva dalle famiglie, dai genitori, sono contento che tantissimi italiani ci seguano ogni domenica con grande affetto. E’ stato bello lavorare con la squadra straordinaria di Linea Verde e di Rai 1. Con i miei compagni di viaggio Ingrid e Peppone siamo andati alla scoperta del Paese più bello del mondo. Ho avuto il privilegio di viaggiare per l’Italia raccontando le tantissime bellezze artistiche, culturali, architettoniche, paesaggistiche, le eccellenze enogastronomiche, la varietà della cucina italiana, le storie di grandi donne e uomini che fanno sì che l’agricoltura, l’allevamento e l’artigianato siano il cuore pulsante della nostra economia e che rappresentano quel made in Italy meraviglioso che tutti nel mondo apprezzano. Bisogna ricordarsi di scegliere e consumare i prodotti italiani che sono i più buoni del mondo e aiutare i nostri produttori che durante il lockdown hanno fatto uno sforzo incredibile e sono andati avanti a produrre nonostante le restrizioni con sacrifici, cuore e passione. Senza contare che una parte dei raccolti è andata persa perchè non c’era la manodopera. E poi invito tutti ad andare in vacanza in Italia o a fare una gita fuori porta, certo, ci vorrebbero tante vite per visitare tutto il nostro Paese, ma dobbiamo iniziare ad amarlo, a conoscerlo, a farci sorprendere dalle tradizioni, dagli usi e costumi, dai colori, dagli odori e sapori unici tipici dei nostri territori. Sarà un viaggio bellissimo. E’ importante aiutare anche il settore turistico che sta ripartendo e ha bisogno di noi”.

C’è un luogo tra quelli che hai visitato che ti è rimasto nel cuore?

“Ci sono un’infinità di luoghi del cuore. Partiamo da Martina Franca, la mia bellissima città natale, andiamo poi a Lecce, un gioiello barocco straordinario, quindi Scilla in Calabria, Positano, la Costiera Amalfitana, Noto, Siracusa, Alghero, L’Aquila, i borghi medioevali dell’Umbria, Montalcino in Toscana, Bologna, Venezia, Torino, Bergamo alta, Mantova, le Cinque Terre”.

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Durante il lockdown Linea Verde è comunque andata avanti tra collegamenti video, mascherine e restrizioni negli spostamenti. Quanto è stato complicato lavorare in quelle settimane?

“Sicuramente è stato meno complicato rispetto al lavoro così drammatico e meraviglioso fatto dai medici, dagli infermieri e dagli operatori sanitari che hanno rischiato e anche perso la loro vita per salvare le persone. Noi non potevamo uscire da Roma quindi abbiamo ricevuto i contributi di agricoltori, artigiani, allevatori italiani e i video dei filmmaker. Abbiamo cercato di parlare di Roma e poi del Lazio, rispettando tutte le disposizioni di sicurezza, dall’utilizzo della mascherina alla distanza sociale al lavaggio delle mani, che anche oggi vanno seguite perchè il virus è ancora presente e bisogna stare molto attenti. Abbiamo visto scenari strani e Roma completamente deserta, immagini che ci hanno colpito molto. Il nostro racconto dava voce a tutti i produttori in un momento di grande difficoltà e li ringraziamo perchè nonostante tutto arrivavano i prodotti freschi, così come dobbiamo dire grazie a chi li trasportava, ai farmacisti, a chi lavora nei supermercati, rischiando ogni giorno di ammalarsi”.

Sempre su Rai 1 la domenica sera va in onda in replica la serie “Non dirlo al mio capo” in cui hai interpretato Lorenzo…

“E’ stata un’esperienza molto bella e interessante. Vanessa Incontrada e Lino Guanciale sono due grandi attori e due meravigliose persone. E’ una serie di grande successo che anche in replica riesce a catturare il pubblico di Rai 1. Ricordo tante giornate trascorse insieme a Napoli, un’altra città unica. E poi ho vissuto momenti indimenticabili sia lavorando sul set che andando a cena con il cast e il regista. C’era un clima di grande professionalità e gioia”.

Tornando al nuovo programma e in particolare al titolo ti chiedo: “C’è tempo per…”?

“C’è tempo per amare, per viaggiare, per leggere, ascoltare, per confrontarsi, capire”.

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Un sogno nel cassetto che vorresti realizzare in futuro…

“Sicuramente un giorno mi piacerebbe tornare nella mia terra natale e stare con la mia famiglia. Durante l’emergenza ero a Roma mentre mia mamma vive in Puglia, da sola, quindi l’unica possibilità che avevo per sapere se stesse bene era sentirla al telefono dieci volte al giorno o a volte fare delle videochiamate quando le mie sorelle e i miei nipoti andavano a portarle la spesa o i farmaci. Appena hanno riaperto i confini sono subito tornato a casa, ho fatto sei ore di viaggio pur di vedere mamma per due giorni ed è stata contenta, si è commossa perchè le ho fatto una sorpresa. In futuro vorrei vivere di più la mia famiglia, stare con le persone che amo, tra trulli, orto, cani e gatti”.

di Francesca Monti

credit foto profilo Facebook Beppe Convertini

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