TEATRO STABILE DEL VENETO: Da cadavere eccellente a teatro per il popolo veneto

Leggo sui giornali che il Teatro Stabile del Veneto rinasce con una iniezione, per il prossimo triennio, di 450 mila euro da parte delle Camere di Commercio di Padova, Rovigo, Venezia, Belluno, Treviso.

«Tutti questi soldi» ha spiegato Giampiero Beltotto, presidente dello Stabile, «andranno alla produzione. Possiamo dire che il teatro veneto nasce oggi, perché le città rappresentate dalle Camere di commercio e la cultura hanno fatto la loro conoscenza». Beltotto ha quindi sottolineato che è stato avviato un dialogo con Verona e Vicenza. «Nel primo caso ci siamo incontrati più volte con il Comune per organizzare un festival shakespeariano. Con Vicenza siamo solo all’inizio, ma chi comincia bene è già a metà dell’opera».

Il presidente della Regione Luca Zaia invece ha sottolineato: «Il Teatro Stabile era un cadavere eccellente, ora lo abbiamo fatto rinascere. Fin da quando ho nominato Beltotto presidente, l’idea è stata quella di far crescere sempre più il teatro di qualità per il popolo veneto, creando un network delle realtà culturali del territorio. E, dopo 20 mesi, possiamo dire che il percorso non è solo iniziato, ma ha già dato i suoi frutti».

Il presidente Beltotto è riuscito così a sedurre un bel po’ di città e istituzioni, prima Treviso con l’acquisizione del Teatro Mario del Monaco, poi ha avviato un’alleanza con Arteven ente distributore regionale, ora ha ottenuto il sostegno delle camere di commercio di cinque città e intende allargarsi anche a Verona e Vicenza. La precondizione per produrre arte è la “libertà”, poi nel concreto experiri ovviamente per chi fa teatro e cinema i condizionamenti sono stati sempre molti, tuttavia io mi chiedo cosa stiano pensando gli operatori teatrali della regione di questo accentramento di istituzioni, associazioni ed enti attorno al Teatro Stabile. Mi domando se non sarebbe più serio, da parte della Regione, pensare a una legge organica regionale per lo spettacolo dal vivo che consentisse a tutte le realtà produttive piccole e grandi di poter agire in autonomia presentando i loro progetti sulla base di una legge, senza dover passare sotto il vaglio del Teatro Stabile o di burocrati, magari dotati di indubbie qualità organizzative e manageriali, ma che di teatro capiscono poco e spesso sono legati a precise lobby, incapaci di ascoltare suggerimenti che provengano dal settore, come avviene in campo nazionale.

Mi permetto di suggerire all’ottimo Giampiero Beltotto che il teatro veneto non nasce oggi ma nasce con Ruzante, Goldoni ed è continuato con Rocca Gallina, Simoni, ecc., molto prima del sostegno di 450 mila euro delle camere di commercio, ma forse il presidente intendeva teatro veneto come sintesi di enti e istituzioni territoriali.

di Toni Andreetta

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