Intervista con Gabriele Corsi, dal 31 agosto sul Nove con la seconda stagione di “Deal with it – Stai al gioco”: “ho esaudito molti dei miei sogni ma mi piacerebbe moltissimo recitare un ruolo drammatico in un film”

Lunedì 31 agosto alle 20.30 sul Nove parte la nuova stagione di “Deal With It – Stai al Gioco” che vede al timone Gabriele Corsi.

Il frizzante e simpatico conduttore, insieme a complici vip, sceglierà una coppia di clienti all’interno di un locale disseminato di telecamere nascoste, e uno di loro verrà messo alla prova e riceverà la proposta di partecipare a un gioco che gli permetterà di vincere fino a duemila euro. Per guadagnarli dovrà fare solo una cosa: accettare di indossare un auricolare, tornare in sala ed eseguire gli ordini impartiti direttamente dalla “control room” all’insaputa del partner.

Tra i tanti ospiti del programma ci sono Maurizio Lastrico, Elio, Katia Follesa, Juliana Moreira, i The Show, i The Jackal e Maurisa Laurito, oltre a Debora Villa e Gianluca Fubelli (Scintilla).

In questa intervista che ci ha gentilmente concesso abbiamo parlato con Gabriele Corsi delle novità di questa seconda stagione di “Deal With It – Stai al gioco” e del desiderio di recitare un ruolo drammatico in un film.

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credit foto Nove

Gabriele, il 31 agosto sul Nove prende il via la seconda stagione di “Deal With It – Stai al gioco”. Ci racconti quali sono le novità?

“Ci sono tantissime novità a partire dalle città coinvolte, come Milano, Napoli, Roma, ma anche la Riviera Adriatica, ciascuna con una differente attitudine agli scherzi, che saranno nuovi così come gli ospiti che scoprirete via via. Quello che rimane sono le risate, il divertimento e le candid camera”.

Come vedi il futuro del mondo dello spettacolo dopo la pandemia?

“Va ovviamente ripensato. Anche noi qui sul set di “Deal With It” abbiamo dovuto attuare tutta una serie di tecniche, di attenzioni, di esami che quotidianamente vengono fatti a tutti, tra tamponi, test sierologici. Chiaramente cerchiamo di fare i conti con qualcosa che ci ha investiti in pieno e che nessuno poteva prevedere. La preoccupazione maggiore è per tutti coloro che lavorano nel settore artistico e sono in grandi difficoltà economiche. Con Elio e Le Storie Tese e il comune di Bergamo abbiamo lanciato un’iniziativa per donare delle borse di studio ai musicisti, dal quartetto d’archi alle band o a chi suona nei pianobar. Ciascuno di noi artisti si sta attivando e adoperando come meglio può per dare una mano”.

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Hai recentemente condotto su Rai 1 il programma “Amore in quarantena”. Quale storia ti ha maggiormente colpito?

“Sono tante le storie che mi hanno particolarmente commosso, forse la più emozionante e toccante è stata quella di una famiglia con un bambino affetto da una malattia degenerativa che in questo momento ha ancora più difficoltà ad uscire di casa perchè non può minimamente rischiare di prendere neanche una normale influenza e che soprattutto non poteva più avere l’assistenza domiciliare per fare i suoi esercizi. Credo che in ogni puntata abbia pianto almeno due volte guardandola da casa”.

Durante il lockdown hai scritto una bellissima ed emozionante poesia “Era mio padre” dedicata alle vittime del coronavirus. Cosa pensi ci abbia insegnato questo periodo drammatico che abbiamo vissuto e che ancora stiamo vivendo?

“Temo che non ci abbia insegnato moltissimo. Ne usciremo migliori o peggiori? Ne siamo usciti come ne siamo entrati. Se prima eri una persona per bene forse hai avuto un’attenzione differente nei confronti di questa malattia e di questo dramma. In Italia ci sono state più di 35.500 vittime, quindi credo che questo dato dovrebbe farci riflettere e spingerci a comportamenti più responsabili. Non mi sembra, ahimè, sfogliando i giornali ogni giorno che questa cosa avvenga”.

Nella tua carriera hai spaziato tra teatro, serie tv, cinema, televisione. C’è un sogno nel cassetto che vorresti realizzare?

“Devo dire che ho esaudito molti dei miei sogni ma ho un cassettone grande, quindi mi piacerebbe moltissimo fare un film, non per forza una commedia, ma recitare un ruolo drammatico, cosa che mi è capitata in passato e che non escludo di rifare in futuro”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Nove

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