VENEZIA77: “Pieces of a woman” di Kornél Mundruczó con Vanessa Kirby, Shia LaBeouf, Ellen Burstyn, è in Concorso alla Mostra del cinema di Venezia: “Questo film è una sorta di terapia ed E’ incentrato sul tema della maternità”

“Pieces of a woman” è il nuovo film di Kornél Mundruczó con Vanessa Kirby, Shia LaBeouf, Ellen Burstyn, Jimmie Fails, Molly Parker, Sarah Snook, Iliza Shlesinger, Benny Safdie, in Concorso alla 77a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Martha e Sean Carson, una coppia di Boston, sono in procinto di avere un bambino. La loro vita cambia irrimediabilmente durante un parto in casa, per mano di un’ostetrica confusa e agitata che verrà accusata di negligenza criminale. Comincia così un’odissea lunga un anno per Martha, che deve sopportare il suo dolore e al contempo gestire le difficili relazioni con il marito e la dispotica madre, oltre che confrontarsi in tribunale con l’ostetrica, divenuta oggetto di pubblica denigrazione. Pieces of a Woman è un’aria profondamente personale e dolorosamente familiare, tratteggiata in ricercati toni di grigio, la storia trascendente di una donna che impara a convivere con la sua perdita.

“È possibile sopravvivere dopo che si è persa la persona che più si amava? Mia moglie ed io volevamo condividere con il pubblico una delle nostre esperienze più personali attraverso la storia di un figlio non nato, nella convinzione che l’arte possa essere la miglior cura per il dolore. Saremo gli stessi di prima dopo una tragedia? Il mondo appare capovolto, un luogo in cui non riusciamo più a orientarci. Con Pieces of a Woman volevamo realizzare una storia autentica su una tragedia e su come imparare a convivere con quel dolore. Una perdita sfugge alla nostra comprensione o al nostro controllo, ma porta con sé la capacità di rinascere. Questo film è una sorta di terapia. E’ incentrato sul tema della maternità e la protagonista è una madre forte e questo è un bellissimo messaggio”, ha detto il regista.

“Stavo cercando qualcosa che mi mettesse alla prova. Non sono mamma e quindi è stato impegnativo interpretare questo ruolo. Così come è grande il dolore legato alle esperienze affrontate dal mio personaggio. Ho provato ad immedesimarmi nelle donne con cui ho parlato e ho cercato di rappresentare il loro enorme dolore”, ha dichiarato in conferenza stampa Vanessa Kirby.

“Il mio personaggio è una donna che ha bisogno di navigare nel buio dell’Olocausto e che prova a non essere sopraffatta da questa tragedia. Vuole che sua figlia sia se stessa, che sperimenti il dolore e faccia quello che è necessario per sopravvivere”, queste le parole di Ellen Burstyn.

di Francesca Monti

credit foto La Biennale

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