Intervista con Luigi D’Angelo, regista del corto “Sarah” girato a Cefalù, e con la direttrice del casting Gaia Guarino

Si intitola “Sarah” il corto diretto da Luigi D’Angelo, giovanissimo e talentuoso regista, autore e scrittore classe 1999, pensato con lo scopo di promuovere Cefalù e le sue bellezze.

L’opera racconta la storia di Sarah, una sedicenne che si trova a dover indagare sulla scomparsa della sorella e che arriva da una famiglia difficile, con un padre noto in paese per gestire il traffico della prostituzione, dipendente da droga e alcol. Il cortometraggio affronta tematiche impegnative e attuali come la violenza domestica, il traffico di esseri umani e la criminalità organizzata. Nonostante tutto, Sarah con il suo coraggio cerca di cambiare il volto del mondo reale oltre che la sua vita, diventando un esempio per tutti gli abitanti della città che faranno della sua causa un nuovo punto di partenza per le loro stesse esistenze.

Il corto gareggerà nei maggiori film festival nazionali e internazionali, e verrà presentato come progetto-scuola in tutta Italia.

In questa intervista abbiamo parlato della realizzazione del corto “Sarah” con il regista Luigi D’Angelo e con la direttrice del casting Gaia Guarino.

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credit foto Andrea Asciutto

Luigi, hai scritto e diretto il corto Sarah, girato quest’estate a Cefalù. Ci racconti com’è nato?

“Questo progetto nasce da un’idea di lungometraggio alla cui sceneggiatura ho lavorato per mesi, e che sono stato costretto a mettere in pausa a causa di un grave ed improvviso problema cardiaco. Mi sono ritrovato in terapia intensiva per circa due settimane, durante le quali ho trasformato quella bozza di sceneggiatura in un romanzo che uscirà a breve. È proprio da qui che nasce concretamente e definitivamente il cortometraggio, che si ispira quindi al romanzo stesso. Esistono diverse similitudini tra il libro e il corto, penso però che in quest’ultimo venga lasciato più spazio a tutti i personaggi, che prendono più coscienza delle proprie azioni e dei propri sentimenti. Vengono astrattamente descritte meglio, perciò, le scelte irrazionali e le motivazioni che stanno alla base di ciò che accade”.

Il corto affronta tematiche purtroppo attuali come la violenza domestica, il traffico di esseri umani e la criminalità. Quanto oggi il cinema può essere importante per smuovere le coscienze riguardo problematiche sociali?

“Penso che il cinema sia da sempre una delle migliori armi per smuovere non solo la coscienza di una persona, ma anche l’animo stesso di questa. Credo che chi faccia cinema abbia, nella maggior parte dei casi, un chiaro messaggio (o anche più messaggi) da voler dare e infondere allo spettatore. Il cinema istruisce, aiuta, cambia le persone. Per molti può essere riconosciuto come il proprio migliore amico. Ecco perché la fiducia che riponiamo nel cinema e in ciò che ci piace guardare può essere fondamentale per farci capire quanto sia importante l’aspetto sociale nella nostra vita. Sarah affronta, come hai appena detto tu, tante tematiche attuali, e propone inconsciamente allo spettatore delle risposte su cui poter fare affidamento. A parer mio, il cinema è una proiezione più che veritiera della realtà, sempre”.

Come mai hai scelto proprio la splendida Cefalù come location?

“Sono stato a Cefalù l’estate scorsa solo per qualche giorno. Nonostante il breve lasso di tempo trascorso lì, ho potuto ammirare gli scorci, i paesaggi e tutto ciò che questa città meravigliosa offre. Quando mi chiedono “perché Cefalù?” rispondo sempre che questo luogo è particolarmente cinematografico; difatti le location che avevo in mente si sposavano a meraviglia con i luoghi in cui poi abbiamo girato. Cefalù è una città unica nel suo genere, e gli abitanti e tutte le persone che hanno supportato questo progetto rispecchiano in pieno la sua unicità”.

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credit foto Andrea Asciutto

Quanto è stato complicato girare il corto in un periodo come quello che stiamo vivendo?

“Certamente la situazione non era e non è delle migliori. Credo però sia importante andare avanti e abituarsi all’idea di convivere con questo problema per ancora un bel po’ di tempo. Sul set abbiamo preso tutte le precauzioni necessarie per lavorare in sicurezza, consapevoli del fatto che girare in questo periodo avrebbe comportato sicuramente delle problematiche in più. Nonostante ciò siamo riusciti, e di ciò mi ritengo soddisfatto, a completare pienamente e in maniera eccellente il progetto che avevo in mente. Il cinema deve andare avanti perché può andare avanti. Credo che questo virus abbia fatto rinascere in molta gente quel senso di generosità e solidarietà che ho potuto constatare anche sul nostro set, e certamente questo è un aspetto più che positivo da cui poter ripartire”.

Come ti sei avvicinato al mondo del cinema?

“Il come è difficile da spiegare. Posso però dirti il nome del film che ha cambiato la mia visione del mondo cinematografico: C’era una volta in America di Sergio Leone. Dopo aver guardato questo capolavoro ho capito che il mio obiettivo doveva essere quello di trasmettere agli altri le stesse emozioni che ho provato io in quei momenti, attraverso però la mia personale visione delle cose. Ho cominciato a girare corti e lungometraggi amatoriali e nel frattempo a guardare qualcosa come almeno 10-15 film a settimana. Ho iniziato a leggere testi sulla sceneggiatura, sulla regia e ad appassionarmi ai testi filosofici che già in passato riprendevano, senza nemmeno volerlo, idee cinematografiche. La filosofia è un aspetto che ripercorre quasi tutti i miei lavori e che mi ha aiutato molto nella stesura delle mie sceneggiature, soprattutto nella caratterizzazione dei miei personaggi. Credo di aver da sempre avuto una predisposizione alla sensibilità e all’immaginazione, motivo per cui il mondo del cinema, seppur difficile quanto ambizioso, offre la possibilità di confrontarsi, lavorare e instaurare rapporti con persone che condividono, seppur con le proprie particolarità, la mia stessa sensibilità e creatività. Ho sempre ritenuto importanti le esperienze vissute e tutti i momenti consumati che mi aiutano a far nascere e a forgiare le idee che poi ho intenzione di mettere in atto sul set. Credo che in ogni storia, in ogni film si voglia sempre raccontare il proprio pensiero, le proprie vicissitudini, o che comunque si voglia raccontare qualcosa che ci ha colpito, a cui teniamo così immensamente da dedicarci il nostro tempo e la nostra passione. Col passare del tempo, c’è stato poi un regista che mi ha convinto definitivamente a percorrere questa strada, attraverso la sua immensa e particolare visione: Paolo Sorrentino. Ciò che viviamo e le persone che amiamo influenzano a dismisura quel che siamo e il nostro futuro. Anche le persone che ammiriamo hanno la stessa e medesima funzione”.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

“Innanzitutto a ottobre uscirà “Coraggiosi passi verso la luce”, il romanzo su cui si basa il cortometraggio “Sarah”, e sarà disponibile su ordinazione in tutte le librerie del territorio nazionale, sul sito ufficiale di Europa Edizioni, su Amazon e su altri siti convenzionati. Inoltre, sto lavorando ad un altro progetto di cortometraggio che intendo girare entro la fine del 2020. Per il resto, il progetto di lungometraggio di cui parlavo all’inizio è ancora lì in attesa di essere portato a termine. Spero di realizzarlo quanto prima”.

INTERVISTA CON GAIA GUARINO, DIRETTRICE DEL CASTING DI “SARAH”

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credit foto Andrea Asciutto

Gaia, sei la direttrice del casting del corto “Sarah” di Luigi D’Angelo. Ci racconti come sei stata coinvolta in questo progetto?

“Il modo in cui sono arrivata a collaborare con Luigi è stato molto curioso. Avevo mandato la mia candidatura per un ruolo all’interno del corto, poi eravamo in pieno lockdown e ho ricevuto una mail in cui mi si diceva che il progetto era sospeso finchè all’inizio dell’estate ci siamo risentiti perchè il corto sarebbe stato girato a Cefalù dove mi trovavo io in vacanza. Così ho dato a Luigi una dritta proponendo di fare un comunicato stampa e cercare attori e troupe a livello locale e lui mi ha agganciata in questo modo e abbiamo iniziato la nostra collaborazione. Ho messo in gioco la mia professionalità come ufficio stampa e poi a seguire è arrivato il lavoro di direttrice del casting. Avendo fatto anche degli studi di recitazione potevo avere un occhio un po’ tecnico”.

Come hai lavorato per trovare le figure ricercate per il cast?

“A parte avere concordato con il regista delle linee di massima ho messo degli annunci e sono arrivate tantissime candidature sia per i ruoli principali che per le comparse. E’ stato bello perchè c’è stato l’entusiasmo delle persone del luogo ma anche di quelle che abitano al di fuori di Cefalù. Hanno risposto all’annuncio sia professionisti, sia attori amatoriali che esordienti, quindi all’inizio è stata fatta una scrematura, poi ho risposto a tutte le mail perchè è giusto ringraziare ed essere sempre essere cortesi. Una volta creata una short list con il regista abbiamo fatto una ricognizione di idee e sentito tutti telefonicamente per sondare l’entusiasmo che i candidati volevano mettere in questo progetto che è una piccola produzione e da lì abbiamo scelto i sei protagonisti. E’ stato divertente anche selezionare le comparse perchè soprattutto alcune ragazze sono state super professionali”.

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credit foto Andrea Asciutto

E’ un’esperienza che ti piacerebbe ripetere in futuro?

“E’ un’esperienza che mi piacerebbe ripetere anche se non nascondo che io amo recitare. Lavorare nel backstage è stato interessante e non escludo di rifarlo a breve”.

Il corto è stato girato a Cefalù per promuovere le bellezze di questa città. Quanto la pandemia ha inciso negativamente sul turismo in Sicilia?

“Il regista ha scelto Cefalù, io sono qui da fine maggio e posso dire che la situazione legata al covid si è percepita meno rispetto ad altri posti che hanno sofferto di più. In base ai dati che ho letto la Sicilia ha subito sicuramente la pandemia ma in minor misura rispetto ad altri paesi perché appena sono stati ripristinati i voli il turismo è ripartito, non al massimo, ma la gente si è mossa, le città si sono riempite di turisti italiani e siciliani soprattutto ad agosto. Ora stanno arrivando anche gli stranieri. E’ stato un segnale positivo perché la Sicilia vive di turismo e sarebbe stata una catastrofe se avessimo avuto alberghi e ristoranti vuoti. Tutto sommato la stagione è stata salvata. Io penso che qualunque attività cinematografica e artistica in generale serva molto a dare visibilità ai luoghi in quanto ne mostra l’anima”.

di Francesca Monti

credit foto Andrea Asciutto

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