Intervista con Giorgio Lupano, protagonista della serie daily in onda su Rai 1 “Il Paradiso delle Signore”: “Dopo tante vicissitudini sarebbe bello se in futuro il ragioniere Luciano Cattaneo avesse un po’ di gioia e serenità”

Tra i protagonisti della serie daily “Il Paradiso delle Signore” in onda dal lunedì al venerdì su Rai 1 c’è Giorgio Lupano, che interpreta Luciano Cattaneo, ragioniere del Paradiso, inizialmente complice e spia di Umberto Guarnieri, poi uomo onesto e dai solidi valori morali. Sposato con Silvia ma da tempo in crisi, padre di Nicoletta e Federico, riscopre l’amore grazie alla capocommessa Clelia Calligaris, scegliendo però di rimanere con la moglie. Un giorno Luciano viene a sapere che Federico non è figlio suo ma di Umberto con cui Silvia lo ha tradito. Da quel momento il ragioniere si riavvicina a Clelia.

Giorgio Lupano, poliedrico e affascinante attore, molto amato dal pubblico, si è diplomato nel 1993 alla scuola del Teatro Stabile di Torino, diretta da Luca Ronconi. Nella sua carriera ha preso parte a molti spettacoli teatrali, l’ultimo dei quali è “Sherlock Holmes e i delitti di Jack lo Squartatore”, a diversi film di successo e a celebri serie come “Regina dei fiori”, “Orgoglio”, “R.I.S. – Delitti imperfetti”, “Paura di amare”, “Sacrificio d’amore”.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Giorgio Lupano parlando del ragioniere Luciano Cattaneo, ma anche dei lavori a cui è più legato e dei prossimi progetti.

lupano-paradiso

credit foto ufficio stampa Rai

Giorgio, ne “Il Paradiso delle Signore Daily” interpreti il ragioniere Luciano Cattaneo. Cosa dobbiamo aspettarci nelle prossime puntate della serie riguardo il tuo personaggio?

“Le puntate che stanno attualmente andando in onda sono quelle relative alla fine della seconda stagione che erano rimaste in sospeso quando abbiamo smesso di girare a causa del lockdown. Le abbiamo completate a luglio, infatti non seguono il calendario della vita vera come solitamente accade nella serie. Sono due anni che al povero ragioniere Cattaneo ne succedono di tutti i colori, in famiglia e sul lavoro. Sarebbe bello sperare che in futuro abbia una gioia, un po’ di pace e serenità, visto che in casa ha una figlia, Nicoletta, che ha tentato il suicidio, il figlio Federico dopo un incidente è rimasto paralizzato, la moglie Silvia lo tradisce. Insomma, non ci siamo fatti mancare niente (sorride)”.

Quali sono i punti in comune tra te e Luciano?

“I punti in comune sono quelli che ho creato lavorando sul personaggio insieme agli autori e agli sceneggiatori. All’inizio ho cercato di capire quale direzione seguire e ho provato a dargli una certa ironia. Luciano è un uomo onesto, un po’ vecchio stampo, persegue dei valori e delle regole morali, vuole che i suoi figli stiano bene, è un capofamiglia che pensa soprattutto a lavorare e a portare a casa lo stipendio. Dopo due anni ciascuno di noi attori ha dato qualcosa di sé ai personaggi e ora ci somigliano molto di più rispetto all’inizio”.

IMG_8470

credit foto ufficio stampa Rai

Com’è stato tornare sul set dopo il lockdown?

“E’ stato complicato perchè ci sono giustamente dei protocolli di sicurezza da rispettare, tra mascherine, visiere, tamponi e test sierologici. Non possiamo toccarci e ogni volta che c’è una scena con un abbraccio o un bacio siamo distanti. Dopo i primi giorni abbiamo imparato le regole e capito come comportarci, così è diventata una situazione normale come per tutti quelli che sono tornati a lavorare dopo il periodo di lockdown. Durante la quarantena, come tutti gli italiani, sono stato a casa e non ero abituato quindi è stato un po’ scioccante. Ritornare a recitare è stato emozionante e ha fatto da contraltare a quelle settimane dove la cosa più bella e divertente era vedere i vicini che alle 18 cantavano la canzone di Diodato sui balconi”.

Riprenderai prossimamente anche lo spettacolo teatrale “Sherlock Holmes e i delitti di Jack lo squartatore”?

“A marzo, prima della quarantena ero in scena con “Sherlock Holmes e i delitti di Jack lo squartatore” insieme a Francesco Bonomo e Rocio Munos Morales. Siamo dieci attori più i macchinisti, stiamo cercando di capire se sia possibile riportarlo a teatro nel gennaio 2021, in quanto ogni spettacolo deve fare i conti con la situazione attuale”.

31/05/2016
credit foto ufficio stampa Mediaset

Sei stato protagonista di tante serie tv di successo. C’è un personaggio a cui sei più legato?

“Sono legato non tanto al personaggio ma all’ambiente di lavoro, in questo senso mi è piaciuto molto recitare in “Paura di amare” perchè mi sono trovato bene sul set e ha permesso di farmi conoscere al grande pubblico. Un’altra serie a cui sono affezionato è “Sacrificio d’amore”, un progetto bello in cui ho lavorato con colleghi speciali che sono diventati amici, che però non ha avuto per vari motivi il successo che meritava e che ci aspettavamo. Il nostro lavoro ci dà la possibilità di incontrare ogni volta produttori, attori, registi, tecnici diversi, e se sei fortunato entri a far parte di una famiglia”.

Un sogno nel cassetto che vorresti realizzare…

“C’è un libro che ho letto qualche anno fa e mi è piaciuto tanto, “Il collezionista” di John Fowles, dal quale nel 1965 è stato realizzato un film diretto da William Wyler che ha vinto diversi importanti premi. E’ una storia con personaggi interessanti, così ho pensato di farne una trasposizione teatrale e portarla in giro per l’Italia. Nel frattempo sono stato impegnato in altri lavori e il progetto è rimasto fermo per diverso tempo. Ora invece è arrivato il momento di tirare fuori questo sogno dal cassetto. Infatti a dicembre porteremo in scena lo spettacolo a Roma, con la regia del mio collega e amico Francesco Bonomo, al Trend, un festival di drammaturgia contemporanea che si svolge ogni anno”.

Hai iniziato la tua carriera a teatro e ti sei diplomato alla scuola dello Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi. Che ricordo conservi di lui?

“Ronconi è stato un grande maestro del teatro italiano ed europeo, una personalità importante, di quelle che ti lasciano a bocca aperta. La sua scuola mi ha dato la capacità di comprendere il testo, lui ti faceva capire cosa doveva dire il personaggio e come. Da quel punto di vista è stata un’esperienza molto formativa. Quando però siamo usciti da quell’ambiente protetto, da quel limbo dorato, io e i miei compagni di scuola ci siamo scontrati con il vero mondo del lavoro e abbiamo capito che avremmo dovuto superare tanti ostacoli e che insieme al teatro ci sono anche il cinema, la tv e altre professioni”.

Sulla tua pagina Instagram c’è una frase molto bella che dice: “Mi disadatto facilmente”…

“Diciamo che non mi adatto facilmente (ride). Con l’età è bello poter dire anche dei no se in una situazione non stai bene, sia nel lavoro che nella vita. Ho lasciato degli spettacoli perchè non mi trovavo bene. Ho capito che non sono obbligato a fare qualcosa che non mi rende felice e che posso scegliere quello che voglio fare”.

di Francesca Monti

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...