Intervista con il cantautore Cabrio: “Il progetto Duepuntozero è nato dalla voglia di dare una rinfrescata al mio repertorio”

Si intitola “Duepuntozero” il nuovo Ep di Cabrio, composto da cinque brani più la bonus track che raccontano l’evoluzione dello stile musicale del cantautore, che con la sua voce fresca e ironica (ma a tratti anche introspettiva) narra la vita dal suo punto di vista.

Il titolo del progetto è una dichiarazione inequivocabile di questa ricerca incessante. Scritto però tutto in lettere e non 2.0, perché a Cabrio i numeri non piacciono.

Rispetto ai brani precedenti “Duepuntozero” fa un passo dentro il synth pop: meno chitarre, più sound elettronico. Ogni singola canzone è un episodio musicale a sé stante ma collegato agli altri da una coerenza stilistica di fondo. La bonus track “Volta pagina” chiude l’album con sonorità acustiche, volutamente in contrasto con il resto del disco.

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Angelo, è uscito il tuo nuovo Ep “Duepuntozero” che arriva a quattro anni di distanza da “Pensa”. Com’è nato questo progetto?

“Il progetto Duepuntozero è nato dalla voglia di dare una “rinfrescata” al mio repertorio; infatti, rispetto ai brani precedenti, qui ho messo un tocco di “indie” in più sia nei testi sia negli arrangiamenti”.

Come mai hai scelto questo titolo?

“Perché Duepuntozero è la rinascita di Cabrio, o meno ne rappresenta la seconda versione, probabilmente quella più matura, profonda e personale”.

C’è un brano tra quelli presenti nell’Ep che ti rappresenta maggiormente in questo momento?

“Il brano al quale sono più affezionato è “Non succede quasi mai”, ultimo singolo che è uscito prima della pubblicazione del disco. Il video di questo brano è stato girato a casa da tanti amici che hanno dato il loro piccolo grande contributo nel periodo del lockdown. Mentre montavo il video, ho pensato a quanto sia fantastico avere degli amici come loro. Ecco perché sono particolarmente legato a questa canzone”.

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Hai fatto diversi concerti nelle scorse settimane. Com’è stato tornare live?

“E’ stato fantastico, come la prima volta. Nonostante la distanza col pubblico, li sentivo tutti accanto a me e, non fisicamente, ho abbracciato tutti uno per uno e vi garantisco che erano davvero tanti. Si poteva ancora, qualche settimana fa, pur nel rispetto di tutte le regole”.

Come vedi il futuro della musica?

“Credo che la musica abbia tantissimo ancora da dire e che nessun virus potrà far tacere chi ha voglia di trasmettere emozioni”.

Cosa ci racconti riguardo il podcast Ca(l)cio e Pepe?

“Il podcast è nato un po’ per scherzo con Francesca Binfarè che effettivamente ne è ideatrice. Pian piano ci siamo convinti ed è diventato un appuntamento seguito che suscita interesse tra la gente. E’ una bella soddisfazione”.

Tra i tuoi obiettivi futuri c’è anche il Festival di Sanremo?

“Come un buon cantante italiano che si rispetti sì, tra i miei obiettivi c’è anche, per la serie non c’è due senza tre, il Festival di Sanremo. Quest’anno è sabbatico, ma dal prossimo tornerò più carico di prima”.

di Francesca Monti

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