Intervista con il surfista Edoardo Papa: “Il surf ti regala una sensazione di pace e di bellezza e ti insegna a rispettare ciò che ti dà la natura”

Giovane prodigio del surf, Edoardo Papa fa parte della Nazionale Italiana Surfing Juniores e Open, e del team Billabong Europe Pro Junior.

Nato a Pescara nel 2001, è nella top 10 degli junior U18 e uno tra i migliori talenti europei. D’inverno si allena alle isole Canarie e in Australia, mentre in estate si divide tra Francia, Spagna e Portogallo. Nel 2019 ha chiuso al quinto posto il Campionato Europeo WSL Junior e ha vinto il Campionato Europeo Open con la squadra italiana.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Edoardo Papa mentre si trova in Portogallo, a Cascais, e parlato con lui del surf, del suo sogno di qualificarsi alle Olimpiadi di Parigi 2024 ma anche dei surfisti di riferimento e del suo trick preferito.

Edoardo, come procedono gli allenamenti dopo questi mesi così complicati?

“Quest’anno sono stato un po’ fermo sia per via del lockdown sia perché ho avuto un infortunio al piede destro e poi sono stato operato di appendicite ad agosto. Due settimane fa ho ricominciato ad allenarmi e sto cercando di farlo al meglio restando sempre positivo, nonostante tutto quello che sta succedendo”.

Tattica, stile, concentrazione, qual è la componente più importante nel surf?

“Può sembrare uno sport facile nel senso che prendi la tavola e vai in acqua, in realtà nel surf rispetto ad altre discipline ci sono tante componenti e variabili, dalle onde che sono in continuo cambiamento, al vento, alle maree. E’ uno sport che richiede tanta osservazione, concentrazione e capacità dell’atleta di sapersi adattare”.

Quali sono le sensazioni che provi quando stai in mezzo al mare o all’oceano su una tavola?

“Il surf ti permette di stare a contatto con l’acqua, con il vento, ogni volta che lo pratichi. E’ una sensazione di pace e di bellezza e ti insegna a rispettare ciò che ti dà la natura, perchè senza le onde non sarebbe possibile surfare”.

Come ti sei avvicinato a questo sport?

“Mi sono avvicinato grazie a mio padre che è stato un atleta professionista di pallanuoto e mi ha trasmesso la passione per gli sport acquatici. Da venti anni ha una scuola di surf, windsurf e vela a Pescara e da piccolo ho iniziato giocando, prendendo le tavole e andando in acqua. A 10 anni per la prima volta sono stato sull’oceano, a Fuerteventura, e grazie a quel viaggio mi sono innamorato di questo sport”.

Cosa manca in Italia per sviluppare maggiormente questa disciplina?

“Sicuramente influisce il fatto che le onde siano di una qualità e di una costanza diverse rispetto ad altri Paesi e poi mancano forse delle figure che possano portare il surf italiano ad un livello sempre più alto permettendo così di sviluppare maggiormente questo sport”.

Consiglieresti a un ragazzo di praticare surf?

“Certamente. Per me è lo sport più bello del mondo perchè è anche uno stile di vita, ti permette di viaggiare, di scoprire tante cose, di entrare in contatto con culture diverse e anche di parlare più lingue”.

A proposito di viaggi, sei stato in diversi Paesi del mondo per allenamenti e gare. Quale ti ha colpito di più?

“Mi è piaciuta molto l’Australia, è sempre stata una delle patrie del surf, tanto che le persone prima di andare al lavoro alle 6 di mattina prendono la tavola e vanno in acqua. C’è un’atmosfera diversa, le onde sono molto belle ed è stata una delle mie mete preferite”.

Quando sei in Italia dove ti alleni?

“Vivo a Pescara ed è il posto “peggiore” per surfare perchè ci sono meno onde quindi quando sono a casa mi alleno fisicamente mentre nel periodo autunno-inverno mi muovo sulla costa tirrenica tra Toscana, Liguria e Sardegna che è la regione italiana più quotata per praticare surf”.

Quali sono i tuoi surfisti di riferimento?

“Leonardo Fioravanti che ha portato il surf italiano ad altissimi livelli ed è per me fonte di ispirazione e a livello internazionale il campione del mondo in carica che si chiama Italo Ferreira e come tanti surfisti brasiliani è un talento nato dal nulla che è arrivato con il duro lavoro a ottenere grandi risultati”.

Qual è il trick che preferisci?

“Il trick che preferisco è il tubo, cioè quando l’onda chiude. Dipende da condizioni particolari che non sempre si trovano però quando si creano è come se fosse un vero e proprio tunnel attraverso cui passi ed esci prima che l’onda chiuda completamente. E’ una delle sensazioni migliori secondo me perchè sembra di essere in un’altra dimensione, sei coperto completamente dall’acqua ed è come se il tempo scorresse al rallentatore in quei 5-10 secondi”.

Sei giovanissimo ma hai già ottenuto prestigiosi risultati, quale ti ha regalato maggiori soddisfazioni?

“Sono stati due, entrambi nel 2019. Quando sono riuscito ad ottenere il quinto posto nella classifica finale della categoria Juniores dopo un anno di tappe europee e quando ho vinto il Campionato Europeo Open con la squadra italiana in Portogallo. E’ stata una grandissima soddisfazione perchè nessuno si aspettava la nostra vittoria in quanto non siamo un Paese famoso per le onde”.

Immagino che il tuo sogno abbia cinque cerchi e si chiami Olimpiade…

“Esattamente. Più che le Olimpiadi del 2021 il mio obiettivo saranno quelle successive di Parigi 2024. Avrò anche l’opportunità di partecipare ai Mondiali che valgono il pass per Tokyo ma soprattutto voglio prendere più esperienza possibile da queste occasioni, gareggiando al 100% e dando tutto me stesso”.

di Francesca Monti

foto per gentile concessione di LGS SportLab

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