PAOLO BONOLIS A RTL 102.5: “IN QUESTA SITUAZIONE DI CRISI OGNUNO SI ADOPERA IN BASE ALLE SUE NECESSITÀ. CREDO CHE IL LOCKDOWN SIA NECESSARIO”

Paolo Bonolis è stato intervistato questa mattina nel programma “GILETTI 102.5” su RTL 102.5 condotto da Massimo Giletti e Luigi Santarelli.

Paolo Bonolis torna in televisione a gennaio con un “Avanti un altro” e commenta così il suo ruolo di conduttore televisivo e di intrattenitore nel difficile momento che gli italiani stanno vivendo: “La possibilità di far divertire con leggerezza, senza ipocrisia, penso sia un acceleratore di endorfine che è una delle terapie migliori per continuare in questo nostro percorso esistenziale, forse più delle medicine. Sorridere, star bene e staccarsi dalla seriosità del quotidiano ti permette di vivere meglio e noi ti offriamo questo prodotto”.

A proposito della situazione sanitaria attuale e del costante clima di scontro e non di confronto che c’è, Bonolis commenta: “Ciò che domina l’animo umano, dopo la rivoluzione industriale è il profitto, si guarda più a quello che al rispetto della vita. È la stessa logica per la quale cerchiamo di tenere aperta qualsiasi attività e soluzione economica perché si sono resi conto che questa grave viralità porta via persone anziane, persone deboli, persone di cui, tutto sommato, se ne può fare a meno, a fronte di un’economia che non perda troppo, rispetto a quello che è già costretta a perdere. E’ un discorso un po’ cinico, ma credo purtroppo sia il minimo comune denominatore di questi tempi: la situazione sanitaria da una parte, quella economica dall’altra e nessuno che vuole fare una scelta perché ogni scelta porta ad una rinuncia e poi ne devi render conto. Sia io che la mia famiglia prendiamo tutte le cautele del caso, ma bisogna continuare a vivere e a sorridere”.

Circa l’ipotesi di un nuovo lockdown generalizzato: “Credo che il lockdown sia necessario per fermare questa situazione, ma deve essere una scelta in cui il tempo, una volta fermato, non vada sprecato: tracciamento completo della popolazione, chiusura delle frontiere, ad esempio, perché se si continua un po’ a casaccio, diventa tutto sgangherato, va presa una decisione. Non c’è un’organizzazione superiore anche agli Stati in una situazione come questa, che prenda delle decisioni che valgano per tutti, in base alla necessità del momento. Ognuno si adopera in base alle proprie necessità e questo crea un disequilibrio, quello che manca è un baricentro”.

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