Luciano Ligabue racconta il disco di inediti “7” e la raccolta “77+7”: “Per la prima volta mi sono fermato a guardare il passato”

Venerdì 4 dicembre Luciano Ligabue pubblica il disco di inediti “7” e la raccolta “77+7” (Warner Music Italy), una doppia uscita per celebrare i suoi 30 anni di carriera.

Il 7 è un numero da sempre speciale per il rocker di Correggio e diventa protagonista di questo nuovo progetto musicale:E’ stato un anno particolare nella sua tragicità in cui avevamo in testa di festeggiare il trentennale e quello che abbiamo potuto fare è stato fermarci e guardare il passato. Quello che mi ha veramente colpito è stata l’attenzione rivolta a ciò che ho pubblicato e magicamente mi sono reso conto che i singoli sono 77. Il 7 è sempre stato il mio numero preferito. Poco dopo l’uscita di Buon compleanno Elvis, quando arrivava ancora la posta a mano ho ricevuto due lettere di due numerologhe che volevano farmi sapere che ero un 7 che cammina, perchè il mio nome e cognome sono composti da sette lettere, San Luciano è il 7 gennaio, le mie iniziali sono due L che rovesciate si leggono 7, il mio primo stadio è stato nel 1997, la mia traccia più popolare, Certe notti, è la numero 7. Da allora un po’ per gioco un po’ come pretesto l’ho usato spesso, le sette notti in Arena, i 7 concerti al Forum, quindi rappresenta la perfetta chiusura del cerchio dei miei primi trenta anni di carriera e speriamo ci porti bene“, ha raccontato Ligabue in un incontro stampa in streaming.

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L’artista ha quindi riassunto i 77 brani in un’esclusiva raccolta, unitamente al disco che segna la ritrovata collaborazione con Fabrizio Barbacci, con 7 brani inediti tra cui i singoli “La ragazza dei tuoi sogni” e “Volente o nolente” (primo vero duetto con Elisa), attualmente in radio e in digitale. Canzoni del passato che però sono ancora attuali e in questo particolare momento hanno un potere consolatorio:In questa fase stiamo provando stati d’animo diversi, a volte non è solo preoccupazione, ma uno scotto psicologico che stiamo pagando e capiremo solo quando ne saremo fuori ed è chiaro che la creatività sia condizionata dal tuo umore. Credo che in queste canzoni ci sia la speranza nonostante Volente o nolente e Mi ci pulisco il cuore, anche se nate in momenti diversi, facciano i conti con quello che stiamo vivendo. Le canzoni possono portare calore, conforto, compagnia e spero che possa accadere con questo disco. Fra i brani che ho scritto ce ne sono alcuni a cui affianco l’aggettivo utile, come Il giorno di dolore che uno ha, Niente paura, Quello che non sei che hanno avuto la funzione di aiutare, di trasferire conforto ad alcune persone nei momenti difficili, questo mi inorgoglisce perchè è la condivisione di quello che prova un essere umano. “Niente paura” in questo momento è quasi sfacciato come proclama, in un periodo in cui dobbiamo essere capaci di gestire questa emergenza, tenendo botta, cercando di non ammalarci e di non contagiare gli altri, rispettando le regole“, ha dichiarato l’artista che si è detto speranzoso in un futuro migliore, invitando le persone a reagire e a non abbattersi nonostante le difficoltà: “La tragedia che stiamo vivendo nella sua negatività porta se non altro una possibilità. Ci ha costretto a fermarci quindi dobbiamo provare a ripensare ad una serie di cose. Fino a ieri godevamo di un benessere che non abbiamo mai avuto prima, di una tecnologia, di una scienza diffusa, credo che sia il momento di capire come si possa godere degli aspetti dell’evoluzione del nostro mondo. Dobbiamo riuscire anche a non avere paura del futuro, dei problemi legati all’economia, dei vaccini che non ci sono. Siamo spettatori, dobbiamo incrociare le dita e provare a pensare positivo. Non c’è niente che precluda il fatto che, come è accaduto dopo la guerra, anche dopo la pandemia possa esserci una ricostruzione“.

Il disco si apre con “La ragazza dei tuoi sogni”, un’ode alla donna ideale ed idealizzata, una donna indipendente che sa ridere di gusto e fa sempre giochi nuovi per sorprenderti, la seconda traccia è invece “Mi ci pulisco il cuore”, con tre assoli di chitarra.

Si prosegue poi con “Si dice che” in cui è presente il basso di Luciano Ghezzi, storico componente dei ClanDestino, scomparso a inizio ottobre a soli 56 anni:La linea di basso dettava l’andamento della canzone, abbiamo provato a rifarla da capo con altri bassisti ma non siamo riusciti a trovare lo stesso piglio che aveva nel demo né sapevamo di chi fosse. La sera in cui avremmo dovuto fare il live a Campovolo abbiamo registrato La ragazza dei tuoi sogni e Urlando contro il cielo insieme ai musicisti e tra loro c’era anche Luciano Ghezzi che mi ha raccontato che quella linea di basso era sua. Purtroppo pochi giorni dopo se n’è andato e noi abbiamo deciso di omaggiarlo per tenere viva ancora la sua voce in un pezzo pieno di energia ed ironia, esattamente come lui“, ha raccontato Ligabue.

Per quanto riguarda invece “Un minuto fa” la prima versione era stata scritta per Buon compleanno Elvis e qualche anno dopo il rocker l’ha rielaborata facendola diventare “Key è stata qui” contenuta in Miss Mondo:Quando ho ritrovato la demo durante il lockdown, partendo da quella suggestione ho creato una canzone con un suono attualizzato che racconta di una relazione che ormai è agli sgoccioli, incisa col supporto de La Banda“.

“Essere umano” è il pezzo più rock del disco, mentre “Oggi ho perso le chiavi di casa” è quello più intimo con una lunga coda musicale:Questo brano nasce dal fatto che perdevo spesso e volentieri le chiavi di casa con tutti i problemi che comportava, ma è anche una metafora per dire che ogni tanto uno perde se stesso e c’è sempre un modo per ritrovarsi”.

L’ultima traccia è “Volente o nolente” in duetto con Elisa:Quindici anni fa scrissi “Gli ostacoli del cuore” pensandola non cantata da me ma da Elisa, la chiamai, le proposi questa canzone che secondo me aveva a che fare con lei dicendo che se non le fosse piaciuta non ci sarebbero stati problemi. Nel frattempo preparai anche il provino di Volente o nolente. Una volta aperto questo cassetto ho scoperto che è una canzone che parla di due persone costrette a stare separate e che si scambiano una serie di desideri alcuni dei quali sono naif, ingenui, candidi, che rivelano un forte bisogno di saper sperare. Mi sembrava che fosse molto attuale e che cantata con la voce candida di Elisa fosse ancora più credibile. Sono molto contento della collaborazione avuta con lei finora, in trent’anni non avevo mai messo un duetto in un mio album”.

Inoltre è disponibile in libreria e negli store digitali “E’ andata così” (Mondadori), l’autobiografia artistica di Luciano Ligabue, scritta a quattro mani con Massimo Cotto, che ripercorre la sua straordinaria trentennale carriera tra aneddoti, retroscena e dettagli creativi completamente inediti:Durante il primo lockdown scrivevo un capitolo al giorno con Massimo Cotto. Il mio staff recuperava le foto, le date dei concerti, gli eventi e in quel momento così terribile è stato un salvagente emotivo per me perchè con la testa ero sulle emozioni di ogni passaggio vissuto in questi trenta anni. E’ stata un’occasione nuova e unica per soffermarmi sul passato, rivivendo le sensazioni che avevo bisogno di ricordare. Il titolo del libro è stata una suggestione portata da Massimo Cotto, visto che per la prima volta ero io a raccontarmi. Ho scritto E’ andata così per Loredana Bertè ma mi ci ritrovo tanto nel ruolo raccontato nel brano“.

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credit foto Ray Tarantino

Il 19 giugno 2021 Ligabue tornerà live con “30 anni in un (nuovo) giorno”, l’evento in data unica, già “sold out” (100.000 biglietti venduti) in prevendita, che inaugurerà la RCF Arena di Reggio Emilia (Campovolo):Non mi sto preparando per il live perchè sono ancora in una fase di estrema frustrazione, incazzatura, rabbia, sono una pentola a pressione colma di sentimenti dettati dal fatto che questa festa che avrei meritato avrà luogo con tutti i se e i ma del caso tra tanti mesi. Quando arriverà quel giorno credo che sarà talmente tanta la voglia, la gioia, il senso di liberazione che sarà quasi insostenibile”.

Infine un pensiero sull’attuale situazione della musica e sull’importanza dei live:La mia vita si divide esattamente in due, trenta anni in cui non ho fatto il musicista e trenta in cui ho cantato, se avessi pensato a quello che sarebbe capitato non ci avrei creduto, ma sono stati talmente intensi per cui a volte mi sono perso, nel 1999 avevo anche pensato di smettere perchè non ero pronto ad essere raccontato per quello che non sono da tante persone, non ero abituato al successo, poi una vocina dentro di me mi ha consigliato di andare avanti perchè non potevo fare a meno dei concerti, ho tenuto botta e sono ancora qui. Il mio primo concerto è stato un pomeriggio di domenica all’interno di un centro culturale, avevo davanti a me cento persone, soprattutto amici. Quella volta ho capito cosa volesse dire provare l’emozione di stare sul palco. Da quel momento ho voluto pubblicare dischi per poter fare live, per avere persone davanti che cantano, ballano, saltano e quindi penso che i concerti non si possano ridurre a gente che mi guarda in uno schermo, almeno per come vivo io la musica. Sappiamo anche che chi lavora in questo settore si trova in difficoltà e magari quello può essere un modo per lavorare. Spero per il bene della musica che in futuro i live non siano solo in streaming perchè verrebbe a mancare l’elemento determinante della presenza umana, del vivere il concerto che non è paragonabile a nessun’altra cosa“.

L’album “7” e la raccolta “77+7” sono disponibili in pre-order in tutti gli store digitali:  https://ligabue.lnk.to/Sette77

di Francesca Monti

credit foto copertina Ray Tarantino

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