Maradona: “E’ Lui il vero fuoriclasse”, una mia riflessione sul Campione argentino

di Luigi Buonincontro

Non starò a sottolineare chi era e cosa è stato il fuoriclasse argentino per l’intero universo sportivo di tutti noi, ciò che Diego Maradona ha regalato al mondo ormai è noto a tutti; anche se non ci stancheremo mai di leggere, ascoltare e soprattutto rivedere le sue uniche magie in campo. Avevo 17 anni quando approdò alla squadra del Napoli, ho esultato e gridato Goal alle prodezze del suo piede sinistro dove ogni angolo del terreno di gioco era il suo habitat naturale ma in questa mia breve riflessione voglio soffermarmi sul Maradona visto dai miei occhi e dai miei ricordi attraverso due episodi distanti tra loro ben 29 anni. Il primo risale ad un piovoso lunedì 18 marzo 1985 sul campo dello Stadio Comunale di Acerra, la mia cittadina natale ove ancor oggi risiedo, un terreno da gioco fangoso e scarno di manto erboso a causa della pioggia battente oramai da giorni. Il calciatore del Napoli Pietro Puzone, nativo e figlio di Acerra, conobbe un tifoso del Napoli che aveva un figlio gravemente malato e a cui non poteva garantire le giuste cure; qui il dilemma di come aiutarlo. La eco del fatto arriva all’orecchio di Diego e subito sente dal suo animo nobile di dover fare qualcosa per aiutare quel bambino, costi quel che costi. Contro il parere di Ferlaino e pagando di tasca sua l’assicurazione per tutta la rosa dei giocatori in campo, fece in modo che quella partita di beneficenza ebbe la sua palla al centro. Io ero lì, dalle gradinate del Comunale ad ammirare quell’uomo in campo, sì l’uomo Maradona e non il calciatore che sotto una pioggia battente correva, dribblava e calciava in quella distesa di fango con un freddo tagliente che solo pochi giocatori avrebbero osato fare per fini di beneficenza. Ed io ero lì, sbalordito come le migliaia di persone accorse. Non vi era posto nemmeno per stare in piedi in quel campo di Acerra, arrivava gente da ogni comune limitrofo, in campo c’era Maradona. 30 anni dopo, il 1 settembre 2014 a Roma si disputò la Partita Interreligiosa per la Pace e nell’Aula Paolo VI Papa Francesco incontra e ringrazia i campioni del calcio e gli organi di stampa che avevano aderito all’evento sportivo che si sarebbe disputato in serata allo Stadio Olimpico. La mia testata giornalistica fu accreditata per il prestigioso evento ed io, insieme al direttore del mio giornale, mi ritrovai a tu per tu con i più grandi campioni dello sport mondiale tra cui anche il fuoriclasse argentino. Ed ecco che con il mio obiettivo fotografico immortalai quello che fu il primo abbraccio tra il Pontefice e Diego Armando Maradona, e non potrò mai dimenticare la frase che Diego esclamò quando si avvicinò verso noi giornalisti, subito dopo quell’abbraccio, da vero e umile professionista: «E’ Lui il vero fuoriclasse, non io»; rimanemmo tutti sorpresi da quello che definii un vero goal morale che solo un grande sportivo poteva mettere in atto. E mentre eravamo intenti a formulare qualche domanda e scattare foto ricordo con il “Pelusa”, un responsabile dell’ufficio stampa del Vaticano chiese ai giornalisti presenti se qualcuno volesse salutare Papa Francesco: senza esitare presi posto nella fila per incontrare il Pontefice, pochi minuti prima era toccato ad un dio, quello del calcio.

credit foto copyright Luigi Buonincontro

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...