I lungometraggi vincitori di #Giffoni50 Winter Edition

Si chiude #Giffoni50 – dando appuntamento al 2021, anno del 50Plus – ma non si ferma la voglia di stare insieme e di premiare, dopo giorni intensi tra proiezioni e dibattiti, i tre lungometraggi  vincitori del Gryphon Award 2020 per le sezioni Elements +6, +10 e GEX DOC. Una selezione appassionata che ha messo a confronto opere provenienti dall’Italia e da tutta Europa, oltre che da Stati Uniti, Iran, Argentina, Cile, Brasile, Russia, Turchia e Israele.

Ad aver conquistato gli Elements +6 è la forza dell’amicizia di THE ELFKINS: MISSIONE BEST BAKERY (Germania) di Ute von Münchow-Pohl, distribuito in Italia da Koch Media e su diverse piattaforme digitali dal 5 gennaio. Per la regista è un ritorno a Giffoni, tre i film presentati nella sezione Elements +3: LAURA’S STAR AND THE DREAMMONSTER nel 2012, RAVEN THE LITTLE RASCAL – THE BIG RACE nel 2015 e RABBIT SCHOOL – GUARDIANS OF THE GOLDEN EGG nel 2017. Per più di 200 anni gli Elfkins hanno vissuto sottoterra, evitando qualsiasi contatto con gli umani. Ma un giorno la giovane Helvi decide di uscire allo scoperto e andare incontro al suo destino.

Non hanno avuto dubbi sulla scelta del vincitore gli Elements +10: questa volta a essere premiato è stato THE CLUB OF UGLY CHILDREN (Olanda) di Jonathan Elbers, distribuito in Italia da Rai Cinema. In una città in cui l’aspetto e la cura sono tutto, un presidente malvagio decide di segregare tutti i bambini non all’altezza delle aspettative. Paul si renderà presto conto del piano diabolico e, insieme a Sara, dimostrerà che non serve essere carini per diventare degli eroi.

A trionfare per la sezione Gex Doc, totalmente dedicata ai documentari, è il regista vincitore di un Emmy Award per il film MEDORA, Davy Rothbart, che a Giffoni ha presentato 17 BLOCKS (Stati Uniti). Nel 1999, un bambino di nove anni, Emmanuel Sanford-Durant e la sua famiglia, hanno iniziato a filmare la loro vita nel quartiere più pericoloso d’America, a soli 17 isolati dall’edificio del Campidoglio degli Stati Uniti. Nell’arco di due decenni, il documentario racconta la crisi di una nazione attraverso la cruda e personale storia di una famiglia.

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