Intervista con Margherita Rebuffoni, la mamma di Nadia Toffa: “Era una farfalla libera. Ti aspetterò tutta la vita è un libro speciale e profondo che rivela delle cose eccezionali dell’anima di Nadia”

“Non posso tenerti per mano e allora ti tengo nel cuore. Ed è lì che sei e sarai presenza, eterna. Ed è quello il posto più bello che ho” (estratto di “Ti tengo nel cuore” da “Ti aspetterò tutta la vita”).

Ci sono persone speciali che lasciano un segno indelebile con i loro gesti e le loro parole regalando insegnamenti preziosi, come ad esempio amare la vita e vivere ogni istante con il sorriso sulle labbra, nonostante le difficoltà. Nadia Toffa era solare, coraggiosa, determinata, sensibile, sempre pronta ad aiutare gli altri e a dare voce a chi non l’aveva, attraverso i servizi realizzati per Le Iene, come quelli sull’Ilva di Taranto o sulla Terra dei Fuochi.

Proprio per il suo grande impegno e per le sue inchieste le è stata assegnata la cittadinanza onoraria di Taranto e le è stato intitolato il reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Santissima Annunziata, destinato ai piccoli che stanno combattendo la loro battaglia contro il cancro e realizzato grazie alla raccolta fondi “Ie Jesche Pacce Pe Te” (Io esco pazzo per te), promossa dalla stessa conduttrice assieme agli “Amici del Mini Bar”. 

Negli ultimi mesi della sua vita, seppure debilitata dalla malattia, Nadia non ha mai smesso di scrivere, ha dato espressione ai propri sentimenti, anche quelli più intimi, lasciandoli in consegna a mamma Margherita e sono stati racchiusi nel libro “Ti aspetterò tutta la vita. Pensieri d’amore” (Chiarelettere), da cui traspaiono il suo temperamento forte e la sua bellezza interiore.

Con la sua straordinaria dolcezza mamma Margherita ci ha aperto lo scrigno del cuore parlando di Nadia, del rapporto simbiotico che aveva con lei e della Fondazione creata con l’obiettivo di raccogliere fondi per aiutare la ricerca sul cancro e le persone che hanno più bisogno (https://www.fondazionenadiatoffa.it/). 

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Margherita, “Ti aspetterò tutta la vita” raccoglie i pensieri d’amore di Nadia. Ci racconta come è nato questo bellissimo libro?

“E’ nato negli ultimi mesi della sua vita. Nadia si svegliava di notte perché probabilmente questo male non la faceva dormire bene, io ero con lei a letto, ero sempre in dormiveglia e la vedevo con il telefono acceso che scriveva velocemente e poi al mattino leggeva questi pensieri che le erano venuti in mente e mi diceva che li aveva scritti altrimenti magari se li sarebbe dimenticati. Parlavano di cose reali, degli amori della sua vita, dell’amore in senso lato, verso i bambini, verso la terra. A qualcuno ha detto cose non tanto belle, senza fare nomi e cognomi, però ha sempre espresso la verità. Un giorno Nadia mi ha spiegato che aveva raccolto nel pc tutti questi pensieri e che li avrei dovuti consegnare a Lorenzo Fazio di Chiarelettere, perché aveva già firmato un contratto con lui. Erano molto amici, aveva una grande ammirazione verso questo uomo che è una bravissima persona. Eravamo alla Domus Salutis di Brescia, i medici non volevano che Nadia vedesse nessuno, a parte la sua famiglia, perché doveva stare tranquilla. Così sono scesa nella hall e ho consegnato questi testi all’editore”.

Come è avvenuta la scelta delle poesie e dei pensieri inseriti nel libro?

“Quando Fazio è arrivato a Milano mi ha chiamata dicendo che mentre era in treno aveva letto i testi, 450 in totale, e aveva pianto. Così come per il primo libro “Non fate i bravi” che ha avuto un grande successo, anche per “Ti aspetterò tutta la vita” è stato lui a scegliere i pensieri e le poesie da inserire. E’ un libro speciale, bello, profondo che rivela delle cose eccezionali dell’anima di Nadia”.

Tra tutte queste piccole gemme quotidiane che Nadia ci ha regalato ce n’è una in particolare che la descrive meglio?

“In ogni brano c’è la verità relativa alla persona o al problema di cui parla. Vivendo con lei due anni mi ha raccontato molte cose che non sapevo, da quando era piccola ad oggi, i suoi amori, le sue amicizie. Non era arrabbiata anche se affrontava argomenti tosti, aveva una purezza inimmaginabile. Nadia diceva che la verità è una e che le cose vanno dette, le persone vanno avvertite, poi se non vogliono capire pazienza ma lei voleva esternare quello che provava e ciò che gli altri le avevano trasmesso. Non posso scegliere un solo testo, anche se ogni volta che leggo “Mamma”, la poesia che ha scritto per me e che poi ha dedicato a tutte le mamme, mi vengono i brividi”. 

MAMMA

“Rarità di purezza;

distillato di acqua cristallina;

legge l’anima del creato;

mi hai messa al mondo e mi hai istantaneamente amato.

Occhi negli occhi erano solo una promessa di amore eterno.

Un solo sguardo è bastato.

Da allora mi hai amato. Io sarò con te eternamente.

La terra non potrà dividerci per niente.

Siamo la stessa mente”.

A proposito di verità e di dire giustamente quello che si pensa, quando è uscito “Fiorire d’inverno, la mia storia” molti haters sui social hanno mostrato tutta la loro ignoranza scrivendo frasi irripetibili e vergognose nei confronti di Nadia. Anche se magari non lo dava a vedere quanto ha sofferto per queste cattiverie gratuite?

“La cosa che più la faceva soffrire era che questi commenti ferivano me. Mi diceva sempre di non leggere i post di questi haters perchè coloro che scrivono cose così cattive stanno male, hanno un malessere così grande dentro di loro che non possono fare a meno di esternarlo, sono persone che devono essere curate, che devono avere qualcuno accanto, anche uno specialista, che li possa aiutare perché non puoi pensare di dire certe parole nemmeno al tuo peggior nemico. Però certe maleducazioni le doveva correggere e a volte rispondeva a tono in quanto tutti devono essere educati, anche sui social. Io l’ammiravo tanto per questo e le dicevo che era troppo buona”.

L’immagine che abbiamo di Nadia è di una ragazza solare, determinata, tosta, sempre pronta a dare voce a chi non ne ha, penso ai servizi sulla Terra dei Fuochi o sull’Ilva di Taranto realizzati per Le Iene. Questa sua indole ad aiutare gli altri è qualcosa che aveva fin da bambina o che ha sviluppato con il lavoro di giornalista d’inchiesta?

“Nadia era così fin da piccola. Io lavoravo e avevo iscritto lei e sua sorella a Brescia alle elementari in una scuola audiofonetica dove ci sono bambini audiolesi e in ogni classe uno di loro veniva affidato ad un compagno normodotato. Lei mi diceva: “mamma, non sai la gioia quando facciamo le partite a pallavolo e ci mettono come caposquadra, io scelgo tanti bambini audiolesi e la felicità che leggo nei loro occhi è la cosa che più mi appaga. Non so cosa trasmetta loro ma riusciamo sempre a vincere”. Aveva nel sangue il dono di dare una mano agli altri, alle persone più fragili, deboli ed emarginate. Ricordo tante liti con le sorelle per poterle aiutare nelle situazioni più strampalate… Per lei contavano gli altri e venivano sempre prima di se stessa. I consigli che dava erano tosti e veri. Era una farfalla libera che ha avuto i suoi amori e le sue delusioni. E che è rimasta amica dei suoi ex, cosa non usuale”. 

Nadia ha pubblicato sui social nel 2019 una canzone d’amore, “Diamante briciola”, mentre pochi mesi fa è uscito un nuovo brano, “Donna altalena”. Ci sono degli altri pezzi inediti che ha scritto e registrato?

“Ha scritto e cantato tante canzoni ma ha registrato solo quelle due. Anche se lei aveva una bella voce non è semplice riuscire a registrare e pubblicare un brano. Scrivendo questi testi si accorgeva che alcuni erano delle canzoni e aveva voglia di cantarle. Così l’ho portata da questa nostra amica che è un’insegnante di canto, è una persona bravissima che le voleva molto bene e in questo studio Nadia cantava per 3-4 ore, si divertiva e tornava a casa piena di energia. Un giorno ha deciso di registrare questi due brani, “Diamante briciola” che ha pubblicato sui social e “Donna altalena” che abbiamo deciso di far uscire ad agosto perché prima ci sembrava troppo presto. Quando eravamo alla Domus Salutis ascoltavamo la radio e Nadia mi diceva: “mamma, santo cielo, non trasmettono mai le mie canzoni”, e io rispondevo: “devi avere pazienza, magari siamo sintonizzati sulla stazione sbagliata”. In realtà non avevamo ancora pubblicato “Donna altalena”. Lei ci teneva tantissimo, non perché volesse diventare una cantante ma perché ha scritto quei brani con amore e sono dedicati alla persona che stava con lei, che non ha più visto negli ultimi mesi di vita per sua scelta, che ha accusato di non accompagnarla a fare le chemio anche se non era vero. Sentiva che il male avanzava e aveva paura che lui non riuscisse a superare il dolore nel vederla così. Allontanarlo era l’unico modo e lui ha capito. Nadia ha voluto accanto solo la sua famiglia, ha voluto me sempre vicina, le sue due sorelle, i nipotini e il papà. Parlava con noi, a volte scherzava, scattavamo delle foto insieme per alleggerire la situazione, voleva essere se stessa fino all’ultimo minuto, fare e dire quello che voleva senza lo sforzo di mostrarsi più forte di quello che fosse. Era fragile, dolcissima, bellissima. Con lei c’è sempre stato un legame simbiotico. Io ho perso mia sorella Marilena a 21 anni per un tumore rarissimo, dopo sette anni di sofferenza. Nadia diceva che era il suo angelo custode. Non avrei mai pensato di poter provare un dolore così terribile, che non si può descrivere. E’ talmente tanto l’amore che mia figlia mi ha dato e che ho dentro di me che è come se fossi sempre abbracciata a lei”. 

nadia

Avete dato vita alla Fondazione Nadia Toffa con l’obiettivo di raccogliere fondi al fine di aiutare la ricerca contro il cancro ed essere vicini agli ultimi, ai bisognosi, alle persone più deboli e indifese, portando avanti i valori e il lavoro svolto da Nadia. Quali sono i prossimi progetti? 

“Abbiamo pensato di creare la Fondazione per aiutare la ricerca e le persone che hanno più bisogno. Siamo in pochi, io sono la Presidente, mio marito Maurizio e le mie figlie Mara e Silvia sono i vice, il revisore dei conti è Don Patriciello, poi c’è una commercialista, la più importante di Brescia, che ci aiuta gratuitamente e la Wise che si occupa del sito. Tutti i proventi vanno in beneficenza. Ora siamo bloccati perché con la pandemia non riusciamo a fare eventi, abbiamo realizzato delle bomboniere per matrimoni, cresime e comunioni, abbiamo venduto 2000 magliette con un dipinto di Nadia stampato sopra. Dobbiamo aspettare che finisca l’emergenza per poter organizzare grandi manifestazioni, magari anche un’asta, in modo da devolvere i fondi all’Istituto Besta di Milano dove Nadia è stata curata, a don Patriciello, parroco di Caivano, che opera nella Terra Fuochi e all’ospedale di Taranto, il cui reparto di Oncoematologia pediatrica, grazie alla raccolta firme promossa da Alessandra Marotta e Monica Morini, è stato intitolato a Nadia che è anche cittadina onoraria di questa bellissima città. Adesso l’attenzione è incentrata sul covid e il cancro è stato dimenticato ma esiste e non ci sono soldi per la ricerca. Spero che in futuro possa essere trovata una cura, anche per quelle forme di cui si sa pochissimo come quella che ha colpito Nadia. Purtroppo a causa della pandemia non siamo riusciti a presentare il libro “Ti aspetterò tutta la vita” come avremmo voluto e quindi a raccogliere molti fondi. Sono andata in qualche trasmissione televisiva, lo abbiamo pubblicizzato sul sito e sui social, ma non è la stessa cosa. Fazio mi diceva che in generale tutte le opere che sono state pubblicate, anche da autori che solitamente vendono milioni di copie, non hanno avuto il successo che ci si aspettava perché il momento è complicato, la gente non ha soldi, non ha lavoro, le librerie sono chiuse o vendono solo tramite ordinazione online. Cercheremo di promuoverlo al meglio non appena sarà possibile. E’ un libro che fa bene a chi lo legge e che ha anche uno scopo benefico. La lettura aiuta tantissimo, è come viaggiare con la fantasia senza spostarsi. Ognuno leggendo quello che Nadia scrive entra nel proprio animo. Ed è proprio quello che lei voleva”.

Questo 2020 che è appena terminato ha portato però anche una luce nella vostra famiglia: l’arrivo della piccola Alba Nadia…

“Compirà dieci mesi il 12 gennaio, è la mia gioia grandissima, è il regalo di Nadia. Spero che il Signore conceda a me e a mio marito ancora un po’ di tempo per vedere crescere la nostra nipotina”. 

di Francesca Monti

credit foto courtesy Margherita Rebuffoni- Fondazione Nadia Toffa

 

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