Si è tenuto l’incontro in streaming “Il cinema che verrà”. Carlo Verdone: “Abbiamo deciso che faremo il possibile per far uscire in sala il mio nuovo film Si vive una volta sola”. Luigi Lonigro di Anica: “Il prodotto cinematografico italiano diventa determinante per la ripartenza del nostro paese”

Venerdì 8 gennaio si è tenuto l’incontro in streaming “Il cinema che verrà” sulle aspettative e sulle prospettive dell’industria cinematografica considerata la contingenza emergenziale causata dalla pandemia.

L’evento è stato moderato da Laura Delli Colli, Presidente dei Giornalisti Cinematografici Italiani e di Fondazione Cinema per Roma, e ha visto la partecipazione di personalità autorevoli del cinema italiano, tra cui Carlo Verdone, Francesca Cima, Presidente Sezione Produttori ANICA, Luigi Lonigro, Presidente Sezione Distributori ANICA, Mario Lorini, Presidente Associazione Nazionale Esercenti Cinematografici, Stefano Francia di Celle, direttore Torino Film Festival, Chiara Omero, Presidente Associazione Festival Italiani di Cinema, con introduzione di Alberto La Monica, Direttore del Festival del Cinema Europeo.

Un anno fa avevamo tirato un sospiro di sollievo per l’aumento delle cifre relative al cinema, ora invece con la pandemia c’è stato l’abbattimento del mercato. Il Presidente dell’Anica Francesco Rutelli ha sottolineato che il pubblico vuole tornare in sala e lo si è visto con i Festival, inoltre tutta la filiera è impegnata nel lavorare per un’offerta commerciale di qualità e il senso di questo periodo è racchiuso in una parola: resilienza. Il rischio però è la scomparsa di molte aziende se al di là degli aiuti non ci sarà uno sbocco per le loro attività“, ha esordito Laura Delli Colli.

Carlo Verdone ha raccontato come sta vivendo questo periodo e ha espresso la volontà di far uscire nelle sale il suo film “Si vive una volta sola” che doveva arrivare al cinema un anno fa:Si è fermato il mondo, sono saltate per aria industrie di ogni tipo, tanta gente ha perso il lavoro, tante famiglie sono in difficoltà, ci sono tante persone meno fortunate di me. Io, il produttore e la distribuzione abbiamo deciso che faremo il possibile per far uscire in sala “Si vive una volta sola”, il mio nuovo film. E’ anche una testimonianza dell’amore che abbiamo per il cinema che ha bisogno di pellicole che vengano lanciate non solo in tv o sulle piattaforme. Poi a un certo punto la decisione non spetterà più a me ma per ora siamo intenzionati a resistere. Se a primavera le cose andranno meglio come ci auguriamo lo faremo uscire. In questo periodo mi sono dedicato alla scrittura, mi sono dato da fare, ho portato avanti la sceneggiatura di una serie televisiva che si chiama Vita da Carlo che girerò tra 3-4 mesi, sono dieci puntate, poi ci sarà un film del quale stiamo finendo il soggetto e probabilmente il seguito della serie. Il cinema è però il mio vero lavoro, è la mia sfida e continuerà ad esserlo“.

Verdone si è detto fiducioso che tra qualche tempo la situazione possa tornare alla normalità:Siamo in mano ai numeri, alla scienza, al vaccino, ci sono troppe situazioni che devono collimare per un’apertura ma sono convinto che il pubblico non abbandonerà la sala perché ha voglia di uscire, di aggregazione, di andare al cinema. Io mi metto anche nei panni degli esercenti, che sono in grande difficoltà. Noi comunque dobbiamo continuare a sperare che questa pandemia finisca presto, fra qualche mese si vedranno i primi risultati del vaccino e dobbiamo farci trovare pronti. L’idea di tornare a girare non mi fa paura, però tutti devono tenere un comportamento responsabile, anche quando non sono impegnati sul set”.

Francesca Cima, Presidente sezione produttori Anica e produttrice italiana, partner e fondatrice di Indigo Film, ha dichiarato:Non era scontato che la nostra attività produttiva che prevede il contatto con le persone potesse ripartire. Abbiamo messo in atto un protocollo severo che ha fatto riflettere sulle normative sanitarie nazionali perché consente un tracciamento costante delle persone e in qualche modo rende quella comunità più sicura di altre. Molti set erano film già scritti e preparati in precedenza, ci siamo accordati per rispettare la tempistica ipotizzata in modo che non si sovrapponessero gli impegni degli attori. Considerando che ogni film o serie ha un tempo di preparazione di diversi mesi sono tornati sul set quei progetti che avevano già una lavorazione che consentisse di terminarli. Stare tutto il giorno con la mascherina non è una passeggiata e incide sull’umore, sullo spirito del gruppo. E’ tutto cambiato, non ci sono più quelle allegre cene con il cast e la troupe. E’ stata introdotta la figura del covid-manager, abbiamo presidi sanitari sul set. Ci sono attività sicuramente ancora più problematiche della nostra. Questa situazione ci ha fatto capire l’importanza della sala, in quanto cittadini di un paese, come luogo comune di condivisione. Come produttori vogliamo affermare la necessità che i due settori in cui si divide il nostro ecosistema, ovvero serie e cinema, debbano assolutamente convivere. Una buona serialità soprattutto di tipo europeo e italiana vive del continuo scambio creativo, realizzativo, di maestranze comuni ai due settori”. 

Luigi Lonigro, Presidente nazionale distributori Anica ha sottolineato che ci sono molti film italiani pronti che aspettano di poter uscire nelle sale: “Noi siamo arrivati all’inizio della pandemia in un momento di massimo sforzo e risultati, c’è stato uno straordinario lavoro di squadra, non solo della filiera ma anche dei critici, della stampa nella costruzione di un anno straordinario, il 2019, che ci ha consentito di essere il primo paese europeo per crescita di incassi. Per riallacciare il rapporto con gli spettatori servono i film importanti soprattutto nel momento in cui la produzione americana ha spostato l’uscita di molte pellicole nel 2022. In questa situazione mondiale il prodotto cinematografico italiano diventa determinante per la ripartenza del nostro territorio. Molti film non hanno ceduto alle lusinghe e alle offerte arrivate dalle piattaforme perché aspettano le sale che riaprano e questo è un segnale importante. La speranza è che effettivamente la somministrazione dei vaccini possa cambiare qualcosa a breve termine. Noi non stiamo fermi, continuiamo a lavorare, abbiamo chiesto a più voci al ministro Franceschini che questa ripartenza sia senza ulteriori stop altrimenti i danni sarebbero irreversibili per il settore. Prima di Natale abbiamo lanciato in rete uno spot emozionale sulla malinconia per far capire agli spettatori che ci siamo ed è stato il primo step di un progetto di comunicazione che porteremo avanti nei prossimi mesi e che farà leva sulla mancanza della condivisione, dell’essere seduti in sala davanti a un grande schermo. Stiamo cercando anche di lenire le ferite dei distributori indipendenti medio-piccoli. Ringraziamo il Mibact e il ministro Franceschini per il sostegno che hanno dato in questi mesi”.

Mario Lorini, Presidente Associazione Nazionale Esercenti Cinema (ANEC) ha affermato:Noi siamo i più numerosi. La nostra volontà è di preservare ognuno di questi presidi che sono un pezzo della nostra vita, un bene comune di cui abbiamo avuto prova c’è un forte bisogno da parte della gente. Abbiamo un 15-20% di strutture che non hanno ripreso l’attività, che hanno problemi di contrattazione degli affitti e dobbiamo cercare di riaccendere la luce di ognuno di loro. C’è stato il sostegno del Mibact ma questo lavoro di filiera con la cabina di regia deve proseguire anche nei prossimi mesi”.

di Francesca Monti

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