Giuseppe Fiorello, protagonista della serata evento “Penso che un Sogno Così”, in onda lunedì 11 gennaio alle 21.25 su Rai1: “Attraverso le musiche di Domenico Modugno creo un filo conduttore tra lui e mio padre. Spero che questo racconto possa essere l’anteprima della riapertura di teatri e cinema”

Un viaggio intenso, profondo, che parte dal Sud e attraversa l’Italia intera, che vola sull’infanzia, le origini, le vicende buffe, quelle dolorose e altre incredibili e divertenti. A compierlo Giuseppe Fiorello, protagonista della serata evento “Penso che un Sogno Così”, in onda lunedì 11 gennaio alle 21.25 su Rai1.

Sarà un racconto basato su temi universali come la famiglia, il lavoro, il progresso e l’immigrazione dei nostri nonni. In un “volo immaginario” Giuseppe Fiorello invita i protagonisti della sua vita ad uscire dalla memoria, li porta in scena e rende il pubblico partecipe di un emozionante gioco di specchi tra lui e il padre. In parallelo, verrà raccontata la crescita musicale di Domenico Modugno che, con le sue canzoni, ha accompagnato la vita della famiglia Fiorello: ogni scena avrà infatti il suo sottofondo musicale.

“Questo sogno che porto in televisione è un tracciato di quello che sono, è un tributo alla timidezza attraverso la quale vi farò vivere il mio rapporto con la vita, regalo una parte della mia famiglia e alla mia famiglia regalo quei silenzi di bambino ora decifrati e risolti. Attraverso le musiche di Domenico Modugno creo un filo conduttore tra lui e mio padre che è il vero protagonista di questa storia. Per una questione fisica, di una somiglianza che a tratti sembra molto fraterna, dai baffetti allo sguardo, alla voce, e per velleità artistiche dell’uno e dell’altro, è un incrocio di vite, di destini, di passato e di futuro. Il racconto parte da molto lontano con un fatto apparentemente surreale sulla prima volta che da bambino ascoltai un brano di Modugno per via di un personaggio bizzarro del mio paese che mi volle regalare un suo disco, fino ad arrivare al presente mettendo in scena il tema del destino che volle mettermi di fronte ad una scena che per me sarebbe stata più che un lavoro: interpretare Modugno. Svelerò ogni paura, ogni istante di quei mesi in cui mi trovai davanti ad uno specchio a decidere se assumermi o meno quella grande responsabilità, e poi la prima volta che entrai a casa di Mimmo”, ha raccontato Giuseppe Fiorello in un incontro stampa in streaming, spiegando poi come è nata l’idea dello spettacolo: “In questo show c’è tutta la verità possibile che potevo restituire agli spettatori che mi hanno seguito in questi anni a teatro, che hanno voluto bene a mio padre, alla mia famiglia, a Modugno. Entrare nelle loro case è commovente per me. Al centro c’è una famiglia normale, semplice, molto unita, italiana, e tutto è nato per caso, da un’ispirazione, da un altro racconto di un padre e di un figlio. Era estate, mi trovavo come ogni anno in vacanza in Sicilia, ero in spiaggia e rivedevo il mio passato, la mia infanzia mentre leggevo Open di Agassi che mi ha toccato il cuore. Il rapporto che avevo con mio padre era totalmente ribaltato rispetto a quello del grande tennista. Era un legame di dolcezza, di calore, di fisicità. Durante le riprese di “Penso che un sogno così…” di Riccardo Milani mi sembrava quasi di non interpretare Modugno ma mio padre. Loro si somigliavano, con questi pugni stretti, con questi occhi vivi, pieni di speranza, che avevano visto la guerra, erano ragazzi che avevano voglia di emergere. Mimmo lasciò la Puglia e andò a Roma per inseguire il suo sogno, Nicola, mio padre, ha scelto di rimanere in Sicilia ed entrare nella Guardia di finanza. La vita è fatta di quegli attimi di coraggio che si possono trovare o meno. Questo testo è uscito di getto e avevo intorno a me pezzi di vita e mi sono sentito di ridare qualcosa a mio padre che è andato via troppo presto. Non è un racconto nostalgico ma commovente e divertente e allargato a mia nonna e a mia zia che spadellava piatti vari perché le riunioni di famiglia al sud come da tradizione si facevano spesso a tavola. Il problema che mi ponevo all’inizio era se potesse interessare ma poi a teatro ho scoperto che è diventato un racconto universale in cui tanti si sono rivisti perché in fondo ci somigliamo tutti e abbiamo una storia bella da narrare. Non è speciale la mia vita ma lo è quella di ognuno di noi. Porto in scena un padre e una famiglia come tante. Ho avuto il privilegio di fare questo lavoro e di raccontare questa storia che è legata alla musica di Modugno. Da lì inizia un gioco di specchi tra lui e mio padre e mi divertiva farli diventare quasi fratelli perché ci sono cose accadute nelle loro vite che si somigliano. Ad esempio un signore anziano un giorno mi disse che quando si costruì la prima linea ferroviaria gli amici operai di papà lo pagavano affinché cantasse o facesse serenate per i fidanzati sotto le finestre, proprio come Modugno. Ho unito tutti questi aspetti ed è uscito un gioco di specchi, in mezzo ai quali ci sono io e il destino che ha voluto che potessi interpretare quel grande mito che era Mimmo. Papà cantava spesso le sue canzoni e amava in particolare Amara Terra mia, un brano struggente, doloroso per certi versi, caldo, coinvolgente e nello spettacolo c’è un momento speciale su quelle note. Mio padre è stato un esempio per me, io lo osservavo, seguivo la sua vita e questo uomo onesto, generoso che mi ha trasmesso valori che mi accompagnano sempre. Mi ha insegnato le cose facendole e non spiegandole. Non sono stato capace però di riprodurre la sua straordinaria visione positiva della vita in generale. Era un grande sognatore“.

Uno show dedicato a due donne:A mia mamma Sara che mi ha messo al mondo e a cui devo tutto e alla signora Franca, la moglie di Modugno, una donna straordinaria che mi ha accolto con un abbraccio immenso e un sorriso radioso e mi ha fatto entrare nella casa del mio mito. Sono andato da lei per cercare delle sicurezze, ho chiesto di poterla incontrare prima di interpretare Mimmo. E’ stato un incontro indimenticabile, meraviglioso, irripetibile”.

Lo show che andrà in onda su Rai 1 sarà identico a quello teatrale eccetto un particolare:Manca il pubblico dal vivo che rendeva questo spettacolo un incontro tra persone che ascoltavano un uomo che raccontava loro una storia in cui si rispecchiavano, ma quel silenzio sarà bellissimo“, ha detto Fiorello.

Sul palco, oltre ad un corpo di ballo straordinario, anche due musicisti d’eccezione: Daniele Bonaviri, uno dei più bravi chitarristi italiani e Fabrizio Palma, musicista e arrangiatore.

Eleonora Abbagnato, Pierfrancesco Favino, Paola Turci, Serena Rossi, Francesca Chillemi e Rosario Fiorello accompagneranno Giuseppe Fiorello in questo racconto diventando parte integrante della narrazione, che scorrendo fluida e ritmata crea una magia inaspettata e coinvolgente:Ci sono molti amici che sono venuti a trovarmi e saranno parte di questo racconto, di questa narrazione continua, con entrate e uscite. Con Rosario ci sarà un momento particolare, intimo, totalmente nostro che abbiamo pensato per voi. Francesca Chillemi farà qualcosa di magico, Eleonora Abbagnato volerà sulle note di una canzone di Modugno, scritta da Pier Paolo Pasolini, con Paola Turci faremo un bellissimo duetto e poi ci saranno due grandi attori quali Serena Rossi e Pierfrancesco Favino”.

Infine Giuseppe Fiorello ha parlato dell’attuale situazione del mondo dello spettacolo:E’ un momento storico particolare. E’ tutto fermo, siamo in attesa di tornare alla normalità. Spero che questo racconto che porterò in tv possa essere l’anteprima della riapertura dei nostri teatri e dei nostri cinema”.

Il regista Duccio Forzano ha raccontato la genesi dello show: “A teatro lo spettatore è regista di se stesso, in tv è invece il regista che impone una sequenza di immagini al telespettatore. La difficoltà è stata riuscire a far passare attraverso lo schermo tutte le emozioni che Giuseppe riesce a trasmettere dal vivo. E’ un artista che ha carisma e facilità di movimento davanti alle telecamere e ha riempito da solo lo spazio visivo. E’ stata una bellissima sorpresa”.

Stefano Coletta, direttore di Rai 1 ha dichiarato: “Tengo moltissimo a questo lavoro che andrà in onda lunedì 11 gennaio e abbiamo scelto questo giorno come collocazione perché ho pensato che potesse essere la sperimentazione nella sperimentazione. Spero possiate apprezzarlo per il coraggio che Rai 1 ha espresso nel portare in porto questo progetto intenso che mette in luce il talento puro e umile di Beppe Fiorello. E’ un’operazione non solo estetica ma anche di racconto che ha una profonda matrice di verità e autenticità con una commozione che scorre durante questo one man show con grandissime guest star che entreranno nell’assolo di Fiorello perché al centro ci sono le radici, la famiglia. Questo viaggio, che ha un titolo quasi onirico, ha un’evocazione di grandissima autenticità intrecciata alle canzoni di Domenico Modugno”.

Claudio Fasulo, vicedirettore di Rai 1, ha concluso: “Giuseppe ha un ritmo straordinario, travolgente, è un grande attore e ha la capacità di emozionare, di dialogare anche navigando a vista e di duettare essendo un ottimo cantante. Quindi lo invito ufficialmente ad ideare altri progetti da portare su Rai 1”.

di Francesca Monti

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