Intervista con LP: “How Low Can You Go è una specie di riflesso di ciò che è importante e di quanto puoi allontanarti da te stesso senza farti del male”

Dopo aver conquistato il mondo con hit di grande successo e una vocalità unica, aver preso parte al Festival di Sanremo 2017 come ospite e alla Notte della Taranta nel 2018, aver scritto brani per artisti quali Rihanna, Christina Aguilera, Backstreet Boys, Cher, Celine Dion, aver realizzato il suo primo album live e il Virtual World Tour, LP ha pubblicato il nuovo singolo “How Low Can You Go”, scritto insieme a Mike Del Rio e Nate Campany.

Il brano, che si basa sulla realtà delle notti selvagge che l’artista ha trascorso nella sua vita e che è accompagnato da un video girato in Messico e diretto da Eric Maldin, accompagna l’ascoltatore sulle montagne russe dell’amore.

In attesa del nuovo disco e dei quattro concerti in Italia a luglio, abbiamo realizzato un’intervista con LP parlando del nuovo singolo ma anche dei ricordi legati alla collaborazione con Avicii, del Virtual World Tour e del nuovo Presidente americano Joe Biden.

Partiamo da “How Low Can You Go”, scritto con Mike Del Rio e Nate Company. Ci puoi raccontare qualcosa in più riguardo il singolo e il video girato in Messico?

“Ho iniziato a scrivere quella canzone un paio di anni fa ed era basata sulla realtà di tutte le notti selvagge che ho trascorso nella mia vita. Uscire con persone diverse e avere esperienze incredibili, conversazioni profonde, attrazioni, chiedendosi dove sono ora. All’epoca, sapendo di essere un po’ selvaggia mi domandavo “dove stava andando la vita?”. La canzone è una specie di riflesso di ciò che è importante e di quanto puoi allontanarti da te stesso senza farti del male. Per il video, Eric Maldin ed io abbiamo parlato di quello che volevamo trasmettere. Volevamo che fosse sexy, avvincente e misterioso, e niente è più misterioso dell’acqua. Abbiamo trovato la nostra musa, Julieta Grajales. Non sapevamo davvero cosa avremmo girato finché non abbiamo iniziato le riprese, ad essere onesti volevamo solo creare una specie di atmosfera e credo che ci siamo riusciti”. 

Hai pubblicato il tuo primo album live la scorsa estate, Live in Moscow. Com’è nata l’idea di realizzare questo progetto? 

“Ho sempre voluto fare un album live. Con l’inizio della pandemia e la sfortunata notizia che non ci sarebbe stato nessun tour per un po’, abbiamo pensato “quale momento migliore per pubblicare un disco dal vivo?“. Desideravo che fosse un concerto in qualche Paese al di fuori degli Stati Uniti, che fosse interessante. C’erano un paio di posti in lizza, ma lo show di Mosca mi è sembrato molto ben realizzato”.

Come vedi il futuro della musica dopo la pandemia?

“Penso che per un po’ tutto andrà a rilento. Non sarà così facile ma si ripartirà, la gente ne ha bisogno. I ricordi legati a questo periodo credo che non svaniranno a breve. Dimentichiamo gli orrori di molte cose, ma penso che quanto sta accadendo avrà una durata più lunga e che per un po’ vedrò un sacco di mascherine tra il pubblico. Ma in fondo non credo sia una brutta cosa”.

Hai organizzato il Virtual World Tour, che esperienza è stata?

“Difficile. Non è piacevole finire una canzone nel silenzio, non è la mia idea di divertimento, sarò onesta con te. Ma sono felice di averlo fatto e di connettermi con le persone in qualsiasi modo”.

Sappiamo che i tuoi nonni erano italiani. Cosa ti piace maggiormente dell’Italia e della cultura italiana?

“Mi piace tutto. Adoro tutte le cose che gli italiani mettono attorno al cibo, è come una festa, un raduno, un modo per sentirsi in famiglia. Hanno una cultura molto calorosa e amorevole”.

Cosa pensi del nuovo Presidente degli Stati Uniti Joe Biden?

“Non direi che sono scettica, ma che sono cautamente ottimista. Penso di avere fiducia nella sua decenza, che sia un uomo decente, che voglia essere utile ed essere ricordato come utile, e che sia molto umile, quindi lascerà che la gente lo aiuti. Ha trascorso la sua vita cercando di essere un servitore pubblico e penso che venga da una prospettiva adeguata. Ma vedremo… Sono, come tutti, inorridita da quello che ho visto e ho paura”.

Quali ricordi conservi di Avicii con cui hai collaborato per Back Where I Belong e Trouble/Million Miles?

“Ammiro molto Avicii. È probabilmente il più grande lavoratore con cui abbia mai lavorato. Una volta ho fatto una sessione con lui che è durata forse 10 ore, e non si è nemmeno alzato per andare in bagno. Era molto interessante, coinvolgente e divertente, ed era completamente concentrato sul lavoro. Mi faceva suonare la nota più alta della mia gamma per un brano, e diceva “ancora, ancora, ancora, ancora” fino al punto in cui il tecnico affermava “Penso che l’abbia presa cinque volte” e lui: “ugh, forse, ok”. C’era una canzone che non avevo scritto, ma che avrei dovuto cantare in uno dei suoi dischi. Sono stata pagata e poi ho visto che l’album è uscito e sono andata a sentirlo e lui aveva tenuto lo stesso cantante del demo, è stato molto interessante. Non era un insulto verso di me o altro, abbiamo fatto un sacco di cose insieme, che non sono state nemmeno ascoltate. Semplicemente lo ammiro molto. È sempre stato una persona adorabile e mi manca”.

Un desiderio per il nuovo anno…

“Beh, si suppone che ora siamo nell’era dell’Acquario, con un grande cambiamento davanti, in senso buono, e più armonia e forse stiamo uscendo dalla peste ed entrando nel Rinascimento, come una volta. Sono fiduciosa che questo avvenga. Viviamo in una nuova era di informazione e spero che i nostri dolori di crescita siano un po’ più rapidi, in modo da poter arrivare alla vera informazione che salverà le nostre anime, il nostro pianeta e salverà noi stessi”.

INTERVIEW WITH LP

ARTWORK - LP - How Low Can You Go

Let’s start with “How Low Can You Go”, written with Mike Del Rio and Nate Company. Can you tell us more about the single and the video?

Well for the single, I started that song a couple of years ago and it was based on the reality of all the wild nights I’ve spent in my life. Hanging out with different people and having amazing experiences, deep conversations, attractions, and wondering where they are now. And at the time, knowing that I was being a bit wild and wondering “where was life going?” The song is kind of a reflection of what’s important and how far away can you get from yourself without hurting yourself. For the video, Eric Maldin and I talked about what we wanted to convey. We wanted it to be sexy, compelling, and mysterious and nothing is more mysterious than the water. We got the muse in there, Julieta Grajales. We didn’t really know what we were going to shoot until we started shooting, to be honest, we just wanted to set a kind of tone, a kind of mood and I think we achieved that.

You released your first live album last summer. What made you want to realize this project?

I just always wanted to do a live album. With the pandemic starting and the very unfortunate news that there would be no touring going on for a minute, we thought, “what better time to release a live album?” I’ve always wanted it to be from somewhere outside the US that was interesting. There were a couple of places in the running but the Moscow show just felt very well put together.

How do you see the future of music after the pandemic?

I think it’s going to be a little bit of a slower build for a minute. I think it’s going to be not so easy, but it’s going to come back; people need this. I don’t think our memories will be short involving this. We forget the horrors of many things but I think that this one will be a little bit more lasting and I think I’m going to be looking out at a lot of masks in the audience for a while. But, I don’t think that’s a bad thing.

You made the Virtual World Tour, how was this experience?

Difficult. There’s nothing like finishing a song to silence, that’s not my idea of a good time, I’ll be honest with you. But I’m happy to do them and connect with people in whatever way I can.

We know that your grandparents were Italian. What do you like most of Italy and Italian culture?

I like everything. I love all the things they put around food; it’s like a celebration, a gathering, a way to be familiar. I  think that they have it down. They have a very warm loving culture. There is so much of it that I love.

What do you think about the new USA President Joe Biden?

I wouldn’t say that I’m skeptical, but I would say that I’m cautiously optimistic. I think, to me, I trust his decency. I think he’s a decent man. I think he wants to be helpful and to be remembered as helpful, and he’s got a lot of humility so he’ll let people help him. He’s spent his life trying to be a public servant and I think he’s coming from a decent angle. But we’ll see. I’m, like everyone else, horrified by what I’ve seen and I’m scared. I just hope he’s legit.

What memories do you have of Avicii you collaborated with in Back Where I Belong and Trouble/Million Miles?

I admire Avicii so much. He’s possibly the hardest worker I have ever worked with. I once did a session with him that lasted maybe 10 hours, and he didn’t even get up to go to the bathroom. He was very interesting, engaging, and fun, but it was all about the work. He would have me hitting the highest note in my range for a song, and he’d be like “again, again, again, again” to the point where the engineer was like “I think she got it like five takes ago” and he would be like “ugh, maybe ok”. There was one song that I didn’t write, but I was supposed to sing on one of his records. I got paid for it and everything and I saw that the record came out and I went to hear it and he had kept the same demo singer on there, it was very interesting. It wasn’t insulting to me or anything, we did a lot of stuff together, a lot of stuff that hasn’t even been heard. I just admire him a lot. He’s always been just a lovely person and I miss him.

A secret wish for the new year…

Well, we’re supposed to be in the age of Aquarius now, with a big change ahead, in a good way, and more harmony and maybe we’re getting out of the plague and into the renaissance, as we did at one time. I’m confident that it’s there for us. We live in a new age of information and I’m hoping that our growing pains are going to be a little bit more swift so that we can get. to the real information that’s going to save our souls, save our planet, and save ourselves.

Thank you very much LP for spend your time for this interview.

di Francesca Monti

credit foto copertina Shervin Lainez

Grazie ad Alessandra Ballarini e Matteo Esse

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