Casinò e cinema, tra finzione e vita reale

Il mondo dell’intrattenimento ha sempre visto nel casinò una location ideale per ambientare molte storie. Le particolari situazioni che si possono creare in un casinò, o in un locale analogo, sono state in tantissimi casi di ispirazione per una moltitudine di sceneggiatori, registi e addetti ai lavori. Dalle più satiriche serie televisive al cinema, al casinò sono ambientate una quantità di scene tale da rendere impossibile elencarle. Se infatti nei casi di serie televisive come I Simpson si può assistere a numerosissime situazioni in casinò, soprattutto “casalinghi” come quello nella casa sull’albero di Bart o quello di beneficienza organizzato nella scuola elementare da Martin, i ritratti migliori del casinò sono quelli che hanno ispirato scene passate sul grande schermo, che abbiano tratto ispirazione da storie vere o che siano al contrario storie originali.

Partendo proprio da una storia vera, non si può fare a meno di citare 21, film del 2008 diretto da Robert Luketic e con Kevin Spacey nei panni del professore di matematica. Gli appassionati infatti hanno fin dalle premesse riconosciuto la storia alla base delle vicende del film, vale a dire la vera storia del MIT Blackjack Team: un gruppo di studenti delle più famose università statunitensi che, adoperando tecniche matematiche, sono stati in grado di vincere importanti somme di denaro a blackjack in numerosi casinò fra gli anni ’80 e ’90. Ulteriore mediazione fra la storia vera e il film approdato al cinema è costituita dal libro Bringing down the house, nel quale Ben Mezrich aveva ricostruito la medesima storia. Un altro film nel quale le capacità mnemoniche hanno un peso fondamentale per vincere al casinò è il classico del 1988 diretto da Barry Levinson, Rain Man. Capace di aggiudicarsi quattro premi Oscar su otto candidature, la storia fittizia vede Tom Cruise e Dustin Hoffman nei panni di due fratelli, il secondo dei quali affetto da autismo ma con una memoria e capacità di calcolo sorprendenti. Il personaggio di Cruise, in una delle scene clou, decide di sfruttare le abilità del fratello per vincere al casinò e poter far così fronte ad alcuni debiti: il piano riesce, e attraverso questa e altre vicende il protagonista comincia a affezionarsi sinceramente al fratello disabile, che in precedenza aveva solo intenzione di sfruttare, completando così il suo personale “viaggio” verso la redenzione. Fra i film biografici deve poi senz’altro essere menzionato anche High Roller: The Stu Ungar Story. Il film del 2003, diretto da A. W. Vidmer e con Michael Imperioli nei panni del protagonista, ripercorre le vicende che hanno visto l’ascesa e la caduta di Stu Ungar, uno dei più famosi giocatori di poker americani. Nel film vengono riproposte numerose scene che hanno visto al tavolo verde la vittoria del pokerista newyorchese.

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Non ha invece bisogno di presentazioni uno dei classici hollywoodiani del genere, tanto da ereditarne perfino il nome: si tratta di Casinò, di Martin Scorsese. Vera e propria pietra miliare fra le pellicole che, in un modo o nell’altro, danno un ritratto più o meno fedele del mondo del casinò, il film del 1995 vede un cast di tutto rispetto composto da alcuni dei nomi più in vista del cinema di quegli anni: sono infatti presenti Robert De Niro, che interpreta un malavitoso al quale viene demandata la gestione di un casinò a Las Vegas, Joe Pesci, un gangster che fa da tramite tra De Niro e la famiglia malavitosa alla quale entrambi sono affiliati, e Sharon Stone, nei panni di una attraente cliente del casinò. Altro personaggio di finzione immancabilmente associato al casinò è invece James Bond, l’agente segreto britannico nato dalla penna di Ian Fleming. Tanto nei romanzi quanto nelle loro trasposizioni cinematografiche il protagonista si trova spesso ai tavoli da gioco: nella pellicola del 2006 Casino Royale, diretta da Martin Campbell, il protagonista interpretato da Daniel Craig si confronta con il villain del film proprio ai tavoli del casinò che dà il nome al film.

Infine, tra i classici nei quali il casinò ha rivestito un ruolo da protagonista, si può cercare anche entro i confini domestici: nel 1976 uscì infatti Il secondo tragico Fantozzi, nel quale il ragioniere più famoso d’Italia, frutto della fantasia di Paolo Villaggio, sarà sorteggiato per accompagnare il facoltoso Duca Conte Semenzara al casinò di Montecarlo. Qui, fra riti scaramantici e la proverbiale sfortuna del protagonista, si svolgerà la prima parte del film, a dimostrazione del fatto di come l’ambiente del casinò presti il proprio fascino alle situazioni più trasversali.

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