NOMINA DI GIORGIO FERRARA, NUOVO DIRETTORE DEL TEATRO STABILE DEL VENETO. PROSPETTIVE E ORIZZONTI PER ARTISTI E FORMAZIONI REGIONALI

Ho visto lo streaming-differito della conferenza stampa di presentazione del nuovo direttore artistico dello Stabile Giorgio Ferrara. Il presidente Giampiero Beltotto ha premesso che la scelta di Ferrara è scaturita da lunghe riflessioni del Consiglio di Amministrazione tenute segrete fino a qualche giorno fa, proprio per garantire l’autonomia delle decisioni. In sintesi l’ottimo Beltotto ha delineato l’idea più volte espressa di lanciare l’immagine dello Stabile del Veneto in campo internazionale con tutti i mezzi e con tutti gli sforzi possibili, coinvolgendo artisti di prestigio mondiale in modo anche da riottenere dal Ministero della Cultura la qualifica di Teatro Nazionale e su questo piano chi meglio di Giorgio Ferrara, con la grande esperienza acquisita come direttore artistico del Festival di Spoleto e non solo, poteva tentare questo rilancio dell’azienda-teatro. Poi è stata la volta del neo direttore che in un paio di cartelle ha riassunto la sua idea di teatro e di programma, volto a utilizzare dal vivo lavori già in repertorio prodotti in questo periodo di pandemia, ma appunto allargando gli orizzonti attraverso il coinvolgimento di grandi nomi della scena europea e non solo, senza però escludere il coinvolgimento di formazioni e giovani artisti regionali, a proposito di giovani la regista residente del Teatro Stabile sarà Irina Brook, anch’ella nome eccellente, figlia di Peter Brook che esporterà il suo progetto itinerante House of Us. Venezia sarà la città capofila di questo laboratorio, che coinvolge diverse città del Mondo, in Italia anche Palermo e a Firenze, dedicato ai giovani di oggi, ai problemi della solitudine e dell’isolamento, attraverso l’Amleto shakespeariano. Poi un altro elemento espresso da Ferrara con convinzione è stata la dimensione multidisciplinare che intende conferire alla programmazione, ovvero non solo prosa ma anche musica pop, danza e lirica in modo da incrementare il pubblico e sedurre nuove generazioni di spettatori. In video Bob Wilson, Emma Dante, Lucinda Childs e altri nomi di rilievo, rinnovando la loro stima e amicizia al maestro Ferrara, si sono congratulati per la nomina e hanno assicurato con piacere la loro disponibilità a lavorare qui nel Veneto. Il mondo è cambiato profondamente e il pipistrello è stato il detonatore–catalizzatore dei mutamenti in corso, quindi le istituzioni teatrali stanno tentando di aggiornare il loro paradigma organizzativo e artistico per non morire. A decedere purtroppo temo saranno quelle realtà e quegli artisti che, pur fecondi e creativi, ma isolati, non compattamente associati, privi di relazioni profittevoli con la politica, non sono riusciti a proporre, con solidi fondamenti culturali, un ribaltamento copernicano del concetto stesso di teatro, sul piano distributivo, organizzativo e su quello delicato e complesso dei finanziamenti pubblici, ancora senza una legge organica e seria sullo spettacolo dal vivo.

di Toni Andreetta

Rispondi