Venerdì 19 marzo, in prima serata su Italia 1, nuovo appuntamento con “Le Iene”

Venerdì 19 marzo, in prima serata su Italia 1, nuovo appuntamento con “Le Iene”. Conduce lo show il trio tutto al maschile formato da Matteo Viviani, Giulio Golia e Filippo Roma. Tra le inchieste della serata:

Roberta Rei torna sul caso Kashoggi con un’intervista ad Hatice Cengiz, la promessa sposa del giornalista saudita Jamal Khashoggi, ucciso nell’ottobre del 2018 in circostanze misteriose. Secondo la Cia e l’Onu il barbaro omicidio sarebbe stato commissionato dal principe saudita bin Salman, probabilmente per gli articoli con cui il giornalista del “The Washington Post” tentava di rompere l’indifferenza del mondo nei confronti della repressione nel suo paese d’origine. Bin Salman è entrato nelle cronache politiche italiane pochi giorni fa, dopo che, in una ormai nota intervista, il senatore Matteo Renzi – che siede nel board di una fondazione riconducibile proprio al principe arabo – si è rivolto a lui chiamandolo “my friend”, amico mio. Il matrimonio di Hatice e Jamal non si è mai potuto celebrare: il giornalista, infatti, sarebbe stato barbaramente ucciso all’interno dell’ambasciata saudita a Istanbul, proprio mentre cercava di ottenere alcuni documenti necessari per le nozze. A seguito della messa in onda del precedente servizio in cui l’inviata parlava del caso, è stata proprio la stessa Hatice a contattare la Iena, raccontandole come ha vissuto la terribile esperienza dell’omicidio del suo amato. Queste le sue parole:

“La mia vita si è distrutta in un attimo, è straziante. Quel giorno ero piena di speranze perché ero con Jamal e quando stai con la persona che ami davvero pensi sempre che tutto vada per il meglio.Ma invece, a pochi passi da me, è accaduto l’impensabile. È straziante ricordare quei momenti. Non sospettavo che potesse accadere qualcosa di brutto, altrimenti non sarei riuscita a rimanere lì per ore. E invece stava accadendo una tragedia impossibile da immaginare. Se la cattiveria umana ha un limite, chi ha ucciso Jamal lo ha superato. Sono rimasta lì fino all’ultimo, piena di speranza. Ma Jamal non arrivava, e quando il ritardo è stato eccessivo tutto è precipitato ed è successo quello che sapete.”. “Matteo Renzi sta mancando di rispetto all’Italia e ai suoi valori, manca di rispetto ai diritti, alla democrazia, alla democrazia, alla libertà di pensiero ed espressione. Che valore dà alla vita umana? È una questione morale ed etica. Voglio dirgli: La Storia ti osserva, non dimenticarlo. Non si può far finta di niente e mettere propri interessi personali davanti a tutto. Quando uno sbaglia può chiedere scusa o meno, ma come si fa a sostenere un regime come quello saudita? Il mondo intero è stato scosso dall’omicidio di Jamal e invece lui non prende posizione e continua a coltivare le sue relazioni. È inaccettabile”. “Jamal aveva deciso di trasferirsi negli Stati Uniti perché nel suo Paese non c’era libertà di pensiero e non poteva esprimersi e scrivere quel che voleva. Jamal parlava in nome dei paesi arabi, affinché le popolazioni avessero un futuro migliore”. “Voglio giustizia non solo per Jamal ma per tutte le persone oppresse. Voglio rivolgermi a tutti i politici italiani, a chi governa il vostro Paese: questa non è una guerra contro l’Arabia Saudita, ma ci dovete verità, giustizia e trasparenza.” – Conclude – “Davvero ricava soddisfazione da un lavoro che mette il suo interesse personale al di sopra delle libertà e dei diritti, valori condivisi da tutta l’umanità?”.Hatice vorrebbe infine chiedere una cosa a Matteo Renzi: “Davvero è più felice per questo lavoro, che da più importanza ai suoi interessi che alla libertà e ai diritti umani?”. Roberta Rei ha provato a riportare la domanda direttamente al senatore, senza però avere risposta.

Giulio Golia e Francesca Di Stefano continuano l’inchiesta sulla morte di Gianmarco Pozzi, il 28enne dello Statuario deceduto nelle prime ore della mattinata del 9 agosto scorso, sull’isola di Ponza. Nel servizio la lunga e inedita testimonianza di Alessio, il compagno di stanza e testimone degli ultimi istanti di vita del giovane, che fornisce la sua ricostruzione dei fatti, ripercorrendo quanto sarebbe accaduto. Il ragazzo aggiunge anche particolari sullo spaccio di cocaina, di cui sia lui che Gianmarco facevano uso, e sulle dosi che sarebbero stati acquistate a Roma e portate sull’isola in quei giorni. La settimana scorsa il professor Vittorio Fineschi, ordinario di Medicina legale alla Sapienza e consulente della famiglia di Pozzi, aveva consegnato alla Procura di Cassino un supplemento di 33 pagine alla sua prima relazione che indaga per omicidio e non per morte accidentale di Gianmarco.

Luigi Pelazza è nel capoluogo piemontese, dopo il reportage sul triangolo del crack in una delle zone centrali della città, per raccontare una storia terribile che riguarderebbe la “Torino bene”. Qui un ricco imprenditore avrebbe indotto diversi giovani a prostituirsi in cambio di droga. Tra le sostanze stupefacenti utilizzate e fornite ci sarebbe anche il Ghb, la “droga dello stupro”. Il viaggio nell’orrore comincia dal racconto di uno dei ragazzi che ha partecipato ai presunti festini e che ha deciso di parlare con l’inviato e denunciare tutti gli accadimenti alle autorità.

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