Su Rai Storia “È l’Italia, bellezza!” tra Toscana, Umbria, Lazio

Le città fortificate della campagna senese, un borgo fantasma in Umbria che ritorna a vivere, le magnifiche ville di Tivoli dedicate all’ozio e allo svago di imperatori e cardinali, a pochi chilometri di Roma. In “È l’Italia, bellezza!”, il programma di Rai Cultura in onda lunedì 22 marzo alle 22.10 su Rai Storia (canale 54), Francesca Fialdini va alla scoperta  delle regioni dell’Italia centrale, partendo dalla Val d’Orcia, in Toscana, sito culturale del patrimonio Unesco dal 2004. Un esempio perfetto di armonia tra il lavoro dell’uomo e il paesaggio naturale, dove l’alleanza tra città e campagna, tra produttività e bellezza, ha resistito nei secoli e continua ancora oggi a guidare lo sviluppo di questo territorio. Come racconta l’affresco di Ambrogio Lorenzetti, gli “Effetti del Buon Governo”, che dal Trecento accoglie il visitatore al Palazzo Pubblico di Siena per magnificargli le virtù della buona amministrazione cittadina. Passava da qui, inoltre, la Via Francigena, la strada percorsa dai pellegrini in cammino verso Roma, che ha contribuito a modificare il paesaggio della Val d’Orcia costellandolo di fattorie, ospedali, rifugi per viaggatori, eremi e luoghi dello spirito. Tra questi, il romitorio di San Romualdo dei Camaldolesi a Vivo d’Orcia, sulle cui rovine è stato poi edificato Palazzo Cervini che troneggia oggi sul borgo, l’Ermicciolo del Vivo intitolato a San Benedetto oppure ancora l’Abbazia di Sant’Antimo, capolavoro dell’architettura monastica toscana. Il viaggio di Francesca si sposta poi in Umbria, cuore verde d’Italia, per raccontare la storia di un borgo a lungo abbandonato e tornato a nuova vita. Postignano, in provincia di Perugia, è “l’archetipo dei borghi collinari italiani”, come lo definì il fotografo e architetto americano Norman Carver, che primo fra tutti, negli anni Sessanta, riuscì a cogliere la bellezza tra le sue rovine. Sorto in epoca medievale lungo la strada che collegava Spoleto, Foligno, Norcia e Assisi, nella prima metà del secolo scorso si spopolò del tutto, trasformandosi in città abbandonata. 
Ultima tappa, il Lazio: è la ricerca del bello che ha portato l’Imperatore Adriano, agli inizi del II secolo d.C. a spostare la propria residenza fuori dall’Urbe, in un territorio ricco di acque ai piedi dei Monti Tiburtini, da dove proveniva il prezioso travertino utilizzato per costruire Roma. Il luogo ideale per dare vita al suo sogno: una grandiosa villa di 120 ettari. E Villa Adriana, nei pressi di Tivoli, è stata dichiarata nel 1999 Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Stesso riconoscimento ottenuto dalla vicina Villa d’Este, il capolavoro architettonico del Rinascimento realizzato per dare nutrimento all’”otium” del Cardinale Ippolito II d’Este. 

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