Su Rai Storia “È l’Italia, bellezza!” alla scoperta della Sardegna

Una storia di incontri, fusioni e stratificazioni che inizia con la civiltà nuragica e arriva fino all’unificazione d’Italia, da ripercorrere attraverso l’archeologia, l’architettura e la cultura immateriale della Sardegna. È la storia che racconta Francesca Fialdini in “È l’Italia, bellezza!”, il programma di Rai Cultura in onda lunedì 29 marzo alle 22.10 su Rai Storia. Un’isola che ha da sempre attratto visitatori da ogni sponda del Mediterraneo, non sempre benvenuti e desiderati ma tutti, ognuno a modo proprio, capaci di dare il proprio contributo alla nascita della Sardegna moderna. Nell’età del bronzo, intorno al XIX secolo a.C. circa, c’era il popolo nuragico ad abitare quest’isola al centro del Mediterraneo. Ne sono testimonianza gli oltre 7 mila nuraghi che ancora oggi si possono incontrare viaggiando nell’entroterra, fiabesche costruzioni di pietra che sembrano erette da un popolo di giganti guerrieri. Nel corso del viaggio numerosi anche i segni dell’incontro destinato a cambiare il volto della Sardegna: i Fenici, provenienti dal vicino Oriente, trovarono su quest’isola dalla posizione strategica il mercato ideale per i propri commerci. Lo testimonia la piazza del mercato di Sant’Imbenia, vicino Alghero, perfetto esempio di progetto architettonico e urbanistico nato per rendere più agevoli gli scambi tra commercianti locali e mercanti fenici. Le stratificazioni della storia si possono scorgere, meglio che altrove, visitando la città di Cagliari, dove i segni delle civiltà punica, romana, bizantina si alternano tra monumenti, teatri, quartieri e perfino lungo i fondali marini. La città contemporanea porta invece ben visibili i segni dell’unificazione, con gli edifici di ispirazione sabauda e il nuovo assetto urbanistico di fine dell’Ottocento, che assume una conformazione più lineare e regolare. Non manca il cuore della civiltà agro-pastorale della Sardagna: il canto a tenore, tra le più autentiche forme di espressione artistica tradizionale e per questo protetto dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità.

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