Intervista con Alessandro Sperduti, tra i protagonisti della serie-evento “Leonardo”: “Sono grato di aver interpretato Tommaso Masini, un personaggio con tante sfaccettature. Sogno di lavorare con Tim Burton”

Simpatico, umile, talentuoso, giovane ma con una carriera importante alle spalle che lo ha visto lavorare, tra gli altri, con Kate Blanchett, Dustin Hoffman, Ermanno Olmi e Pupi Avati: Alessandro Sperduti è tra i protagonisti della serie-evento “Leonardo”, in onda il martedì sera su Rai 1, prodotta da Lux Vide con Rai Fiction, Big Light Productions in associazione con France Télévisions, RTVE e Alfresco Pictures, nella quale interpreta Tommaso Masini, un uomo ambizioso, con una vena di gelosia che affiora quando si sente minacciato e che lo porta ad agire in modo vendicativo, come quando cerca di impedire che Leonardo diventi il primo apprendista del Maestro Verrocchio. Tuttavia è anche in grado di ammettere i propri errori e porvi rimedio.

In questa piacevole chiacchierata abbiamo parlato con Alessandro Sperduti della serie “Leonardo”, del suo personaggio, ma anche della sua passione per la musica, dei suoi progetti, del sogno di lavorare con Tim Burton e dei ricordi legati alla grande Virna Lisi.

Alessandro, nella serie-evento Leonardo interpreti Tommaso Masini. Cosa puoi raccontarci a riguardo?

“E’ stata un’esperienza bellissima e sono molto affezionato a questo personaggio che conosciamo nella fase giovanile, quella degli studi nella bottega del Verrocchio, del quale a tutti i costi vuole essere il primo assistente in quanto è consapevole di avere delle ottime doti artistiche, è molto ambizioso e cerca di raggiungere i suoi obiettivi anche con modi poco eleganti. Infatti tenta di mettere i bastoni tra le ruote a Leonardo però poi a un certo punto si rende conto che lui è obiettivamente un genio, vedendo i primi schizzi delle sue opere commissionate dal Verrocchio, così accetta il suo destino, ammette i suoi errori, si scusa e chiede di diventarne l’assistente. Si scopre quindi un altro lato molto bello di Tommaso ed è stato divertente vestire i suoi panni perché vengono raccontati un’amicizia, un conflitto e anche la voglia di continuare ad essere un artista e di lavorare al fianco di Leonardo. E’ un personaggio che ha tante sfaccettature, sono grato di averlo interpretato e spero che l’impegno che ho messo possa arrivare agli spettatori”.

Come ti sei preparato per questo ruolo?

“Nella fase dei provini non conoscevo bene la figura di Tommaso, che è una persona realmente esistita ma sulla quale non ci sono molte informazioni. C’è qualche scritto che descrive la sua personalità, quindi ho cercato di scoprire dei dettagli. Si dice che abbia fatto diversi lavori, è stato un mago, si occupava di arte, è stato uno stretto collaboratore di Leonardo, pare che fosse di umili origini ma andasse in giro a dire che era figlio di nobili. Inoltre aveva la tendenza ad utilizzare qualsiasi mezzo per stare in piedi e raggiungere i suoi obiettivi. Sul set si parte da una verità e poi gli sceneggiatori costruiscono degli intrecci e a un certo punto per me è più importante concentrarsi sulla storia, una volta che ho capito il personaggio. Per esempio la produzione ci ha fatto fare uno stage di disegno di due settimane prima di iniziare le riprese e anche quello è servito molto perché era un modo per entrare in quel mondo, in  particolare nella fase giovanile in cui i ragazzi studiano dal Verrocchio. Quindi eravamo immersi in queste scenografie bellissime con Stefano Bernabei che è un maestro eccezionale che ha ricreato i vari quadri che vediamo nella serie e ci insegnava le tecniche, come si tiene un carboncino, il discorso delle proporzioni”.

credit foto Angelo Turetta

Qual è il tuo rapporto con l’arte e in particolare con la pittura?

“In generale ho una grande passione per l’arte in tutte le sue forme, dalla pittura alla musica. Da piccolo mi piaceva riprodurre dei quadri, studiare storia dell’arte a scuola e figure come Leonardo o come Mozart, che sono al di là delle capacità umane, quasi soprannaturali, mi hanno sempre affascinato. Avere la possibilità di raccontare questo mondo è stato un privilegio. Inizialmente sentivo anche una certa tensione perché entri in punta di piedi nella storia e nella mente di un personaggio così grande”.

C’è stata una scena in particolare più difficile da girare?

“Ci sono delle scene che mi sono rimaste più nel cuore, che mi avevano colpito già leggendole nella sceneggiatura, in particolare dei momenti di conflitto. E poi mi è piaciuto molto interpretare Tommaso da adulto con Stefano Giraldi (Freddie Highmore) che gli chiede chi fosse realmente Leonardo e cosa pensasse di lui. Ha in questo modo la possibilità da uomo di ripercorrere il suo percorso insieme al grande genio e di tirare le somme. E’ stato bellissimo girare quella scena insieme a Freddie sia perché c’era la possibilità di vivere quella calma e maturità del personaggio che riaffronta il passato, sia per l’atmosfera che si respirava sul set”.

Prima di “Leonardo” hai preso parte anche ad un’altra serie-evento internazionale, “I Medici”. Cosa ti hanno lasciato queste esperienze e che differenze hai riscontrato rispetto ai set italiani?

“La possibilità di girare una serie in costume è una fortuna, perché puoi indossare vestiti che altrimenti non metteresti e ti porta ad entrare in un personaggio e in un’epoca diversi. E’ proprio giocare all’ennesima potenza. Per quanto riguarda i set internazionali e italiani i meccanismi sono gli stessi, quello che cambia è la lingua, infatti abbiamo girato in inglese e mi sono divertito perché cambia il modo in cui respiri, parli, il tono di voce ed è bello adattarlo al personaggio. Nel caso di “Leonardo” essendo una coproduzione sicuramente a livello economico ci sono stati investimenti grandi, nelle scenografie, nei costumi, però quello che a me importa maggiormente è la parte umana e mi sono trovato benissimo con tutto il cast e la troupe”.

Alessandro Sperduti nel film “Torneranno i prati”

Hai preso parte a tante serie e film di successo, c’è un ruolo in particolare a cui sei più legato?

“Ce ne sono diversi. Per esempio Valerio Campitelli ne I Liceali, una serie importante e bellissima, poi il tenente del film di Ermanno Olmi Torneranno i prati, che è stata l’esperienza più intensa che ho vissuto, ho amato tantissimo questo personaggio. Siamo stati un mese e mezzo ad Asiago dove la pellicola è ambientata ai tempi della Prima Guerra Mondiale, ho avuto la possibilità di conoscere Ermanno, di sentirlo parlare, di ascoltarlo ed essere guidato da lui sul set è stata una fortuna enorme. Infine Angelo Dagnini di Un matrimonio, in cui ho avuto l’onore di lavorare con Pupi Avati. E’ stata una delle prime volte in cui ho potuto interpretare un ragazzo irrequieto degli anni Settanta, un periodo che amo molto, indossando costumi diversi dai nostri. In generale mi porto sempre qualcosa di importante da ogni ruolo”.

Tra le varie esperienze c’è stata anche quella di doppiatore nel film d’animazione “LEGO Batman”… 

“E’ stato divertentissimo, quando ho saputo che mi avevano scelto ero strafelice ed emozionato perché era la prima esperienza con un cartone animato e con una recitazione diversa rispetto sia alla presa diretta che al doppiaggio di un film con attori in carne ed ossa, perché i cartoon non respirano e Robin urla continuamente ed è sempre molto contento. Era anche un periodo tosto della mia vita personale e fare questo personaggio che era l’esatto opposto di come mi sentivo in quel momento è stato  terapeutico perché ero obbligato ad essere felice nella stanzetta del doppiaggio. E’ un’esperienza che rifarei sicuramente”.

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Alessandro Sperduti in “Caterina e le sue figlie 2”

Hai avuto modo di recitare al fianco della grande Virna Lisi, ti andrebbe di regalarci un suo ricordo?

“Ho avuto la possibilità di conoscerla e lavorare con lei da piccolo ne Il Cristallo di Rocca, diretto da Maurizio Zaccaro, un film che è diventato un must natalizio. Ricordo che fin da bambino conoscevo il suo nome e quando i miei genitori hanno saputo che nel cast ci sarebbe stata Virna Lisi erano entusiasti ed io ero carico di emozioni tanto che quando l’ho vista per la prima volta ero senza parole, non sapevo quasi come avvicinarmi e cosa dirle. In Caterina e le sue figlie 2 invece avevamo due linee di storie diverse e ho avuto meno possibilità di girare scene insieme, però per me è una delle attrici più brave e belle della storia del cinema, che trasmetteva questa personalità forte e molto affascinante”.

All’inizio di questa chiacchierata hai detto che sei appassionato di musica, che genere ascolti?

“Ho una grande passione per le colonne sonore orchestrali, mi piace la musica classica che sto approfondendo negli ultimi anni, sono un fan di Amy Winehouse e da poco ho scoperto il supergruppo LSD composto da Labrinth, Sia e Diplo, ascolto Norah Jones nei momenti di relax ma anche il jazz, cerco di spaziare tra i vari generi per capire il panorama musicale e prendere ispirazione. Infatti ho studiato pianoforte alla scuola musicale durante le medie e ho cercato di continuare come autodidatta e di comporre anche delle cose mie”.

Ti piacerebbe interpretare un cantante in una serie tv o in un film?

“Magari, mi piacerebbe molto. In generale vorrei recitare in un progetto che abbia a che fare con la musica”.

In quali lavori ti vedremo prossimamente?

“Sto girando la terza stagione di Nero a metà con Claudio Amendola, Margherita Vicario, Miguel Gobbo Diaz, abbiamo iniziato da poco e andrà in onda prossimamente. Ho terminato anche le riprese di una commedia diretta dallo stesso Amendola che si chiama “I cassamortari” e mi sono molto divertito. Dovrebbe uscire al cinema non appena si capirà meglio quello che accadrà. E poi ho recitato in “Tre piani” di Nanni Moretti ma anche per questo film non abbiamo ancora una data di lancio”.

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A proposito di “Nero a metà” quale aspetto ti piace maggiormente del tuo personaggio Marco Cantabella?

“La prima cosa che mi viene in mente è quanto ci divertiamo sul set, questo personaggio ha un lato comico, con un’ironia un po’ secca, tagliente, e poi c’è veramente una bella atmosfera, è come essere in famiglia. C’è stato un cambiamento importante dalla prima alla seconda stagione, sono successe molte cose ed è stato stimolante interpretare Marco”.

Un sogno nel cassetto…

“In questo momento vorrei fare un bel viaggio lontanissimo, vorrei andare in Nuova Zelanda e spero di riuscirci presto. Per quanto riguarda il lavoro sono contento e grato di come stanno andando le cose, tanti sogni si sono realizzati e ancora faccio fatica a crederci, sicuramente tra quelli irraggiungibili che ho fin da bambino c’è lavorare con Tim Burton, uno dei miei registi preferiti. Sono cresciuto con i poster e le locandine dei suoi film”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Fabio Lovino

grazie a Lucia Proietti – TNA Srl

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