La serie “Nudes” arriva in esclusiva su RaiPlay dal 20 aprile con la regia di Laura Luchetti. Le dichiarazioni della regista e dei protagonisti Nicolas Maupas, Fotinì Peluso, Anna Agio

“Nudes”, adattamento italiano dell’omonimo teen drama norvegese, arriva in esclusiva su RaiPlay dal 20 aprile ed è una serie antologica in 10 episodi che racconta di questa linea d’ombra e di quanto sia pericoloso oltrepassarla nel modo sbagliato, diretta da Laura Luchetti, con protagonisti Nicolas Maupas, Fotinì Peluso, Anna Agio, prodotta da Riccardo Russo.

Al centro ci sono le storie di tre teenager che si ritrovano a fare i conti con la divulgazione online di loro immagini private, svelando le insidie dei social media. C’è chi pubblica e chi viene pubblicato, vittime e carnefici. Vittorio, Sofia e Ada sono tre facce diverse della stessa medaglia. Tre esistenze travolte dalla nudità finita online, unite da uno stesso dramma che si snoda tra le strade rassicuranti della provincia bolognese. 

“Nudes” affronta per la prima volta il tema del revenge porn attraverso il punto di vista dei giovani protagonisti con sguardo realistico e moderno, con l’obiettivo di narrare le conseguenze, spesso devastanti, di un gesto fatto con superficialità e senza consapevolezza, come può accadere in un’età acerba come l’adolescenza.

Avendo a che fare con tre storie che parlano di un problema profondo e insidioso come il revenge porn, i cui protagonisti sono tre adolescenti, ho voluto cercare di stare il più “vicino possibile” ai ragazzi. La macchina da presa è sempre sulla loro pelle, sui loro respiri, sulle loro emozioni forti. Siamo stati stretti sugli sguardi e le paure reali di tutti i nostri giovani attori, molti dei quali alla loro primissima esperienza, seguendo le sceneggiature ma anche lasciando loro la libertà di sperimentare e improvvisare. Con questo metodo di lavoro ho cercato di portare sullo schermo una verità che appartiene a queste generazioni, che travalica una mera messa in scena delle storie. È un onore lavorare a una delle prime serie originali di Rai Play e ringrazio Bim Produzione e il gruppo Wild Bunch per avermene affidato la regia”, ha raccontato la regista Laura Luchetti.

La realtà rappresentata è radicata in Emilia-Romagna, ma le storie riguardano adolescenti di ogni Paese: “La serie è stata approcciata all’intensità emotiva, è stato un lavoro duro, entusiasmante, innanzitutto di ricerca sulle casistiche del revenge porn che è un arco che inizia con le piccole espropriazioni di un corpo di una persona dal momento in cui la tocchi e non hai il suo permesso o ti riferisci a lei o lui in maniera non consona. E’ l’appropriazione di una vita data in pasto ai social. Il fattore comune agli adolescenti è una diseducazione a certi sentimenti, i social sono solo un mezzo attraverso il quale si intensifica il problema. Poi c’è questo click che diventa il punto del non ritorno in cui vengono pubblicate foto e video senza il consenso dell’interessato dando origine al revenge porn. Con i ragazzi abbiamo trovato un modo di comunicare molto semplice, umano, diretto a trovare in loro delle emozioni forti e vere, che portavano in scena. La metodologia di lavoro è stata anche un po’ anarchica, abbiamo lavorato con gli attori affinché potessero fare uscire in maniera libera le loro emozioni. In questa polaroid che ho fatto ci sono molti personaggi che vanno ad arricchire le storie raccontate, con il meraviglioso colore delle seconde generazioni che rendono la realtà italiana diversa da quella di anni fa. Ho avuto anche la libertà di improvvisare, di mettere ad esempio una comparsa non prevista inizialmente all’interno di un quadro popolato da mille protagonisti”. 

CESTARI alta

La regista ha spiegato che ci sono delle differenze rispetto alla serie norvegese: “La specificità è nel temperamento dei personaggi e nelle risposte a certe provocazioni, ma io penso che quando si è estremamente particolari e specifici si riesca a diventare più generali, quindi abbiamo lavorato sui giovani italiani non solo di Bologna ma di tutta Italia. L’adattamento è stato nella costruzione delle famiglie e degli ambienti scolastici italiani, la serie norvegese era più pudica, i tempi di realizzazione e messa in scena erano differenti perché là c’è un’educazione diversa. Per noi sarebbe una vittoria pensare che qualcuno possa capire meglio questo tema e affrontarlo con i propri figli”.

Il produttore Riccardo Russo ha snocciolato alcune curiosità sulla serie: “Nudes è stata girata in 24 location differenti con 30 attori di cui la maggior parte alla prima esperienza. Le riprese sono state effettuate in un mese, rispettando i protocolli sanitari introdotti per la pandemia. E’ stato fatto davvero un grande lavoro”.

La sceneggiatura è stata scritta da Emanuela Canonico (con Valerio D’Annunzio, Matteo Menduni e Giulio Fabroni): “Volevamo mettere la luce su una tematica che ci stava a cuore. Con il personaggio di Vittorio ad esempio siamo ripartiti da zero mille volte, lo abbiamo odiato per arrivare ad amarlo. Oggi ha senso raccontare l’importanza delle relazioni che sono l’aspetto più penalizzato. Nelle tre storie abbiamo cercato di non perdere questo concetto di gruppo, delle comitive, dell’amicizia, di come le difficoltà a quell’età portino a isolarsi, a pensare che puoi bastare a te stesso e a non dare più fiducia agli altri”. 

Nudes_VITTORIO N. Maupas (5)

Nicolas Maupas interpreta Vittorio: “Il suo punto debole è la diseducazione, non è educato alla gelosia e alle conseguenze delle sue azioni, viene da una famiglia benestante e ha sempre vissuto uno status sereno e non ha mai avuto modo di conoscere i lati più oscuri della sua personalità, poi gli eventi lo portano a scontrarsi con le sue fragilità. Con Laura abbiamo parlato tanto del buio che è una componente importante di Vittorio, è stata un’esperienza interessante come attore e come persona. La regista ci ha concesso dei posti dove ogni tanto potevamo sfogare la rabbia mentre altre potevamo lasciarci coccolare dalle nostre emozioni, è stato un lavoro di luce e ombra che mi ha fatto crescere molto”. 

Nudes_SOFIA_F. Peluso(7)

Fotinì Peluso dà il volto a Sofia: “E’ leggermente più piccola di me come età e siamo andati a ripescare una certa spensieratezza e ingenuità che io crescendo ho ridimensionato. Penso infatti che le mie debolezze di allora siano diverse da quelle odierne. Il punto debole di Sofia è che non è mai esente da colpe, è vittima di revenge porn ma essendo troppo presa da se stessa e da quello che sta vivendo non si rende conto di non portare troppa attenzione verso una delle componenti del gruppo. E’ stato interessante recuperare questa bolla, di cui Laura parlava, nella scena d’amore con Giovanni Maini (Tommi), infatti la relazione tra lui e Sofia diventa una sorta di evento sacro che li estranea dal mondo circostante. Come lei ho sentito il dolore forte per il tradimento, inteso anche come perdita di fiducia nei confronti degli altri. Rispetto a Barbara che interpreto ne La Compagnia del cigno 2, che è più metodica e calcolatrice, Sofia è invece molto ingenua e spensierata”.

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Anna Agio riveste il ruolo di Ada: “Ha 14 anni, è più giovane di Vittorio e Sofia, e a quell’età ci si trova ad affacciarsi all’adolescenza. Lei non si sente molto pronta, vorrebbe restare nel nido dell’infanzia e prova a seguire lo stormo non avendo punti di riferimento, guidata dalla purezza e dall’insicurezza. Così si trova ad affacciarsi nel buco nero del revenge porn, e quando sta per sprofondare trova la forza, attraverso una metamorfosi che la arricchisce, per uscire da questa situazione. Con Ada ho scoperto nuove sfaccettature di me stessa che ho portato nel personaggio e se un giorno la incontrassi per strada la abbraccerei. Sul web e nei notiziari si sentono spesso episodi di revenge porn accaduti in Italia e all’estero. Spero che questa serie possa mandare un messaggio importante per provare a cambiare le cose”.

Queste le storie dei tre protagonisti:

L’interrogatorio di Vittorio da parte della polizia arriva come un fulmine a ciel sereno. Vittorio viene accusato di aver diffuso il video di una giovane che, all’epoca dei fatti, era ancora minorenne. Vittorio corre il rischio di una pena che sa di beffa, se non fosse tutto così drammaticamente vero: diffusione di materiale pedopornografico, un’accusa che può portarlo in galera. Per quanto Vittorio tenti di nascondere l’accusa che gli pende addosso, in poco tempo la notizia si diffonde in tutta la comunità, generando in tutti la stessa domanda: Vittorio è vittima o carnefice?

Le immagini nitide di un rapporto sessuale tra due adolescenti: un video che sta girando di telefonino in telefonino, di chat in chat. E Sofia sa bene chi siano i due protagonisti del video. È lei quella ragazza inquadrata con indosso solo una coroncina giocattolo, filmata durante una festa mentre fa sesso con Tommi in un capanno degli attrezzi. Ma chi è stato a girare quel video? Il mondo di Sofia, sempre sotto controllo è improvvisamente scosso da un uragano. Per fortuna ci sono Viola, Anna ed Emilia, le sue migliori amiche, quelle su cui Sofia sa di poter contare. Sempre. Sono le sue amiche a proteggerla, a sostenerla in questo momento buio e soprattutto ad affiancarla nella difficile ricerca della verità. E Sofia sembra sempre più convinta ad andare fino in fondo, anche se questo la metterà di fronte a dolorose scoperte.

Per Ada era iniziato tutto come un gioco. Un gioco per ragazzi più grandi, di sicuro non adatto a una quattordicenne. Uno scambio di messaggi con un ragazzo conosciuto su una app di incontri, il primo che sembrava finalmente non trattarla come una bambina. Il primo a farla sentire una giovane donna desiderata. Ma sembra che le foto senza veli che Ada ha condiviso con quel ragazzo molto dolce, Mirko, siano finite su alcuni siti pornografici. A informare Ada è Giancarlo, un uomo che la contatta telefonicamente raccontandole l’accaduto e dicendole di lavorare per una società chiamata Online Safety. Se la ragazza non volesse sporgere denuncia alla polizia postale, se non volesse che sua madre venisse a sapere della storia, lui potrebbe risolvere il problema. Tutto però ha un prezzo.

di Francesca Monti

credit foto Ufficio Stampa Rai

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