È online dal 26 aprile il nuovo episodio di Ricomincio dal No, la serie podcast di Caterina Balivo. Protagonista Giovanna Botteri

È online dal 26 aprile il nuovo episodio di Ricomincio dal No, la serie podcast di Caterina Balivo dedicata alle personalità internazionali che si sono affermate in ambito professionale. Protagonista di questa nuova puntata la giornalista e corrispondente estera Giovanna Botteri che, in un’intervista molto intima, racconta com’è la vita di chi si trova a svolgere questo lavoro lontano da casa.

Una storia coinvolgente che, in modo del tutto naturale, intreccia il suo vissuto personale ai problemi legati al gender gap, evidenziando quanto sia spesso più complicato per una donna, anche in questo campo, riuscire a ottenere la stessa considerazione di un individuo del sesso opposto.

Parlando della sua professione, infatti, afferma: «Quando sono entrata in questo lavoro ero l’unica donna, ce n’erano pochissime, e nessuna aveva i figli. Perché senza figli? No, la donna è con i figli perché siamo capaci di una narrativa diversa».

E quando Caterina le chiede se le donne avevano paura di avere un figlio, risponde: «C’è sicuramente la paura, il senso di colpa, il giudizio: tutti quanti mi chiedevano: “Tu come fai con una figlia?”. A nessun collega maschio, nessuno avrebbe mai chiesto “Come fai a fare questo lavoro con dei figli?”. E allora se non lo chiedi a loro, non lo chiedi a me, oppure lo chiedi a tutti e due».

Infine, proprio a proposito del lavoro da inviata in Cina – dove da qualche giorno ha fatto ritorno e attualmente si trova in quarantena – confessa come sia il posto in cui si sia sentita più sola, nell’arco della sua intera carriera: «Devo dire che la solitudine in Cina è stata dura. Perché ti trovi in un Paese in cui non conosci la lingua, nessuno parla inglese, quindi non capisci la televisione, non leggi i giornali. Tutto è difficile, ti senti proprio una straniera e in quel sentirti straniera ti senti anche molto sola. Credo che quella sensazione di solitudine come l’ho vissuta in Cina, non l’avevo mai vissuta prima».

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