Geoffrey Rush protagonista del film “Storm Boy”, dal 24 giugno al cinema: “In Australia il legame spirituale con la natura è un elemento fondamentale”

Arriva nelle sale italiane giovedì 24 giugno, distribuito da Medusa Film, Storm Boy – Il ragazzo che sapeva volare, l’emozionante storia sull’amicizia tra un ragazzino e un pellicano, ambientata nel lontano Coorong National Park dell’Australia Meridionale.

Il film è tratto da un grande classico di narrativa per ragazzi di Colin Thiele del 1964, Storm Boy, un racconto di formazione che ha incantato e commosso gli australiani per oltre mezzo secolo e che tuttora viene letto nelle scuole. Già nel 1976 il regista Henri Safran si ispirò a questa storia per trasformarla in un film, Il ragazzo della tempesta.

Dietro alla macchina da presa c’è SHAWN SEET, pluripremiato regista australiano (Two Fists, One Heart; Deep Water; The Code), alla direzione di un cast australiano ben scelto ed equilibrato, capace di entrare in empatia con i pellicani, i coprotagonisti pennuti della storia, e di fondersi in un tutt’uno armonico con la terra australiana e con la sua spiritualità. A interpretare Michael Kingley, Storm Boy da adulto, GEOFFREY RUSH (Shine, Il Discorso del Re, Pirati dei Caraibi), vincitore di un Premio Oscar, un Tony Award e un Emmy Award. Al suo fianco, il giovane esordiente FINN LITTLE e l’attore JAI COURTNEY (Jack Reacher – La prova decisiva, Die Hard – Un buon giorno per morire, Divergent, Suicide Squad) nel ruolo del padre protettivo di Storm Boy. Ad essi si unisce il poliedrico TREVOR JAMIESON, uno dei principali attori indigeni australiani, interprete pluripremiato in teatro, al cinema e in televisione.

Storm Boy – Il ragazzo che sapeva volare non incarna solo i valori più alti e universali dell’essere umano quali amicizia, amore, famiglia, perdita, speranza, rispetto e libertà, ma promuove con un messaggio ecologista temi quanto mai attuali come il rispetto per la natura, gli animali e le culture aborigene. Il film riporta sul grande schermo una favola emozionante rivisitandola in chiave contemporanea e mai retorica.

SINOSSI: Storm Boy, Michael Kingley (Finn Little), è diventato un uomo d’affari di successo ormai in pensione (Geoffrey Rush). Grazie alla nipote Maddy, Madeline (Morgana Davies), sensibile alle questioni ambientali e che chiede il suo appoggio perché un nuovo disastro possa essere evitato, Michael inizia a rievocare la sua infanzia ormai dimenticata, trascorsa con suo padre Faraway Tom (Jai Courtney) lungo una costa isolata e incontaminata nel lontano Coorong National Park dell’Australia Meridionale. Il susseguirsi d’immagini del suo passato lo riporterà ai ricordi di come, da ragazzo, avesse salvato e allevato uno straordinario pellicano orfano di madre, da lui chiamato Mr Percival. Il loro legame molto speciale e incondizionato avrà un effetto profondo su tutta la sua vita e lo porterà a una presa di coscienza risolutiva sul futuro della sua famiglia e dell’ambiente che lo circonda.

In collegamento Zoom da Melbourne, Australia, l’attore Premio Oscar Geoffrey Rush saluta con entusiasmo l’arrivo nelle sale italiane di Storm Boy – Il ragazzo che sapeva volare, in uscita domani 24 giugno distribuito da Medusa Film.

“Un racconto di formazione, una favola ecologista”, la storia dell’amicizia tra un ragazzo, il giovane attore australiano Finn Little, e un pellicano, “dove interpreto un ruolo diverso dai miei soliti eccentrici”. Lo vedremo nei panni di un nonno, uomo d’affari in pensione, che si batte con la nipote per salvaguardare dal disastro ambientale “la bellezza selvaggia” delle coste del Coorong dell’Australia Meridionale e la cultura indigena.

“Per noi in Australia il legame spirituale con la natura è un elemento fondamentale. Con l’arrivo del Covid e durante la pandemia, stando a casa, abbiamo potuto guardare la terra con occhi nuovi e capire quanto l’uomo sia invadente e quanto sia necessario preservare gli spazi liberi e aperti. Abbiamo dato al pianeta tempo di respirare”.

Forte il suo legame con l’Italia, dove torna appena può, e con il suo cinema. “Amo il cinema italiano di Visconti, Fellini, Comencini, Bertolucci, De Sica, e oggi di Garrone, Guadagnino. L’esperienza sul set con Tornatore è stata una delle migliori e più importanti della mia vita”.  Non manca di autoironia: “Sì, Shine mi ha cambiato la vita. Ho avuto una carriera bellissima, non ho più i ricci e sono un anziano”. E sul futuro del cinema in sala si dice ottimista, pur convinto che stiamo assistendo a una rivoluzione epocale.

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