VENEZIA78: “Madres Paralelas” di Pedro Almodovar è il film d’apertura: “Oggi mi interessano di più le madri imperfette”

Il film di apertura della 78a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è “Madres Paralelas” di Pedro Almodovar, con protagonisti Penélope Cruz, Milena Smit, Israel Elejalde, Aitana Sánchez-Gijón, Julieta Serrano, Rossy De Palma.

“Oggi mi interessano di più le madri imperfette, quelle precedenti che ho raccontato erano diverse, erano ispirate a mia madre o a quelle figure femminili che mi hanno educato. Questo è un film che parla dell’identità e della passione materna attraverso tre madri molto diverse tra loro. Insieme a Janis e Ana, c’è Teresa, la madre di Ana, egoista e priva di istinto materno. Questo è il personaggio più difficile che Penélope Cruz abbia mai interpretato, e probabilmente il più doloroso. Il risultato è splendido. E’ la prima a cui penso quando scrivo un personaggio femminile della sua età e so che aspetta e spera che in ogni mio film ci sia un ruolo per lei. Al suo fianco, la giovane Milena Smit è la grande rivelazione del film. Entrambe sono molto ben accompagnate da Aitana Sánchez Gijón e Israel Elejalde. Alla fine faranno tutti parte di una famiglia pittoresca e inattesa, ma comunque vera e autentica”, ha detto Pedro Almodovar in conferenza stampa.

“Avevo 16 anni quando ho deciso di fare l’attrice dopo aver visto Legami!, sperando un giorno di lavorare per Almodovar. Abbiamo fatto sette film insieme ma la madre imperfetta di Madres Paralelas è forse il personaggio più difficile che abbia mai interpretato. Ogni volta che lavoro con Pedro è un regalo, la partenza per un viaggio intenso e avvincente”, ha detto penelope Cruz.

“Pedro mi ha regalato un personaggio che mi ha permesso di conoscere me stessa. Ana incarna l’innocenza: attraverso la complicata situazione che affronta riesce a definire la percezione di ciò che la circonda”, queste le parole di Milena Smit.

Due donne condividono la stanza di ospedale nella quale stanno per partorire. Sono entrambe single e al termine di una gravidanza inattesa. Janis, di mezza età, non ha rimpianti e nelle ore che precedono il parto esulta di gioia. Ana invece è un’adolescente spaventata, contrita e traumatizzata. Janis tenta di rincuorarla mentre passeggiano tra le corsie dell’ospedale come delle sonnambule. Le poche parole che scambiano in queste ore creeranno un vincolo molto forte tra le due e il fato, nel fare il suo corso, complicherà in maniera clamorosa le vite di entrambe.

di Francesca Monti

credit foto La Biennale

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