Il Festival internazionale di Andria “Castel dei Mondi” tra cartellone ufficiale e grandi sorprese per il pubblico. Il 4 settembre “Cantieri Teatrali Koreja” e “La bohème” con Katia Ricciarelli

La XXV edizione del Festival internazionale di Andria “Castel dei Mondi” continua a stupire.  La kermesse, fortemente voluta dalla Città di Andria con il sostegno dalla Regione Puglia – Fondo speciale per la cultura, Programma Straordinario Custodiamo la Cultura in Puglia 2021, e organizzata dal Teatro Pubblico Pugliese, oltre alla programmazione ufficiale contempla alcune chicche come ‘bonus extra’. Previsto per domani, come da cartellone, a Palazzo Ducale, a partire dalle ore 19,30, “Cumpanaggiu – il pane e il resto” dei Cantieri teatrali Koreja. Uno spettacolo sensoriale che vuole rappresentare una filosofia di vita mettendo in scena i suoi prodotti tipici, commestibili e non, a partire dal pane, personaggio centrale. Guidati da due aspiranti fornai-attori, una celebrante dei prodotti tipici salentini, un pedagogo fornaio in pensione e una traduttrice simultanea, gli spettatori vengono coinvolti attivamente in un percorso multisensoriale. Le forme che il pane assume e gli ingredienti con cui è preparato rivelano i caratteri fondamentali di una terra: la geologia, l’orografia, il clima, la storia e l’antropologia della popolazione. Lo spettacolo è fruibile in cuffia e le scene sono arricchite dal videomapping che di volta in volta ricrea stanze e ambienti diversi. Un percorso che dal teatro muove verso la tradizione che diventa innovazione. Ingresso alle 19:30 e alle 21:15. Per trenta spettatori alla volta – audio con cuffie. Biglietto: 8 euro (intero) – 5 euro (ridotto).

Sabato 4 settembre al pubblico è riservata una sorpresa. Nella straordinaria cornice della Cattedrale di Trani alle ore 21,30 “La Boheme. Le pagine più belle” di Giacomo Puccini con la voce narrante di Katia Ricciarelli, spettacolo organizzato dalla Camerata delle Arti di Matera in collaborazione con Palazzo delle Arti Beltrani-Trani e il Festival internazionale di Andria Castel dei Mondi, fortemente voluto dal Comune di Trani in partnership con il Comune di Andria che ha concesso il patrocinio dell’importante Festival ‘Castel dei Mondi’.

La memoria dello storico editore pucciniano prenderà vita sul palco grazie ai 4 personaggi principali dell’opera “La bohème”, Rodolfo, Zizhao Guo; Mimì, Bambina Viscovo; Marcello, Rosiello Marcello; Musetta, Enrica Musto, e il pianista Piero Cassano (Giacomo Puccini) in una cornice scenica classica ed essenziale, nel rispetto di una più generale riduzione del lavoro, mantenendo integri gli elementi principali dell’opera ed esaltandone, alla maniera romantica, proprio le tensioni fondamentali del testo e dell’anima dei personaggi con la meravigliosa voce narrante di Katia Ricciarelli, capace di unire magistralmente le scene del capolavoro pucciniano e la regia di Gianpiero Francese, con la direzione artistica di Francesco Zingariello. Posti limitati e biglietto unico a €10,00.

Prenotazione obbligatoria: https://forms.gle/U3eT4UYg2Th8U4bM9

Ad affiancare il programma tradizionale del Festival c’è la sezione “Extra” (https://www.casteldeimondi.com/spettacoli/extra) che come bonus extra comprende ‘Lab’, una serie di workshop gratuiti, tenuti da professionisti, che rendono il festival anche un’occasione di formazione e crescita; ‘Andria Off’, una rassegna-indagine, già sperimentata in altre edizioni, questa volta dedicata agli artisti della regione Puglia con 4 spettacoli, un laboratorio, una conversazione di approfondimento; ‘Talk’, sezione dedicata ai libri, tenuti come punto di partenza per discutere di temi particolarmente cari alla manifestazione; ‘Post show’, incontri ravvicinati fra artisti e pubblico, oltre il filtro del palcoscenico, del testo teatrale, dell’impostazione attoriale; il progetto speciale ‘Le Persone al Centro’, sezione fortemente voluta dall’Assessorato alla Cultura nella persona dell’ass. Daniela Di Bari, come occasione d’inclusione, partecipazione diretta e formazione, intreccio virtuoso tra Festival e comunità con 3 laboratori, conversazioni di approfondimento, 3 exhibition itineranti.

Tra i “bonus” gratuiti della sezione ‘Extra’ sino a sabato 4 settembre, con inizio alle ore 16:00, anche il laboratorio di Enrico Frattaroli “Ostrigotta, Ora Capesco! Joyce nel segno di Dante”, “autotraduzione” italiana di James Joyce dell’episodio “Anna Livia Plurabella” da Finnegans Wake. «Un seminario sull’opera di James Joyce da me dedicato alla sua scrittura – è lo stesso Frattaroli a descriverlo -; specificamente, alla concertazione sinfonica degli stream of consciousness di Ulisse e alla loro coniugazione con la scrittura fluviale di Anna Livia Plurabella, un testo scritto in una lingua portata ai limiti e al di là dell’inglese, ma che, nel nostro caso, si avvale di una versione italiana originale operata dallo stesso Joyce. Il seminario, sebbene focalizzato sull’opera di Joyce, verterà anche su altri miei lavori, che coinvolgono scritture e poetiche diverse (da Sade a Sofocle, da Kane a Ritsos) ma rese coerenti da uno stesso metodo poietico, compositivo, teatrale, diversamente declinato». Joyce volle rendere in italiano la poetica di Finnegans Wake e lo fece ispirandosi alla fonè italiana della scrittura di Dante, facendone non un semplice punto di riferimento, ma il segreto stesso, il codice genetico della sua operazione. La scrittura della Commedia, in cui tutto è dialetto e tutto è lingua, è il modello globale di Joyce. La fonè dantesca vi è disseminata e impregna il testo anche laddove la Commedia non viene direttamente citata. E le stesse citazioni di Dante, il più delle volte tronche o inesatte, vengono deformate in base al suo stesso principio – la tecnica di deformazione a cui Joyce si è ispirato – e ricondotte ai registri ironici di Finnegans Wake. La partecipazione al laboratorio-seminario all’Officina San Domenico dalle ore 16,00 alle 19,00 è gratuita fino a esaurimento posti.

Ancora visibile e gratuitamente sino al 5 settembre, dalle ore 10:00 alle 12:00 e dalle 18:00 alle 22:00, nel Chiostro San Francesco White Screen di Maria Giusi Antolini. L’opera di Texile Art della Antolini, fashion and graphic designer, in esclusiva per il Festival su grande schermo di dimensioni cinematografiche, è stata realizzata con una tecnica del tutto sperimentale ricorrendo alla economia del riciclo dei materiali tessili delle aziende locali.

Tanti gli appuntamenti gratuiti, fruibili sino al 5 settembre, per la sezione “Persone al centro”, voluta dall’ass. alla cultura della città di Andria, nella persona dell’ass. Daniela Di Bari, in collaborazione con l’associazionismo cittadino. “Fuori dalla scatola”: la redazione del magazine Teatro e Critica propone un percorso formativo all’interno del Festival Castel dei Mondi 2021. La struttura del festival si presta ad accogliere un workshop di visioni di scrittura critica in grado di produrre quotidianamente una pubblicazione cartacea. Una piccola redazione seguirà tutti gli appuntamenti del festival con una pubblicazione giornaliera distribuita all’ingresso degli spettacoli e nei punti nevralgici della vita sociale della città. La riflessione quotidiana sarà strettamente connessa con la dimensione formativa, declinando i contenuti sui vari formati utilizzati dal racconto critico: recensioni, interviste, riflessioni, feedback estemporanei, connessioni tra le varie arti. Dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00 all’Officina San Domenico.

Il Festival “Is in the air” dalle 19:00 alle 19:30, i MòMò Murga, un gruppo di percussionisti e danzatrici itineranti, percorrono le strade della città con i ritmi incalzanti della murga argentina. L’obiettivo è quello di generare curiosità, coinvolgendo i cittadini nella narrazione dell’evento e annunciando gli appuntamenti della giornata. Danza, musica, suoni intensi per le strade della città, ad annunciare i diversi appuntamenti del Festival attraverso un’esperienza diretta d’incontro lungo la via. Il festival è in città, si fa sentire, si respira, ci viene incontro. Sino al 5 settembre dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00, presso Officina San Domenico e la Biblioteca Comunale anche “Comunicazione digitale: un laboratorio d’inclusione” a cura dei ragazzi del Collettivo Ciò Mà Fè. Metteranno a disposizione le competenze sviluppate in questo anno per realizzare un laboratorio di creazione di contenuti social di approfondimento del Festival: la riflessione quotidiana sarà strettamente connessa con la dimensione formativa. Una piccola redazione social seguirà gli appuntamenti del festival con una pubblicazione sulle principali piattaforme. È possibile favorire l’inclusione e la partecipazione della cittadinanza elevandola a protagonista, a parte attiva di un processo comunicativo, che va oltre la partecipazione allo spettacolo performativo, stimolato dalla creatività di un gruppo di addetti ai lavori nella comunicazione digitale.

Sarà visibile sino all’11 settembre poi la mostra diffusa ‘L’arte nel vento,’ curata da Cinzia Di Corato, che verrà allestita sui balconi di via Regina Margherita. Un gruppo di artiste pugliesi: Stefania Ormas, Jara Marzulli, Ezia Mitolo, Irene Petrafesa, Mariantonietta Bagliato, Grazia Salierno, Luisa Valenzano, AnjoS, Maria Antonietta Barnaba, Angela Regina, Angela Fusillo, Francesca Divece, Marina Mancuso esporranno ai balconi lenzuola dipinte. Durante i riti della Settimana Santa, e in altre espressioni di culto vissute attraversando le vie cittadine, tra le tradizioni più popolari e diffuse nei Paesi del Sud Italia e della Spagna, c’è quella di esporre dai balconi i copriletti più belli del corredo: un segno di accoglienza attraverso le bellezze dell’intimità domestica. Pratica mutuata dalle tradizioni dell’antica Roma nella quale con l’esposizione di drappi colorati venivano accolti gli eroi delle battaglie. Le opere pittoriche che compongono il progetto, proprio come i lenzuoli o i copriletti tradizionalmente realizzati dall’artigianato femminile, sono capolavori di donne e rappresentano il mondo visto gli con occhi delle donne.

Tutto avverrà sotto l’ombrello della gigantesca (13 metri) e straordinaria installazione in piazza Catuma, per la prima volta in Italia, che permarrà sino al 3 settembre, “Man” della tasmaniana Amanda Parer, ispirata all’ottocentesco Pensatore di Auguste Rodin, che ritrae l’uomo riflettere sulle fragilità del nostro tempo.

Il Festival non è di pochi eletti, è di tutti. È stato in questi anni l’esempio della rigenerazione di un territorio, un esempio della sua capacità di intercettare le nuove scommesse culturali e di innovazione, trasformando le città in paesaggi culturalmente vivi, fortemente propositivi, offrendo continue opportunità di crescita culturale e occupazionale. La Città di Andria è sprovvista di un teatro comunale. Il Festival ha portato gli spettacoli e la propria idea progettuale in favore della libera e maggiore fruizione e valorizzazione dei beni architettonici di proprietà pubblica, unici scenari alle esecuzioni artistiche, assieme alle piazze e alle vie pubbliche. Dal 27 agosto il Festival, infatti, “sta abitando” Castel del Monte, la Corte di Palazzo Ducale, Piazza Catuma, il Chiostro di San Francesco, l’Officina San Domenico, il Quartiere San Valentino e tanti altri luoghi simbolo della città.

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