VENEZIA78 – Presentato in Concorso “America Latina” dei fratelli Fabio e Damiano D’Innocenzo: “E’ un film misterioso, volutamente ambiguo ma profondamente tenero”

E’ stato presentato in Concorso alla 78a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia “America Latina”, il nuovo film dei fratelli Fabio e Damiano D’Innocenzo, con protagonisti Elio Germano, Astrid Casali, Sara Ciocca, Maurizio Lastrico, Carlotta Gamba, Federica Pala, Filippo Dini, Massimo Wertmüller, prodotto da The Apartment (Lorenzo Mieli), Vision Distribution, Le Pacte.

Latina: paludi, bonifiche, centrali nucleari dismesse, umidità. Massimo Sisti è il titolare di uno studio dentistico che porta il suo nome. Professionale, gentile, pacato, ha conquistato tutto ciò che poteva desiderare: una villa immersa nella quiete e una famiglia che ama e che lo accompagna nello scorrere dei giorni, dei mesi, degli anni. La moglie Alessandra e le figlie Laura e Ilenia (la prima adolescente, la seconda non ancora) sono la sua ragione di vita, la sua felicità, la ricompensa a un’esistenza improntata all’abnegazione e alla correttezza. È in questa primavera imperturbabile e calma che irrompe l’imprevedibile: un giorno come un altro Massimo scende in cantina e l’assurdo si impossessa della sua vita.

“Stare qui a Venezia è qualcosa di speciale. Ogni volta che parliamo d’amore è un ricongiungersi con la dolcezza, con le ossessioni, con i fantasmi, con le incertezze, tutte variabili impazzite che solitamente si trovano nei thriller. Il film è profondamente tenero ma ogni sentimento per decollare ha bisogno del suo contrario. E poi sul set mi sono anche innamorato… Volevamo esplorare quanto l’amore riesca a rimettere i pezzi a posto, a far decollare la vita nel territorio dove dovrebbe essere sempre. Abbiamo scritto “America Latina” a Berlino nel limbo di Favolacce in attesa di sapere se avessimo vinto o meno un premio, in quel momento abbiamo iniziato a pensare al successivo. Siamo andati verso un film meno episodico, meno frammentario, con un personaggio che vive la storia e che ce la fa vivere. E’ una storia fortemente immersiva”, ha esordito Fabio D’Innocenzo.

“Abbiamo scelto di raccontare questa storia perché era quella che ci metteva più in crisi come esseri umani, come narratori, come spettatori. Una storia che sollevava in noi domande alle quali non avevamo, e non abbiamo, risposte che non si contraddicessero l’una con l’altra. America Latina racconta un uomo costretto a rimettere in discussione la propria identità. Essendo gemelli, anche i nostri due film precedenti affrontavano storie di famiglie, di senso di appartenenza, di sangue, ma non ci eravamo mai addentrati così a fondo nel tema e abbiamo scelto la via per noi più rischiosa: la dolcezza. E’ una pellicola estremamente misteriosa, volutamente ambigua ma non è un thriller. Amiamo i generi perché hanno delle regole precise ed è bello conoscerle tutte per approfittarne o per aggirarle. America Latina contiene in sé tanti generi e la voglia di non ripetere qualcosa che abbiamo già fatto”, ha dichiarato Damiano D’Innocenzo.

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credit foto La Biennale

Elio Germano veste i panni di Massimo Sisti: “Abbiamo fatto un lavoro di decostruzione, di apertura, perdersi in questo meccanismo ha permesso alla macchina da presa di indagare. All’inizio abbiamo lavorato sul personaggio che volevamo fosse l’antitesi del macho, dell’uomo vincente che la società odierna richiede. E’ un film che parla anche dell’immaginario degli altri che vogliamo riempire, dei ruoli che dobbiamo interpretare nella vita. L’uomo infatti è chiamato ad essere maschio, vincente, senza sentimenti. Fabio e Damiano invece volevano costruire un personaggio che avesse anche delle caratteristiche al femminile come la delicatezza e la sensibilità che gli permette questa indagine interiore. La parola crisi ha in sé anche l’etimo della crescita, del ritrovarsi”.

Astrid Casali invece dà il volto ad Alessandra: “E’ stata un’esperienza estremamente emozionante, i registi mi hanno dato l’opportunità di contattare la mia parte più ferita, fragile e buia che mi serviva per interpretare Alessandra e immetterla nella gratitudine enorme che avevo nel fare parte di questo film che mi ha dato fiducia in me stessa”.

di Francesca Monti

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