Intervista con Oney Tapia, bronzo nel disco e nel peso ai Giochi Paralimpici di Tokyo2020: “Queste due medaglie rappresentano una vittoria a livello personale e una sfida a buttare sempre il cuore oltre l’ostacolo”

“Qualunque cosa possa accadere nella nostra vita bisogna comunque andare avanti e cercare di inseguire i propri sogni“. Parola di Oney Tapia che ha conquistato due favolosi bronzi ai Giochi di Tokyo 2020, il primo nel getto del peso F11 grazie alla misura di 13,60 metri, il secondo nel disco con un lancio di 39.52 metri.

Un risultato eccellente per l’atleta azzurro di origine cubana, alla sua seconda esperienza alle Paralimpiadi, che ha dimostrato di essere anche un bravo ballerino vincendo “Ballando con le Stelle” nel 2017 in coppia con Veera Kinnunen, che ha pubblicato il libro “Più forte del buio. Niente può fermare i sogni”, che adora cantare e che si augura che l’interesse verso lo sport paralimpico possa crescere sempre di più, come ci ha raccontato in questa piacevole chiacchierata.

tapiaoney

Oney, ci racconta le emozioni che ha vissuto vincendo il bronzo nel disco e nel peso ai Giochi di Tokyo2020?

“Sono state emozioni enormi, il bronzo nella gara del lancio del peso era inaspettato ed è arrivato dalla voglia di mettersi in gioco, di tirare fuori la grinta e portare gioia a tutti quegli italiani che sono rimasti a casa. La gara del disco è stata particolare, con un tasso tecnico molto alto. La pioggia e la pedana scivolosa mi hanno un po’ penalizzato a livello di prestazione, ma sono risultati che servono per ripartire e lavorare al meglio in vista delle prossime gare”.

Cosa rappresentano per lei queste due medaglie?

“Questi due bronzi rappresentano una crescita e una vittoria a livello personale dopo tutta la situazione che abbiamo vissuto, in cui abbiamo anche pensato che fosse impossibile arrivare a Tokyo. Sono inoltre una rivincita e una sfida a buttare sempre il cuore oltre l’ostacolo e non mollare mai”.

A chi le dedica?

“Una medaglia è dedicata a mio fratello Nelson che è scomparso due anni fa e non è riuscito a godersi questi momenti. L’altra è per le mie figlie, per tutte le persone che mi sono state accanto, che mi hanno supportato e per le istituzioni che ci permettono di fare sport e raggiungere questi risultati”.

241035273_309219244333152_1342354015796955654_n

Questa era la sua seconda Paralimpiade, che differenze ha riscontrato rispetto a Rio2016?

“La prima differenza è stata la mancanza del pubblico che ci ha penalizzato tanto. Sentire il calore delle persone che condividono ogni gara, ogni lancio, ogni sospiro, ogni emozione è qualcosa di magico, a Rio c’era questo brivido, percepivi di essere nell’Olimpo e quanto fossero importanti i Giochi. A Tokyo siamo arrivati un po’ condizionati dal covid nella preparazione, però questo non ha impedito che ogni atleta rappresentasse con dignità e rispetto in ogni settore il proprio Paese”.

Quanto la pandemia ha influito sulla sua preparazione ai Giochi?

“Ci sono state parecchie complicazioni, tanti centri erano chiusi, poi certe zone erano ad accesso limitato, a discrezione dei Comuni è stata data la possibilità agli atleti di interesse nazionale di potersi allenare. Ci siamo dovuti adeguare ma le situazioni di difficoltà permettono agli uomini di crescere. E noi siamo cresciuti e si sono visti i risultati”.

41491

Lo scorso giovedì siete stati ricevuti, atleti paralimpici e olimpici, dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale…

“L’incontro con il Presidente Mattarella è sempre molto importante e ci dà tanta energia a livello emotivo. La sua presenza è costante, è informato su ciascuno dei settori sportivi e ha invitato tutti a continuare a lavorare e a incrementare il reclutamento di nuovi atleti. E’ un nostro “tifoso”, ci stimola a fare sempre meglio e questo è meraviglioso”.

Com’è nata la sua passione per l’atletica leggera?

“E’ nata il 13 ottobre 2015 quando la società mi ha chiamato chiedendomi di andare a fare la gara ai Campionati Nazionali di Siracusa. Era la prima volta che prendevo un disco in mano, è andata bene e ho ottenuto anche il record italiano. Da lì è iniziata la mia carriera da discobolo e pesista”.

64536247_713357819103086_1054394899002032128_n

Nel suo libro “Più forte del buio. Niente può fermare i sogni” (HarperCollins) racconta che ha indossato per la prima volta la maglia della Nazionale Italiana nel 2015 a Doha. Che ricordo conserva di quel giorno?

“E’ stata la mia prima esperienza a livello mondiale che mi ha fatto crescere, insieme al mio allenatore Guido Sgherzi. Non sapevo come fosse una gara internazionale, sono stato sorpreso dalla musica, dallo stadio, dallo sparo, ricordo con tanta lucidità quei momenti grazie ai quali sono arrivato dove sono oggi”.

Nel suo libro scrive: “la sfida è la vitamina più potente che ci sia, è l’ingrediente segreto che può spingerci ovunque vogliamo”. Quale messaggio vorrebbe arrivasse ai lettori?

“Il messaggio che vorrei trasmettere ai lettori è che durante il nostro percorso troveremo delle situazioni che ci faranno riflettere e dovremo scegliere se andare avanti o fermarci, ma qualunque cosa possa accadere bisogna comunque provarci e cercare di inseguire i propri sogni”.

Tapia-Veera

Cosa le ha lasciato l’esperienza a “Ballando con le stelle”?

“E’ stata innanzitutto una sfida perché non pensavo che fosse così complicato imparare i passi, ho cercato di seguire attraverso il movimento la mia maestra Veera Kinnunen che ha fatto un percorso bellissimo insieme a me. Il mio obiettivo, quando ho accettato di partecipare a “Ballando con le stelle”, era far capire ai ragazzi portatori di disabilità e ai loro genitori che nulla è impossibile, nemmeno ballare. Le difficoltà vanno affrontate e superate e poi i risultati arrivano”.

Da Londra 2012 in poi si è acceso finalmente l’interesse da parte dei mass media nei confronti dello sport paralimpico e la dimostrazione c’è stata a Tokyo2020 con una vasta copertura televisiva e una grande visibilità. Cosa manca ancora per fare un ulteriore passo in avanti?

“Questo passo in avanti si deve guadagnare tutti i giorni. Da Londra ad oggi c’è stato un cambio epocale, gli atleti stanno dando il massimo e sono un esempio per tanti giovani, le società stanno lavorando bene e i media hanno avuto un ruolo importante nell’amplificare il tutto a livello nazionale e  internazionale. Siamo onorati per questo. Spero che ogni volta che ci saranno degli eventi come i Giochi, i Mondiali, gli Europei possa accrescere sempre di più l’interesse verso lo sport paralimpico”.

120886763_1063910454047819_8536392957365246123_n

Quali sono i prossimi obiettivi dopo Tokyo2020?

“L’anno prossimo ci sono i Mondiali di Funchal e la preparazione è finalizzata a quelli. Poi ci sono altri obiettivi che non voglio ancora svelare”.

Sappiamo che le piace molto cantare. Quale brano assocerebbe alle due medaglie vinte a Tokyo2020?

“Sicuramente Uno su mille di Gianni Morandi”.

Un sogno nel cassetto…

“Ce ne sono tanti ma se li svelo non si avverano (sorride). Allora li tengo custoditi e sotto controllo, continuando a inseguirli. Col tempo usciranno dal cassetto”.

di Francesca Monti

credit foto profilo Facebook Oney Tapia

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...