La regista argentina Lola Arias presenta a Bologna, al Teatro Arena del Sole dal 5 al 14 ottobre, “Lingua Madre”, il suo primo lavoro nato in Italia, prodotto da ERT / Teatro Nazionale

La regista argentina Lola Arias presenta a Bologna, al Teatro Arena del Sole dal 5 al 14 ottobre, il suo primo lavoro nato in Italia, prodotto da ERT / Teatro Nazionale, Lingua Madre: un’indagine di teatro documentario sugli immaginari della maternità contemporanea, composta nell’arco di due anni raccogliendo testimonianze e statistiche sul territorio cittadino, a contatto con associazioni e abitanti, studiose e attiviste, doule e medici, operatrici sociali e avvocatesse.

L’ultimo atto pubblico del progetto europeo Atlas of Transitions, prodotto di un intreccio di relazioni che si è dipanato lungo il 2019 e il 2020, giunge ora sul palcoscenico pronto ad accogliere il pubblico, dopo le chiusure imposte dall’emergenza sanitaria che hanno sospeso il debutto lo scorso anno. Nove sono gli abitanti, di cui otto in scena, che hanno condiviso il percorso lavorando a strettissimo contatto con la regista in questo arco temporale. Le musiche sono di Meike Clarelli e Davide Fasulo, che hanno affiancato il lungo periodo di produzione.

Lola Arias, che lavora da anni con processi creativi di teatro documentario, nel 2018 aveva presentato sullo stesso palcoscenico Atlas des Kommunismus.

Il debutto di Lingua Madre è l’occasione per ERT di coinvolgere la città in un’ampia rassegna di appuntamenti sui temi trattati: Matria – Immaginari della maternità contemporanea. Esplorazioni di mondi tra teatro, cinema, letteratura e arte pubblica dal 29 settembre al 14 ottobre dà vita a un calendario di eventi tra spettacoli, incontri, film in vari luoghi della città – il Teatro San Leonardo, la Salaborsa, il Cinema Lumière, il DAMSLab | La Soffitta, il DOM La Cupola del Pilastro – e un’esposizione di arte urbana a cura di CHEAP street poster art.

Protagonisti sono alcuni nomi di spicco del teatro e della letteratura contemporanea come Ermanna Montanari e Sonia Bergamasco, Maria Grazia Calandrone, Giulia Caminito e Gaia Manzini, studiose e femministe come Rosi Braidotti, Rita Monticelli, Angela Balzano, Piersandra Di Matteo e Valentina Greco, filmmaker e documentaristi come Maria Grazia Contini, Paolo Marzoni, Vito Palmieri, Maura Delpero e la stessa Lola Arias con un documentario sulla guerra delle Malvinas/Falkland.

Matria è promosso da ERT / Teatro Nazionale; realizzato in collaborazione con Comune di Bologna, DAMSLab | La Soffitta – Università di Bologna, Fondazione Cineteca di Bologna, Centro di Ricerca Musicale-Teatro San Leonardo, TTFF, Accademia Belle Arti di Bologna, DOM La Cupola del Pilastro, Scuola delle Donne del Pilastro, CHEAP street poster art, Gender Bender, Cassero LGBT+ Center, Biblioteca Comunale Salaborsa, Orlando, Biblioteca delle donne di Bologna, Biblioteca italiana delle Donne, Libreria italiana delle Donne, Patto per la lettura Bologna, Salone Internazionale del libro di Torino.

Martedì 5 ottobre alle 20.30 debutta Lingua Madre, che resta in scena fino al 14 con vari orari; al termine della prima segue l’incontro con la regista.

«Nelle ricerche condotte per Lingua Madre – afferma Lola Arias – sono stati intervistati esperti in fecondazione assistita, ostetriche, avvocati, antropologi, attiviste femministe, attiviste anti-aborto, madri lesbiche che lottano per il riconoscimento dei figli, madri migranti che hanno dovuto lasciare i propri bambini per prendersi cura degli altri, madri adolescenti senza sostegno sociale, madri transessuali, famiglie che hanno scelto la gestazione per altri, famiglie che hanno atteso anni per adottare, donne che hanno dovuto mentire per accedere ai trattamenti per la fertilità, donne che si prendono cura temporaneamente dei neonati prima dell’adozione, persone intersessuali che combattono per rimanere incinte, donne che scelgono di non avere figli. Le conversazioni hanno rivelato che tutte le esperienze non sono una questione privata ma spazi di lotta».

In questa nuova ondata femminista globale, il diritto di decidere quando e come essere una madre è un diritto in discussione. In molti paesi si combatte per legalizzare l’aborto, mentre in altri, in cui era già legale, si vuole tornare indietro. In alcuni paesi si discute di crisi delle nascite, delle leggi sulla maternità assistita, sul congedo di maternità o paternità. E in altri, si discute di aborto in caso di stupro, abbandono precoce della scuola da parte di madri adolescenti, di sostegno economico per ogni figlio.

Lingua Madre è una drammaturgia che scava nell’attualità, facendo luce, con delicatezza e poesia, sul concetto di maternità o paternità, la bellezza e le problematiche, i vuoti legislativi e le contraddizioni morali dell’epoca in cui viviamo. Un’enciclopedia sulla riproduzione nel XXI secolo scritta a partire dalle storie di madri migranti, madri trans, madri eterosessuali che hanno fatto ricorso alla fecondazione assistita, madri lesbiche, coppie gay con figli, donne cattoliche che non hanno osato abortire, donne che hanno abortito, donne che non vogliono avere figli e molte altre che ancora si chiedono come reinventare la parola madre.

Mercoledì 29 settembre alle 18.00 presso DAMSLab (e in diretta streaming sulle pagine Facebook di DAMSLab, ERT e Atlas of Transitions Italia) Creazioni, pratiche e forme di vita: la regista dialoga con Piersandra Di Matteo, curatrice e dramaturg dello spettacolo, per un confronto sul processo creativo e la metodologia. Introduce il professore Gerardo Guccini.

Un altro lavoro di Arias è il primo dei tre appuntamenti previsti al Cinema Lumière/Cineteca di Bologna, domenica 3 ottobre alle 20.00 con la proiezione del film Theatre of war, in cui si racconta l’incontro di tre veterani argentini e tre veterani inglesi 35 anni dopo la guerra delle Malvinas /Falkland. Dai provini alle ricostruzioni sceniche delle memorie, la regista riunisce antichi nemici per recitare i loro incubi della guerra e del dopoguerra, mostrando gli effetti collaterali di un conflitto dimenticato. Al termine del film l’artista incontra gli spettatori per approfondire le sue modalità di ricerca.

Il dialogo con Cinema Lumière / Cineteca di Bologna è l’occasione per far emergere, attraverso la lente del cinema, alcune tematiche e storie, spesso nascoste, legate alla maternità: mercoledì 6 ottobre alle 20.00 la proiezione de I nove mesi dopo di Maria Grazia Contini, Paolo Marzoni e Vito Palmieri. Il documentario dà voce alla sofferenza che tante mamme vivono nei nove mesi successivi al parto, concentrandosi sul “gioco di equivoci” sociale e culturale che impone di mostrare emozioni solo positive nonostante le sofferenze e le difficoltà, attraverso la storia quotidiana di quattro donne. In sala sono presenti alcune mamme protagoniste e i registi per un confronto sulla genesi della pellicola.

Domenica 10 ottobre alle 10.30 sempre al Cinema Lumière viene proiettato Maternal di Maura Delpero: la storia di tre donne, due ragazze madri argentine confondono il loro destino con quello di una suora italiana in una casa-famiglia religiosa. Emergono così visioni divergenti in un luogo in cui convivono mondi apparentemente inconciliabili tra loro: tra chi si ritrova a esser genitore e chi ha scelto di non esserlo, il film mostra una realtà complessa che non si abbandona mai alla retorica.

Gli appuntamenti teatrali proseguono invece da venerdì 8 a lunedì 11 ottobre alle 19.00 (e il sabato alle 21.30) presso il Centro di Ricerca Musicale – Teatro San Leonardo con lo spettacolo MADRE di e con Ermanna Montanari, il disegnatore Stefano Ricci e il musicista Daniele Roccato, dal poema scenico di Marco Martinelli.

MADRE è un dittico composto da due monologhi, di una madre e un figlio, che prende i tratti del giallo, si trasforma in fiaba e poi in allegoria della Madre Terra sempre più avvelenata. Il testo poetico, che oscilla tra italiano e dialetto romagnolo, prende vita grazie alla straordinaria voce della Montanari che interpreta entrambi i ruoli, e si fonde con gli onirici disegni live di Stefano Ricci e con le note dolci e lancinanti del contrabbasso di Roccato.

Mercoledì 13 e giovedì 14 ottobre alle 19.00 al Teatro Arena del Sole Sonia Bergamasco presenta Lettera a una madre, la riduzione teatrale, prodotta da ERT, del libro Splendi come vita (edito da Ponte alle Grazie), che la stessa autrice Maria Grazia Calandrone ha composto insieme all’attrice, voce e corpo della pièce, per raccontare l’amore reciproco tra madre e figlia. In scena la ricerca di una parola essenziale che esplora una relazione potente, parole indispensabili che cercano di imprimere una direzione universale e collettiva all’esperienza individuale. Il racconto poetico di una storia tragica scritto con leggerezza e lampi di ironia.

Martedì 12 ottobre alle 18.00, spazio alla letteratura presso la Biblioteca Salaborsa con MaterIA – Tre scrittrici de/scrivono la maternità insieme a Maria Grazia Calandrone, Gaia Manzini e Giulia Caminito (che da poco si è aggiudicata il Premio Campiello), in dialogo con la storica transfemminista Valentina Greco. Un confronto tra esperienza diretta attraverso narrazioni che trattano i temi della maternità e del rapporto madre-figlia.

Per l’occasione il Patto per la lettura Bologna propone alcuni consigli di lettura e approfondimento: oltre 50 titoli tra storie e studi che narrano e affrontano le tante sfere della maternità, disponibili al link consigli di lettura/approfondimento .

A chiusura di Matria, giovedì 14 ottobre alle 17.30 presso il Teatro Arena del Sole, l’incontro Politiche gestazionali e convergenza postumana con la filosofa femminista Rosi Braidotti, teorica della soggettività nomade e riferimento a livello mondiale negli studi postumani, che si confronta con Rita Monticelli, professoressa ed esperta di Gender Studies e Coordinatrice del Master GEMMA e Angela Balzano, ricercatrice e attivista (nonché traduttrice italiana di diversi libri di Donna Haraway e della stessa Braidotti). Una riflessione intorno alla procreazione nelle sue diverse forme, sulla società e la genitorialità ai tempi delle nuove tecnologie.

L’intervento di arte urbana di CHEAP street poster art fa da cornice ai diversi eventi e luoghi che attraversano Matria. Infatti a partire dal 1 ottobre, inizia il progetto HER name is revolution: il collettivo CHEAP ha chiesto all’artista Rebecca Momoli di concentrarsi sul tema della scelta e dell’autodeterminazione per sviluppare un immaginario che rappresenti il desiderio così come il rifiuto della maternità. Momoli coniuga dimensione corporea e discorso politico in una installazione diffusa nelle strade della città: le fotografie, realizzate a Bologna, raffigurano donne, attiviste, artiste e indagano il tema della maternità contemporanea nello spazio pubblico.

Matria è anche l’occasione per costruire nuove sinergie: il laboratorio Venire al mondo – Condivisione di esperienze della Scuola delle Donne e LAMINARIE/DOM La Cupola del Pilastro, sempre a partire dai materiali emersi durante le ricerche per lo spettacolo Lingua Madre, da settembre e per tutto l’anno apre uno spazio dedicato alle donne della scuola per riflettere e definire un linguaggio che renda possibile condividere le esperienze di ognuna, fra generazioni, culture e religioni differenti.

credit foto Stefano Triggiani

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