Quaranta anni fa, quarantamila impiegati Fiat sfilano contro i sindacati e i picchettaggi che impediscono a chi vuole lavorare di entrare in fabbrica.
E’il 14 ottobre 1980, una data che fa da spartiacque con il passato e segna appunto la sconfitta del sindacato e l’inizio del precariato.
Dall’11 ottobre su RaiPlay la seconda puntata di Ossi di Seppia, quello che ricordiamo, la prima serie Tv non fiction dell’era post pandemia, prodotta da 42° Parallelo.
Migliaia di colletti bianchi della Fiat scendono in piazza per manifestare contro gli scioperi che vanno avanti da settimane. Ad innescare il tutto è la crisi nella vendita delle auto. Per salvaguardare il profitto, l’azienda tenta di contrattare licenziamenti e cassa integrazione con i sindacati che, in risposta, occupano gli stabilimenti di Mirafiori per 35 giorni.
Giorgio Airaudo, sindacalista e testimone dei fatti, è la voce narrante della puntata e racconta di questa manifestazione senza precedenti che sancirà il fallimento delle trattative, segnerà la sconfitta dei sindacati e cambierà radicalmente gli equilibri all’interno delle fabbriche fra operai ed impiegati.
Ossi di Seppia, quello che ricordiamo è una esplorazione emozionale del passato che, in ventisei puntate e altrettanti eventi (che si avvalgono del repertorio tratto dalle Teche Rai e dagli archivi fotografici) ripercorre quei fatti che hanno caratterizzato la storia del nostro Paese, che hanno segnato le nostre vite e che rimarranno… quello che ricordiamo.
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