Il 28 e il 29 ottobre alle ore 21.00 al Teatro Bonci di Cesena arriva Giulietta, lo spettacolo di Valter Malosti ispirato dal genio di Federico Fellini che ha valso al regista e alle sue interpreti i maggiori premi del teatro italiano.
Fellini stesso suggerì la stampa di Giulietta in lingua tedesca per l’editore svizzero Diogenes nel 1989. Si tratta della prima idea-soggetto di quello che nel 1965 diventerà il film Giulietta degli spiriti: un “trattamento”, ovvero la fase intermedia tra il soggetto e la sceneggiatura, una sorta di film semilavorato scritto dall’artista riminese curiosamente tutto in soggettiva, come un flusso di coscienza della protagonista.
Nasce da un’idea di Valter Malosti l’adattamento per il teatro di Vitaliano Trevisan, che il regista ha diretto per la prima volta nel 2004 vincendo il Premio Hystrio. La prima interprete, Michela Cescon, si è aggiudicata il Premio della critica teatrale 2003-2004 e l’Ubu.
Oggi il personaggio è affidato a una delle attrici più intense e popolari della nuova generazione, Roberta Caronia, Premio della Critica Teatrale ANCT 2020.
«Giulietta è una struggente favola psicanalitica – scrive Malosti – una favola contemporanea dai toni mozartiani sull’identità frammentata, sull’anima, raccontata con un tono vagamente infantile e inquietante, una moderna Alice attraverso lo specchio, specchio con il quale si apre e si chiude lo spettacolo e il racconto felliniano. Ma Giulietta è anche una lunga e irridente seduta spiritica descritta da chi ci crede, anche, almeno un poco; eco delle frequentazioni di maghi, veggenti e spiritisti scovati da Fellini e Giulietta Masina in quegli anni un po’ in tutta l’Italia. E oltre alla parapsicologia, evidente in questo testo di Fellini è la sua vicinanza alla psicanalisi: un modo di convivere con i propri fantasmi che Fellini, dopo averlo maturato alla scuola junghiana di Ernest Bernhard, non abbandonò più.
Un circo, una pista da circo: al centro sta Giulietta in qualche modo inchiodata, come la Winnie di Giorni felici di Samuel Beckett, come una farfalla raccolta da un entomologo e lì depositata. E intorno, tutti i suoi fantasmi, gli spiriti, evocati dalla presenza di nude marionette e da una fittissima partitura di suono».
credit foto Tommaso Le Pera
