Intervista con Igor Petrotto, in scena al Teatro Brancaccio di Roma con la commedia “Che Disastro di Peter Pan”: “Sogno un ruolo da protagonista in un film”

Dal 3 al 28 novembre al Teatro Brancaccio di Roma va in scena la commedia “Che Disastro di Peter Pan” con la regia di Adam Meggido, che vede Igor Petrotto nel ruolo del protagonista Peter Pan.

Il talentuoso e poliedrico attore palermitano, vincitore del premio “Grand Prix del Teatro” come “Miglior Attore”, ha preso parte a spettacoli teatrali di successo quali “A Sciuquè”, “Il Marchese del Grillo”, “Lady Oscar – Il Musical” e “Che disastro di commedia”, ma anche al programma tv “Forte Forte Forte” condotto da Raffaella Carrà e a vari cortometraggi e serie web.

“Che Disastro di Peter Pan” racconta la storia della sgangherata compagnia amatoriale dello sperduto Sant’Eufrasio Piedimonte, ancora più ambiziosa e battagliera che mai, che dopo aver improvvisamente ereditato un’ingente somma di denaro, tenta di mettere in scena il classico di J.M. Barrie, la celeberrima storia di Peter Pan. La trama tenta di emergere dai disastri e dai contrattempi che si accumulano nella pièce, il caos impetuoso aumenta e le risate sono inarrestabili di fronte alle disavventure degli attori che vanno inevitabilmente incontro all’ennesimo fallimento. Quando il regista apparirà sul palcoscenico con il suo assistente/co-regista, s’inizieranno a percepire le tensioni che stanno alla base di questa goffa e stentata impresa teatrale.

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Igor, in “Che Disastro di Peter Pan” interpreti Peter Pan. Cosa puoi raccontarci a riguardo?

“Siamo una compagnia teatrale scalcagnata di Sant’Eufrasio Piedimonte, che nel precedente “Che disastro di commedia” aveva provato a mettere in scena uno spettacolo che ruotava intorno a un misterioso omicidio avvenuto negli anni ’20, nel West End, ed ora decide di portare in scena Peter Pan. Il mio personaggio è Gianni, che si crede un gran figo, ex modello e adesso attore, che interpreta proprio Peter Pan. In questo spettacolo ci sono tanti disastri e problematiche con la scena e con gli altri attori, che cerchiamo di affrontare e superare”.

Come ti sei preparato per interpretare Peter Pan?

“Innanzitutto ho perso alcuni chili per essere più agile e poter volare perché anche i voli non sono semplici, è uno spettacolo molto acrobatico, da stuntman. Sei sospeso in aria dunque serve reattività, equilibrio, e anche in questo anno e mezzo di sosta ho fatto lavoro aerobico e di respirazione per mantenere una struttura muscolare solida, dato che ci sono impatti e cadute. Quindi era importante la preparazione fisica oltre a quella attoriale. Poi ho tolto la barba cercando di essere più giovane possibile per portare delle sfumature fanciullesche nel mio corpo che non è proprio quello di un adolescente (sorride)”.

È una commedia in cui c’è spazio anche per l’amore…

“Sì, c’è la storia tra Peter Pan e Wendy, ma ci sono anche amori, corrisposti e non, all’interno della compagnia e situazioni molto divertenti che hanno a che fare sempre con questo sentimento che muove il mondo”.

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Qual è l’aspetto che più ti ha affascinato di Peter Pan?

“Mi ha affascinato molto la sua spensieratezza e la voglia assoluta di godersi questa sua eterna giovinezza, anche se il fatto di non crescere ha un risvolto un po’ amaro perché in realtà la crescita e la saggezza sono fondamentali nella vita. E’ anche vero però che il fatto di rimanere un po’ bambini, soprattutto facendo questo lavoro, è un aspetto che sento tantissimo e ogni sera quando andiamo in scena giochiamo e ci divertiamo”.

Ci racconti l’emozione che hai provato quando sei tornato a calcare il palco dopo lo stop per la pandemia?

“Il primo giorno delle prove al Brancaccio siamo entrati dai camerini e arrivati sul palco abbiamo visto la platea immensa di questo prestigioso teatro ed è stato un tuffo al cuore. Dopo un anno e mezzo di stop, senza sapere se e quando saremmo tornati a recitare, è stata un’emozione incredibile e credo che quando vedremo la sala piena sarà bellissimo”.

Com’è nata la tua passione per la recitazione?

“In realtà è nata per puro caso, a 18 anni sono andato via da Palermo e ho iniziato a lavorare come animatore nei villaggi turistici approcciandomi per la prima volta ad un palcoscenico e ho avuto la fortuna di esibirmi davanti a 1500 persone capendo che questo mestiere mi affascinava. Così a 21 anni mi sono trasferito a Roma dove ho studiato al Laboratorio I.A.L.S. Musical e poi ho fatto dei corsi di recitazione in Italia e a New York”.

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credit foto Facebook Igor Petrotto

Nel tuo percorso hai frequentato una Masterclass di recitazione cinematografica a cura di Lina Wertmüller, qual è il consiglio più importante che ti ha dato?

“Lina Wertmüller è una donna forte, determinata, ho avuto la fortuna di incontrarla qualche anno fa e mi ha trasmesso la voglia di non dare mai nulla per scontato, di approfondire ogni cosa, perché tutto può essere migliorato. Mi ha insegnato che ogni volta che vai in scena o sul set o reciti devi metterti in discussione, perché è un mestiere dove non hai mai un punto di arrivo e quindi non ti puoi rilassare”.

A teatro hai preso parte a tanti spettacoli di successo. C’è un ruolo a cui sei più legato?

“Il primo è Giacinto, un ragazzino del Sud che compie un viaggio con questo gruppo di amici, uno dei quali era dipendente dal gioco d’azzardo, nello spettacolo “A Sciuqué” che in pugliese significa andare a giocare. L’altro ruolo a cui sono molto legato è Ricciotto de Il marchese del Grillo in cui ho recitato al fianco di Enrico Montesano nella seconda stagione, perché il primo anno il personaggio era interpretato da Giorgio Gobbi, che era Ricciotto anche nel film con Alberto Sordi. Non dimenticherò mai questa esperienza e la prima sera al Teatro Sistina rimarrà nel mio cuore per sempre”.

Hai partecipato anche al programma “Forte Forte Forte” condotto da Raffaella Carrà. Che ricordo conservi di questa indimenticabile artista?

“Ancora non ero stato selezione tra i quattordici finalisti e ricordo che l’ho vista apparire dall’alto dello studio. Era passata a salutare noi concorrenti e ci guardava con quella sua immensa luce ed energia. Sembrava una scena quasi surreale. Era un’artista e una donna straordinaria. Durante le prove sistemava le coreografie o i pezzi cantati che non le piacevano, non dava nulla per scontato e non lasciava niente al caso”.

In quali progetti sarai prossimamente impegnato?

“Domenica 31 ottobre su Canale 5 inizia All Together Now con Michelle Hunziker e faccio parte dei 100 giurati del Muro. E’ la seconda stagione a cui partecipo e saremo in onda fino a Natale. Per quanto riguarda il teatro siamo in balìa delle novità visto che siamo da poco ripartiti. Siamo fiduciosi e propositivi e speriamo di riprendere la tournée in giro per l’Italia”.

Un sogno nel cassetto…

“In questi quindici anni a Roma ho avuto la possibilità di fare tanti lavori e sono fiero sia dei momenti belli sia di quelli più bui. Il mio sogno è recitare un ruolo da protagonista in un film”.

di Francesca Monti

Grazie a Greta De Marsanich

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