Intervista con Corinne Cléry, in scena al Teatro Manzoni di Roma con “I soldi, no!”: “E’ una commedia noir che fa sorridere, pensare, discutere ed è stata una grande emozione tornare sul palco”

“In futuro mi piacerebbe fare uno sceneggiato su una nonna sui generis, che aiuta i ragazzi, che è complice, che gioca e parla con loro“. Attrice poliedrica, elegante, ironica, affascinante, Corinne Cléry è in scena fino al 19 dicembre al Teatro Manzoni di Roma con lo spettacolo “I soldi, no!”, di Flavia Coste per la regia di Silvio Giordani, prodotto dal Centro Teatrale Artigiano, con le musiche di Mariano Perrella, in cui interpreta la madre di Riccardo, il protagonista, che si trova alle prese con una vincita sorprendente di ben 162 milioni di euro. Come dirlo ai familiari, alla moglie, e soprattutto agli amici? Impreparato di fronte ad una notizia così sconvolgente l’uomo si pone il dubbio se sia il caso di comunicarlo o se, addirittura, non ritirare l’ingente patrimonio e continuare la solita esistenza di sempre. Tra una madre frizzante e vitale ed una moglie che rivendica per sé una vita più movimentata, Riccardo accusa il colpo ed inizia a soffrire di insonnia, avere palpitazioni, insieme a mille paure inconfessabili in attesa di scoprire la sua personale ricetta della felicità.

In questa intervista che ci ha gentilmente concesso Corinne Cléry ci ha parlato dello spettacolo “I soldi, no!”, ma anche dei film “Ritorno al crimine” e “Free – Liberi” e del desiderio di interpretare uno sceneggiato con protagonista una nonna sui generis.

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credit foto Emanuele Gambino

Signora Corinne, è in scena al Teatro Manzoni di Roma con “I soldi, no!” insieme a Enzo Casertano, Maria Cristina Gionta, Roberto D’Alessandro. Cosa può raccontarci riguardo il suo personaggio?

“E’ una mamma molto legata al figlio, alla nuora, siamo una piccola famiglia borghese in stile Mulino Bianco. Riccardo gioca la data del mio matrimonio con suo padre all’Enalotto e all’improvviso ci annuncia che ha vinto un’ingente somma, ma anche che non vuole ritirarla. Quindi si rompono gli equilibri e nascono delle discussioni con la famiglia che mette in atto un piano per incassare il denaro, dato che il biglietto è valido. E’ una commedia noir che fa sorridere, pensare, discutere, perché c’è chi dice che questa vincita possa rovinare le persone e chi afferma che 162 milioni sono utili anche per aiutare chi ha bisogno”.

Lei cosa farebbe se dovesse vincere una somma del genere?

“Intanto ritirerei la vincita, perché lasciarla allo Stato? Poi farei tante cose belle. Non credo che uno debba vivere con una cifra simile, è esagerata e non sapresti cosa farne, almeno io che sono una donna grande come età. Quindi sistemerei mio figlio e qualche amico, realizzerei un centro per anziani, mi occuperei degli animali”.

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credit foto Emanuele Gambino

Secondo lei, come dice un vecchio adagio popolare, “Il denaro non fa la felicità”, oppure “E’ meglio piangere in Mercedes che in metropolitana”?

“Penso che sia meglio la seconda opzione, almeno quando hai i soldi puoi curarti, perché la salute è la cosa più importante. Poi se hai un buon carattere ti godi la vita, io farei tanto per gli altri, soprattutto per i più deboli”.

Ci racconta l’emozione che ha provato tornando a teatro?

“E’ stata una grande emozione tornare a teatro, per il quale ho un amore viscerale, è la mia vita, sono ormai 21 anni che sto sul palcoscenico. Sono felice che la capienza delle sale sia di nuovo al 100% solo che la mentalità è cambiata, la gente ha ancora paura, il tempo libero viene utilizzato in modo diverso e si resta di più a casa. Nonostante tutto c’è stata una ripartenza, lo spettacolo sta andando molto bene e speriamo di continuare così”.

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credit foto Emanuele Gambino

Come ha vissuto questo ultimo anno e mezzo così complicato a causa della pandemia?

“L’ho vissuto da persona fortunata perché ho scelto di andare a vivere in campagna, quindi sono meno bombardata da tutto quello che succede, sto in mezzo alla natura, circondata dagli animali. In questi mesi ho fatto degli esami di coscienza, mi sono autoanalizzata su tante cose e ne sono uscita vincente”.

Tra tutti i film, le serie tv e gli spettacoli che ha interpretato ce n’è uno a cui è più legata?

“Sicuramente i film di grande successo mondiale come “Histoire d’O” e “James Bond Agente 007 – Moonraker – Operazione spazio”, ma anche le pellicole italiane con Celentano, Montesano, ho amato moltissimo “Kleinhoff Hotel” di Carlo Lizzani, sono passata dalla commedia al drammatico in quanto mi piace cambiare. Ora mi cimento nei ruoli di mamma e di nonna, quale sono nella vita. E’ divertente, sono una nonna sui generis, giovanile, allegra, un po’ matta, e quindi mi vengono bene questi personaggi”.

In quali progetti sarà prossimamente impegnata?

“Ho due progetti per il 2022 sempre per il teatro, sperando che vadano in porto. Il primo è incentrato sulla storia di una donna molto importante degli anni Cinquanta e sarò accompagnata dalla musica jazz, l’altro è uno spettacolo diverso, è una lettura di racconti con dei mimi attorno a me. Io sono una persona molto positiva e curiosa e mi piace sperimentare, poi con il Teatro Manzoni di Roma si è instaurato un rapporto meraviglioso e stanno già pensando a un altro progetto. Al cinema invece uscirà il film di Federico Moccia “Mamma qui comando io”, girato lo scorso anno in piena pandemia”.

C’è un ruolo che non ha ancora interpretato e che le piacerebbe fare?

“Vorrei fare uno sceneggiato su una nonna sui generis, un’investigatrice, che aiuta i ragazzi, che è complice, che nasconde le marachelle, che gioca e parla con loro. Oggi i genitori purtroppo sono molto occupati, in quanto lo richiede la società, invece i nonni sono più liberi. Ho visto in altri Paesi che le donne più grandi sono molto spiritose e allegre e danno questa gioia ai giovani. Mi piacerebbe fare un ruolo del genere, magari con due nonne, in chiave ironica e intelligente, partendo da quello che sono io e che mi diverte fare”.

C’è un no che ha detto nel corso della sua carriera e che se potesse tornare indietro non direbbe più?

“Ho detto un no a un film che poi ha avuto un successo pazzesco, “Marcia Trionfale” di Bellocchio con Franco Nero. Ero nuova nel mondo del cinema, non conoscevo i registi italiani e ho rifiutato attraverso la mia agenzia perché mi dicevano che non era un film adatto a me. Quel ruolo è poi andato a Miou-Miou, bravissima attrice francese. Nella mia carriera ho fatto più di 100 pellicole e non mi posso lamentare, ma quella mi è rimasta di traverso. Quando ho capito che genere di regista fosse Bellocchio mi sono mangiata le mani. Purtroppo all’epoca non prendevo io le decisioni, poi ho iniziato a farlo”.

Ha preso parte a “Ritorno al crimine” di Massimiliano Bruno, nel ruolo della Contessa Roccapadula. Che esperienza è stata?

“E’ stato divertentissimo, ho ricevuto una chiamata da parte della mia agenzia che mi comunicava che Massimiliano Bruno mi voleva per interpretare una contessa tutta rifatta. Io ho accettato ma ho anche detto: non faccio in tempo a rifarmi visto che si girerà tra poco” (sorride). Anche se tutti lo pensano, io non sono rifatta, non ancora e non credo che succederà in futuro. Massimiliano mi ha fatto una bocca esagerata e durante il giorno potevo mangiare solo con la cannuccia. Mi sono trovata bene con tutto il cast e in particolare con Carlo Buccirosso che è un amore”.

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Corinne Cléry nel film “Free – Liberi”

Nel film “Free-Liberi” di Fabrizio Maria Cortese, incentrato sul tema della terza età pronta a lottare per una seconda opportunità, dà il volto invece a Erica…

“Questo film mi sta molto a cuore. Fabrizio Maria Cortese ha la particolarità di fare pellicole a sfondo sociale e ha trattato un argomento, purtroppo attuale, relativo alle persone grandi che vengono abbandonate dalle famiglie. Ha radunato personaggi con diversi caratteri e storie e li ha uniti insieme. Io interpreto Erica, che da ragazza faceva la cantante e non ha avuto il successo che avrebbe meritato, finita nella casa di riposo dell’Opera Don Guanella di Roma perché i suoi famigliari non si occupano più di lei. Insieme ad altri ospiti decide di accompagnare una delle componenti del gruppo, Mirna (Sandra Milo), in Puglia per ritrovare il suo grande amore Dragomir (Antonio Catania). Erica, che è una donna positiva, ritorna così a cantare per caso in un matrimonio in cui non c’è la cantante e vive una storia importante con Antonio (Babak Karimi), un uomo in apparenza burbero, tornando a vivere. Purtroppo la pandemia ha penalizzato un po’ questo film. Spero in futuro di lavorare di nuovo con Fabrizio Maria Cortese”.

A proposito di musica negli anni Settanta ha pubblicato il disco “Je ne suis que de l’amour/Le ruban”…

“Era un gioco commerciale ma non mi pento assolutamente di aver cantato queste due canzoni. Per il film “Free – Liberi” invece hanno scritto per me una canzone meravigliosa che si chiama “Amore di Grano”, dovevamo lanciarla ma con la pandemia il progetto si è bloccato. Ogni tanto l’ascolto ed è stupenda, l’ho registrata in due ore”.

Cosa si augura per il 2022? 

“Mi auguro che finisca questo terrorismo mediatico legato al virus, purtroppo bisogna conviverci, bisogna capire che il mondo è cambiato ma continuare a vivere. Vorrei anche che la gente prendesse coscienza che è una pandemia mondiale, che è un problema che riguarda tutti e non si può pensare solo al proprio orticello. Dunque è importante fare il vaccino, per noi stessi e per gli altri”.

di Francesca Monti

Grazie a Federica Rinaudo

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