SANREMO GIOVANI 2021 – Intervista con Matteo Romano, in gara con “Testa e Croce”: “Attraverso le canzoni vorrei far conoscere nuovi lati di me”

Matteo Romano è tra i 12 finalisti di Sanremo Giovani e si esibirà su Rai 1 il 15 dicembre con il brano “Testa e Croce” (Polydor/Universal Music Italia), scritto con Federica Abbate e prodotto da Katoo.

La canzone racconta di un’esperienza personale, di quando ci rendiamo conto di volerci allontanare da una persona che non ti fa bene anche se provi ancora qualcosa.

Primo di tre gemelli, Matteo, nato e cresciuto a Cuneo, si è appena trasferito a Milano per cominciare gli studi universitari. Ha iniziato ad ascoltare musica precocemente condividendo le eterogenee passioni dei genitori che spaziano dal pop al rock al cantautorato italiano.

Sin da bambino ha messo in mostra la sua vena creativa prima con lo studio delle percussioni e della chitarra, quindi con il canto e il pianoforte. Nel 2018 e 2019 partecipa al concorso “Next Talent” che si tiene nella sua città e vince in entrambe le occasioni il premio come miglior interprete. Nel 2020 pubblica il suo primo inedito dal titolo “Concedimi”, certificato doppio platino, a cui è seguita l’uscita di “Casa di Specchi”, il primo brano inedito di un artista italiano ad essere disponibile in Dolby Atmos, il nuovo formato audio innovativo, e la firma con Friends & Partners per l’organizzazione dei suoi live.

Matteo Romano - Testa e Croce_m (1)

Matteo, ci racconti com’è nato il brano “Testa e Croce”?

“Ho scritto questo brano circa un anno fa, era il 26 novembre 2020, nella mia cameretta, così come “Concedimi”. Dopo la firma con Polydor ho avuto l’opportunità di terminarlo in studio con Federica e Katoo, con i quali c’è subito stata una grande intesa, sono stati molto bravi e gentili a venirmi incontro, mi hanno coccolato per farmi comprendere come lavorare in gruppo e sono contento del risultato. E’ una canzone a cui tengo tantissimo, sia per il percorso che mi ha portato a Sanremo Giovani sia perché è un gioiellino che per tutto l’anno abbiamo voluto conservare per questa occasione speciale”.

“Testa e Croce” è accompagnato da un video girato sulle spiagge di Tarquinia…

“E’ stato diretto da Paolo Mannarino, un regista molto bravo e professionale, disponibile nel venire incontro alla mia idea. Volevo che il video mantenesse il messaggio della canzone, come se fosse un potenziamento. Quindi ci tenevo che fosse centrale la frase “in fondo non è guerra, è una rivoluzione”, perché nel momento in cui ci si lascia indietro una persona è come se fosse una rivoluzione, bisogna cambiare il modo di vedere certe cose e si rivivono i momenti passati insieme grazie alla musica. E’ come se da una parte ci fosse il me un po’ turbato, affranto, che guida senza una vera meta e poi corre, arriva su queste spiagge dove trova l’altro me che sta cantando e che riesce ad avere una sua rivalsa attraverso la musica e il pianoforte. La location è fantastica”.

Quali sono le tue sensazioni in vista della finale di Sanremo Giovani?

“Innanzitutto provo molta gratitudine perché mi sembra assurdo che in un anno sia passato dalle mura di casa al palco del Casinò di Sanremo. Sono orgoglioso e felicissimo, non vedo l’ora di esibirmi nonostante la paura, perché ho tante ambizioni e aspettative e ogni tanto diventano pesanti, soprattutto in una situazione del genere molto importante per me. Quindi sto cercando di godermi ogni attimo e non farmi mangiare dalle ansie”.

Come è cambiata la tua vita in questo ultimo anno?

“E’ cambiata soprattutto dal punto di vista lavorativo perché ho iniziato ad approcciarmi al mondo del lavoro nel modo migliore possibile, a capire le dinamiche di un’azienda come la Universal, ho aperto una mia società editoriale consigliatami da un avvocato, ho fatto cose che mai avrei pensato. E’ stato stimolante quest’anno, per quanto duro, e sono cresciuto molto. Dal punto di vista umano non credo di essere diverso, cerco di rimanere il ragazzo che cantava nella cameretta perché è bello essere se stessi, senza troppi filtri. La semplicità paga sempre”.

Com’è nata la tua passione per la musica?

“E’ una passione che ho fin da bambino. I miei genitori mi hanno sempre sentito cantare, uno dei primi regali che ho ricevuto è stato un Canta Tu di Sanremo e ho coltivato questa passione. Cinque anni fa a Cuneo ho iniziato a studiare canto in una scuola, proseguendo poi con la mia vocal coach a cui devo tantissimo, quindi due anni fa ho cominciato a suonare il pianoforte e a scrivere canzoni”.

A proposito di Canta Tu di Sanremo, c’è una canzone tra quelle presentate in gara sul palco dell’Ariston in questi anni a cui sei più legato?

“L’essenziale di Marco Mengoni, è una canzone che cantavo tanto da piccolo, al karaoke ogni volta sceglievo quella, era il mio cavallo di battaglia. Mengoni è un artista che mi piace molto e in cui mi ci ritrovo”.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

“Nell’ultimo anno abbiamo lavorato un po’ di singoli, l’idea è di continuare a fare musica, far conoscere nuovi lati di me attraverso le mie canzoni. E poi uscirà un Ep o un disco”.

Un sogno nel cassetto…

“Il mio sogno sarebbe quello di fare un tour in tutta Italia. Ho avuto modo di aprire i concerti di Emma ma non ho ancora potuto confrontarmi con un pubblico che fosse mio al 100%. Quindi spero che accada presto”.

di Francesca Monti

Grazie a Jessica Gaibotti ed Elena Marras

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