Intervista con Susy Del Giudice, tra i protagonisti del film “I Fratelli De Filippo”: “Luisa è una mamma da cui prendere spunto ed esempio, che sapeva imporre delle regole con moderazione e dolcezza”

Dopo essere stato presentato come evento speciale alla 16a Festa del Cinema di Roma uscirà nelle sale il 13, 14 e 15 dicembre  “I Fratelli De Filippo”, un film di Sergio Rubini, prodotto da Pepito Produzioni, Nuovo Teatro, Rs Productions con Rai Cinema, che vede Susy Del Giudice, apprezzata e versatile attrice di teatro, cinema e serie tv, nel ruolo di Luisa De Filippo, la giovane e bella madre dei tre fratelli Peppino, Titina ed Eduardo.

In famiglia un padre non c’è, o meglio si nasconde nei panni dello “zio” Eduardo Scarpetta, il più famoso, ricco e acclamato attore e drammaturgo del suo tempo che, pur non riconoscendo i tre figli naturali, li ha introdotti fin da bambini nel mondo del teatro. Alla sua morte gli eredi legittimi si spartiscono l’eredità, mentre a Titina, Eduardo e Peppino non spetta nulla. Ai tre giovani, però, “zio” Scarpetta ha trasmesso un dono speciale, il suo grande talento, che invece non è toccato al figlio legittimo Vincenzo, diventato titolare della compagnia paterna. Il riscatto dalla dolorosa storia familiare passa per la formazione del trio De Filippo, sogno accarezzato per anni da Eduardo e dai suoi fratelli e finalmente realizzato, superando difficoltà e conflitti.

In questa intervista che ci ha gentilmente concesso Susy Del Giudice ci ha parlato di Luisa De Filippo, dell’emozione vissuta quando il film è stato presentato al Teatro San Carlo di Napoli ma anche di Sonia/Nunzia, il personaggio che ha interpretato nella serie “Mina Settembre”, regalandoci un ricordo di Lina Wertmüller.

0110

Susy Del Giudice nei panni di Luisa De Filippo – foto di Eduardo Castaldo

Susy, nel film “I Fratelli De Filippo” interpreta Luisa De Filippo. Come si è preparata per interpretarla?

“E’ la mamma di Titina, Eduardo e Peppino e avendo una preparazione teatrale e una tradizione soprattutto napoletana è stato un poco più semplice per me approcciarmi a questo personaggio. Ho lavorato tanti anni con Luigi De Filippo e con Mario Scarpetta e cercavo di “rubare” qualcosa ad entrambi, chiedevo informazioni. Sergio Rubini è stato un papà, un fratello maggiore, una figura indispensabile affinché Luisa prendesse vita. Quando recitavo al lato destro c’era Sergio e a sinistra Luisa perché è stata sempre all’ombra dei figli, invece l’abbiamo riscattata facendo conoscere questo personaggio fondamentale per i ragazzi. L’unico suo rammarico forse è stato quello di non aver potuto dare un cognome ai suoi figli anche se forse è stato meglio così perché con il suo sono arrivati al successo”.

Cosa l’ha colpita di più di Luisa?

“A differenza mia Luisa è una mamma da cui prendere spunto ed esempio, è premurosa, attenta, molto presente, docile, non alza mai la voce, ha sempre un tono pacato anche se severo con i figli, sia da ragazzini che da adulti, a cui ha imposto il fatto che non si dividessero mai, non prendessero vie diverse. Mi ha colpito il suo poter imporre delle regole con moderazione e dolcezza. Vorrei essere un po’ come lei perché a volte la vita ti porta ad essere anche un po’ irruente con i figli invece con un tono pacato si ottiene di più”.

Come si è trovata sul set?

“E’ stato come essere in una famiglia. Non ci conoscevamo, a parte alcuni attori come Marisa Laurito, Biagio Izzo, e questo grazie a Sergio, perché prima ancora di andare sul set abbiamo fatto tavolino, provando almeno un mese prima e questo è stato importante affinché non ci fossero screzi e rivalità. Ancora cerco i miei ragazzi De Filippo e viceversa”.

0395

Susy Del Giudice nei panni di Luisa De Filippo – foto di Eduardo Castaldo

Ci racconta l’emozione che ha provato quando il film è stato presentato in anteprima al Teatro San Carlo di Napoli?

“Mi tremavano le gambe, è stata una magia, essendo un’attrice soprattutto di teatro, entrare in una cornice così eccezionale e poter proiettare il film è stato bellissimo. Il cuore mi batteva a mille. Il pubblico si è emozionato con noi e qualche lacrimuccia è scesa. E’ stata un’emozione grande per tutti”.

Da attrice cosa hanno rappresentato per lei i fratelli De Filippo?

“Una grande base su cui poter fare tutto, non solo il teatro di tradizione ma anche quello più moderno, all’avanguardia”.

Facendo un piccolo passo indietro, il suo esordio teatrale è avvenuto in “Sceneggiata napoletana” di Beniamino Maggio…

“Ho un ricordo lontano ma nitido. Avevo 7 anni, mio papà era suggeritore di teatro e chiamò a casa. Era pomeriggio, facevo un pisolino e mamma mi disse di andare a recitare perché serviva una bambina e da lì non ho più smesso. All’inizio era un gioco poi è diventata una professione. Devo tutto a mio papà”.

0232

Susy Del Giudice con Giancarlo Giannini in “I Fratelli de Filippo” – credit foto Eduardo Castaldo

Al cinema ha invece esordito nel film “Pasqualino Settebellezze” di Lina Wertmüller, che purtroppo è scomparsa pochi giorni fa. Che ricordo ha di lei?

“Lina era regista geniale, trasformava gli attori, cuciva loro addosso il personaggio. Ho lavorato ne “I Fratelli De Filippo” con Giancarlo Giannini e mi ha detto che la Wertmüller gli ha dato tutto e gli ho creduto perché lei vive con gli attori, crede in loro, è stata uno dei grandi geni della cinematografia italiana. La ricorderemo sempre, i suoi film sono innovativi, non ci si stanca mai di vederli. Io avevo 9 anni, facevo la piccola italiana al castello di Baia ma lei era attenta anche con i bambini, non lasciava nulla al caso. Era una grande donna”.

C’è un personaggio che ha interpretato al cinema o nelle serie tv a cui è più legata?

“Al di là di Luisa De Filippo che ormai fa parte del mio Dna, l’inverno scorso ho interpretato Sonia/Nunzia in “Mina Settembre”, serie di successo in onda su Rai 1 di cui stiamo girando la seconda stagione. Un ruolo importante anche perché tocchiamo un tema molto delicato che è la violenza nelle famiglie. Sonia viene picchiata dal marito, cerca di scappare dalle sue grinfie e attraverso lei molte donne si sono riviste e ho avuto richieste di aiuto anche in privato. Nel mio piccolo ho cercato di dare consigli. Sonia è nel mio cuore. Tra l’altro anch’io da giovane sono stata vittima di violenza famigliare da parte di un mio ipotetico fidanzatino e ho sentito ancora di più questo tema. Avevo bisogno di esorcizzare quello che avevo vissuto ma anche di aiutare le donne vittime di violenza. Se grazie a lei ne ho salvata anche solo una sarei felice. Quando ho letto la sceneggiatura non sapevo che sarebbe stato toccato quel tema, poi ne ho parlato con la regista, con Serena Rossi, ci siamo emozionate ed è nato un personaggio che spero abbia gettato una goccia nell’oceano”.

Sonia/Nunzia è un personaggio che nel corso della serie si è evoluto molto…

“Aveva varie sfaccettature perché si pensava fosse dell’Est, invece si nascondeva per non farsi trovare dal marito e quindi ha cambiato identità. Alla fine la verità è uscita, ha trovato protezione grazie a Mina, ma prima parlava questo strano accento che era divertente e serviva per sdrammatizzare un po’ la situazione”.

In “Le indagini di Lolita Lobosco” ha interpretato invece Vincenzina…

“Era molto simpatica, però tutto sommato oltre ad essere ficcanaso era anche una donna di spessore, di cuore che vuole aiutare la vicina, perché ha capito che poteva dare un consiglio a Lolita e lei lo avrebbe accettato”.

Nella serie in costume “Il Commissario Ricciardi” ha dato il volto a Maria Tritone…

“La mamma di Enrica, colei che vuole a tutti i costi far sposare la figlia senza sapere che lei è già innamorata del Commissario Ricciardi. E’ lontana da me perché io vorrei che mia figlia non crescesse mai, invece negli anni ’30-’40 una ragazza di 20 anni era considerata una zitella se non era sposata. Era una donna petulante, chiacchierona, ma anche buona, che sa consigliare e amare”.

In quali progetti sarà prossimamente impegnata?

“Stiamo girando per Netflix “La vita bugiarda degli adulti”, tratta da un romanzo di Elena Ferrante con la regia di Edoardo De Angelis”.

Un ruolo che le piacerebbe interpretare…

“Le mamme le ho fatte, sembrerò banale ma mi piacerebbe interpretare una piccola eroina, una poliziotta, qualcuno che aiuta il prossimo”.

Cosa si augura per il 2022?

“Mi auguro che questo virus ci abbandoni, che si possa vivere come prima due anni fa, che si possa tornare nelle sale cinematografiche e nei teatri senza mascherina, senza regole imposte a causa della pandemia”.

di Francesca Monti

foto copertina credit Susy Del Giudice Facebook

Grazie a Giuseppe Zaccaria

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...