Antonello Costa sarà in scena al Teatro Manzoni di Roma al 27 gennaio al 20 febbraio con il nuovo e divertente varietà “C’è Costa Per Te”.
Per due ore il bravissimo comico canterà, ballerà, reciterà, coinvolgerà il pubblico in sala in una parodia continua di quello che eravamo e di quello che stiamo diventando.
In scena con lui in questo vero e proprio inno alla gioia e all’allegria ci saranno la soubrette Annalisa Costa e l’immancabile corpo di ballo.

Antonello, ci racconta com’è nata l’idea di questo nuovo varietà?
“L’idea è semplicissima, è un varietà comico moderno che mi vede in scena con tre ballerine e una soubrette, in cui in due ore interpreto tredici personaggi. A causa della pandemia si ride poco e come Maria De Filippi con “C’è Posta per te” risolve i problemi delle persone io con “C’è Costa per te” provo a risolvere quelli del pubblico che verrà a vedermi al Teatro Manzoni dal 27 gennaio al 20 febbraio. Parto da questo spunto iniziale dove analizzo quello che è successo negli ultimi due anni col covid e porto con me gli spettatori in un excursus di tredici numeri dove canto e ballo con l’unico intento di rendere la serata leggera”.
La pandemia ha cambiato anche il modo di fare comicità?
“Sicuramente. Fino a due anni fa ad esempio facevamo battute sulla coppia ma dopo la pandemia non è più possibile perché è cambiato tutto, anche l’approccio, e poi il pubblico ha paura di uscire e con la paura non si scherza. Io cerco di fare il mio lavoro al meglio, con l’obiettivo di rilassare e divertire”.
Anche durante il lockdown ha fatto compagnia alle persone sui social…
“Ho fatto molte dirette sui social e ancora oggi si sono persone che mi ringraziano per averle aiutate con quell’ora di divertimento in quel periodo brutto in cui erano a casa, da sole e in lockdown. Da lì è scattata la molla per lo spettacolo”.

Come nascono i suoi personaggi?
“Ogni personaggio ha un suo percorso e un linguaggio diverso, è come se fossero tredici spettacoli diversi messi insieme. Ci sarà Don Antonino, un boss siciliano che vive in America negli anni Cinquanta, in stile Il Padrino, Ahmed, un egiziano che ha un bar a Roma e parla della città, di cosa significa essere straniero in Italia, poi c’è un corpo di ballo con cui qualche personaggio si interfaccia, come il Cuoco che canta Il Minestrone o un personaggio brasiliano che interpreta la canzone Estroso. Tutto ha un doppio senso per portare il pubblico alla risata. La costruzione dei personaggi parte da qualcosa che vedo, che leggo o che sento in tv. Ahmed ad esempio nasce dall’esperienza personale. Vivendo a Roma dove sei anni fa esplosero i kebab ho detto “se un egiziano aprisse un bar si chiamerebbe Kebar”, e da questa semplice intuizione abbiamo costruito un monologo comico”.
Don Antonino, Ahmed, Eros Tango, Arcangelo Bottiglia, sono tanti i personaggi da lei creati, qual è stato quello più difficile da realizzare?
“Dante, che ha una comicità surreale e dice solo una parola “Dante” in trenta-quaranta modi diversi. E’ stato complicato costruirlo ma crea un’empatia immediata con la gente. Ci sono voluti tempo e repliche per plasmarlo con e per il pubblico che è fondamentale perchè partecipa e a volte suggerisce intuizioni comiche per il personaggio”.
Com’è stato tornare a teatro dopo un anno e mezzo di pausa per la pandemia?
“Dopo un anno e mezzo di stop forzato la riapertura del sipario è stato un momento bellissimo. Ho la fortuna di fare il mestiere che più mi piace e quando non puoi farlo è come se ti mancasse una parte. Il teatro è tutto per me. Non potrei immaginare di andare in scena senza il pubblico che ride quando fai un’improvvisazione. Sarebbe come togliermi l’aria”.

Quali sono i prossimi progetti in programma?
“Abbiamo fatto tappa a Napoli, Palermo, Bologna e dopo Roma porteremo “C’è Costa per te” in Puglia, Molise, Calabria e Sicilia fino a metà aprile, covid permettendo. Poi abbiamo scritto una nuova commedia e stiamo pianificando la prossima stagione, da ottobre 2022 a maggio 2023, ma molti teatri non possono dare ancora delle date certe per cui inizieremo a programmare da marzo”.
Ha preso parte al film di Carlo Vanzina “2061: un anno eccezionale”, che ricordo ha di quel set?
“Ho un ricordo bellissimo. In quel film ho avuto la fortuna di lavorare con Diego Abatantuono e tanti altri artisti meravigliosi. Ogni tanto il cinema mi chiama per prendere parte a qualche progetto, infatti uscirà a febbraio un film con Salvatore Esposito, in cui interpreto un personaggio comico che si chiama Rosanero”.
Cosa ci racconta invece riguardo la canzone “Chiedo il rimborso”?
“Scrivo solitamente canzoni comiche e ogni tanto qualche brano più serio o d’amore come questo che parla di chiedere un rimborso come se la relazione con la persona amata fosse un pacco di un corriere e, dopo che hai provato e la storia non funziona, chiedi il recesso. Un giorno mi ha mandato una mail la Tilt Music Production di Londra e pensavo avessero sbagliato persona, invece mi hanno detto che cercavano nuovi artisti, ho inviato il pezzo ed è piaciuto e hanno anche prodotto un video. Posso dire con orgoglio di aver realizzato un progetto musicale con una casa discografica di Londra”.
Questo brano farà parte di un disco?
“Uscirà un album ad aprile, il titolo è “Ridi con me”, conterrà dodici canzoni tra cui “Chiedo il rimborso”. Abbiamo terminato le registrazioni, ora devo mixarlo e andare in produzione”.
A proposito di musica, il 1° febbraio prenderà il via il Festival di Sanremo 2022. Un suo ricordo legato alla kermesse…
“Sono legato ai Festival degli anni Ottanta, avevo 15-16 anni e c’erano canzoni bellissime. Passavo le serate a seguirlo perchè c’era una ritualità molto più rigida, il cantante doveva solo esibirsi e protagonista era la canzone. Ora è più spettacolo, la gara è una scusa per fare il varietà dove c’è il comico, la soubrette. Non seguo Sanremo da anni ma sentirò i brani alla radio e spero siano belli. Il cast di questa edizione è vario, con cantanti celebri e talenti giovanissimi e potrà accontentare tutte le fasce di pubblico”.
di Francesca Monti
Grazie a Giorgia Fortunato
