SANREMO 2022 – Video Intervista con Le Vibrazioni, in gara con “Tantissimo”: “La vera felicità parte dal momento in cui ti rendi conto di chi sei e di cosa fai, non è qualcosa da rincorrere continuamente”

Le Vibrazioni sono in gara al Festival di Sanremo 2022 con “Tantissimo”, un brano dal sound rock, scritto da Francesco Sarcina, Roberto Casalino e Niccolò Verrienti.

La band milanese torna sul palco dell’Ariston per la quarta volta, dopo aver debuttato nel 2005 con “Ovunque andrò”, ed essere tornati nel 2018 con “Così Sbagliato” e nel 2020 con “Dov’è” con il quale si sono classificati quarti.

Per la serata dedicata alle cover di venerdì 4 febbraio, Le Vibrazioni, formate da Francesco Sarcina, Stefano Verderi, Marco Castellani Garrincha e Alessandro Deidda, proporranno  una loro versione del celebre brano “Live and let Die” scritto da Paul e Linda McCartney, con la partecipazione del Maestro Peppe Vessicchio e della talentuosa Sophie Scott, la leader dei Sophie and The Giants.

Qui la nostra video intervista con Le Vibrazioni:

Francesco, Stefano, Marco e Alessandro, questa è la vostra quarta partecipazione al Festival di Sanremo. Quali sono le vostre sensazioni?

“Non vediamo l’ora di andare sul palco a suonare, è fondamentale per noi. Siamo belli concentrati. E’ un Sanremo diverso da come ce lo ricordavamo, è come se fosse una nuova esperienza”.

Questo è il Festival della rinascita, soprattutto per la musica dopo due anni difficili, e c’è anche il ritorno del pubblico in sala con il teatro Ariston a capienza completa…

“Lo scorso anno Sanremo era più faticoso, non essendoci il pubblico in sala, ma comunque bello e rappresentava un modo per sopravvivere, dimostrare di non arrendersi e di stare connessi. Quest’anno è un Festival della ripartenza”. 

Porterete in gara il brano “Tantissimo”, com’è nato?

“Arriva da questi due anni di fermo e di break. Nel dolore e nel delirio di questo periodo avere l’arte e la musica è stato importante perché ci siamo dedicati per mesi alla creazione di nuove canzoni. Abbiamo realizzato una rosa di 50 brani, con tutta la band al lavoro sulle proprie idee, Francesco ha collaborato anche con altri autori, quindi abbiamo registrato qualche brano e tra questi c’era “Tantissimo” che piaceva pure ai nostri collaboratori, perché dietro di noi c’è una grande famiglia che lavora giorno e notte. L’ha scritta Francesco con Roberto Casalino e Niccolò Verrienti“.

Le Vibrazioni_Foto di Chiara Mirelli (4)_b

E’ una canzone che parla della ricerca dell’equilibrio tra la sana follia e l’amore. Voi lo avete trovato?

“Direi di sì. Questa follia c’è ancora perché fa parte della creatività ma in maniera sana in quanto bisogna saper incanalare questa esplosione di energia e di sensazioni a volte ingestibili. “Tantissimo” parla anche delle delle cicatrici che a volte uno non affronta ma nasconde sottopelle e quando affiorano fanno ancora più male. Nell’affrontarle si prova un dolore ma sono necessarie per fare di te una persona equilibrata e consapevole di quella che è la sofferenza, dandoti la possibilità di camminare a testa alta, conscio degli errori fatti ma amandoti al contempo”.

Imparare ad amare se stessi è sicuramente un bel messaggio che arriva attraverso la canzone…

“La parola amore è piuttosto inflazionata e ha preso così tante sfaccettature che ha perso un po’ il suo valore. C’è anche tanta insicurezza, quindi bisogna accettarsi e amarsi consapevoli degli errori e dei difetti, partendo da quelli e cercando di risolverli. E’ un processo non semplice, richiede sacrifici. Il problema è che oggi non siamo più disposti a sacrificarci in nulla e quindi tendiamo a inseguire un’ideale felicità che è fasulla. La vera felicità parte dal momento in cui ti rendi conto di chi sei e di cosa fai, non è qualcosa da rincorrere continuamente”.

Nella serata delle cover porterete “Live at let die” di Paul McCartney insieme al Maestro Vessicchio e a Sophie and The Giants. Cosa vi lega a questo brano e come è nata questa collaborazione?

“La nostra meravigliosa e indipendente discografica ha connessioni belle anche con l’estero e tra i vari artisti abbiamo pensato a Sophie perchè è giovane, ha una voce pazzesca, è inglese, quindi in qualche modo fa parte di quell’immaginario musicale che abbiamo sempre ascoltato, fa un tipo di musica diverso dal nostro ed è bello questo mash-up per demolire le barriere che si creano tra generazioni, generi musicali e territori. Il brano è stato scelto da Marco e siamo stati subito d’accordo perchè fa parte del nostro background e di quello dei nostri genitori che sono divoratori di musica. Live at let die è stata rifatta anche dai Guns N’ Roses, una band della nostra epoca quando eravamo dei teenager. Noi però canteremo e registreremo la cover nella versione di Paul McCartney. E’ un brano che si presta bene ad essere suonato con l’orchestra ed era perfetto per Sanremo”.

C’è una canzone tra quelli presentate nelle varie edizioni del Festival di Sanremo a cui siete più legati?

“Ce ne sono tantissimi, da Mia Martini ai Pooh a Vasco Rossi. Il Festival è sempre stato per noi fin da piccoli un momento di unione con la famiglia, ci si trovava tutti insieme a guardarlo. Prima ancora del FantaSanremo c’erano le scommesse sul possibile vincitore… Era affascinante ascoltare anche gli ospiti internazionali che hanno calcato il palco dell’Ariston, dagli U2 a Peter Gabriel, dai Queen ai Placebo”.

di Francesca Monti

credit foto Roberto Patella

Grazie a Maryon Pessina

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