Venerdì 18 febbraio esce “Cortometraggi” (Columbia/Sony Music), il nuovo album di inediti di Giusy Ferreri, che arriva a cinque anni di distanza da “Girotondo”, e contiene dodici brani tra cui “Miele”, con cui l’artista è stata in gara al 72° Festival di Sanremo, e il singolo “Gli Oasis di una volta”.
“Il titolo “Cortometraggi” nasce dai miei live. Durante i concerti amo definire alcuni brani che ho scritto come dei cortometraggi musicali e questo album racchiude come la narrazione di tanti piccoli film che esprimono concetti, situazioni e stati d’animo di vario genere. Ogni cortometraggio è un piccolo viaggio che ha sapori e atmosfere differenti, colori, stili, generi e intensità diverse. È bello pensare che ogni individuo viva ogni giorno una sorprendente quotidianità che spesso varia e a volte si ripresenta ciclicamente. E’ un disco che racconta tante versioni di me“, ha dichiarato Giusy Ferreri.
Sono diversi gli artisti e autori che hanno collaborato a “Cortometraggi”, come Giovanni Caccamo, che ha scritto “Cuore Sparso”, Marco Masini, che ha firmato “Il diritto di essere felice”, Bungaro, autore del brano “Causa effetto” e Gaetano Curreri, tra le firma, insieme a Piero Romitelli, Mario Fanizzi, Gerardo Pulli e la stessa Giusy Ferreri, del primo singolo estratto dall’album, “Gli Oasis di una volta”: “Volevo realizzare un album vario, perché mi è sempre piaciuto pormi in vesti diverse. C’è un brano come Federico Fellini che trovo molto profondo e cinematografico ma anche la stessa “Miele” che non a caso è stata scelta per Sanremo perché con l’aggiunta di questo effetto di voce megafonata riporta ad un’ambientazione retro, che mi dava degli elementi che si potessero avvicinare a questo tipo di proposta cinematografica. “Cuore Sparso” invece racchiude questo immaginario della vita quotidiana che non è disattento a tutto quello che succede intorno all’umanità. La pandemia ci ha fatto sentire tutti vicini allo stesso problema. Ci sono poi pezzi più energici come “Angoli di mare” e “L’amore è un tiranno”. Ci sono quattro brani di Diego Mancino perchè siamo amici e mi trovo bene a lavorare con lui, c’è Marco Masini che mi ha regalato una canzone a cui tengo molto come “Il diritto di essere felice”. Infine ne “Gli Oasis di una volta” la citazione della band inglese vuole essere un riferimento per fare un vero e proprio esempio di quelli che sono i rapporti sentimentali vissuti in maniera caotica, come i due fratelli Gallagher che sappiamo benissimo quanto si siano fatti notare per le loro litigate. E’ un brano che ho tenuto nel cassetto per quasi due anni, in cui c’è il confronto tra l’attitudine della vita quotidiana e il mondo esterno, il caos, ritrovarsi da soli o vicini come nel lockdown”.

Il disco, inoltre, è chiuso da “Ricordo”, brano scritto dalla stessa artista: “Alla fine emerge la tipologia della mia scrittura, che si muove armonicamente sulle sospensioni perché è una mia modalità, sia nella vita che come approccio a livello musicale”.
L’artista ha annunciato due date live, il 1° ottobre all’Auditorium Parco della Musica di Roma e il 3 ottobre al Teatro Dal Verme di Milano.
Nel corso della presentazione del disco abbiamo rivolto alcune domande a Giusy Ferreri:
Giusy, nel brano scritto da Marco Masini e Iammarino “Il diritto di essere felice” canti “perchè hai deciso di perdonarti, rinascere ancora e imparare ad amarti”. C’è qualcosa che con il tempo ti sei perdonata?
“Mi sono perdonata tantissime cose. La mia personalità oggi può arrivare molto equilibrata e lo è rispetto al passato, ma sono una persona a cui fin dall’adolescenza è piaciuto peccare, errare e prendere percorsi tortuosi e sbagliati. Complicarsi la vita è stato un po’ un obiettivo, per cui ho sentito molto questa frase di Masini in quanto sono arrivata a questo punto della mia vita probabilmente con la maternità grazie alla quale ho maturato molte più cose rispetto a un tempo. C’è stato un periodo in cui ho anche pensato come sarebbe andata se avessi agito diversamente, ma alla fine non mi è mai piaciuto avere rimpianti e probabilmente tanti errori che ho fatto sono serviti”.
“Cortometraggi” racchiude dei brani che sono come tanti piccoli film. Ti piacerebbe scrivere una colonna sonora per un film o recitare in una pellicola?
“Non nego di aver ricevuto delle proposte e spero che vadano in porto, tra cui una legata alla scrittura. E’ anche per questo che ho tenuto da parte altro materiale scritto da me. Mi piacerebbe provare anche l’esperienza cinematografica come attrice. Ai tempi del liceo facevo corsi di teatro e mi divertivo tanto. Non li frequentavo per interesse personale ma semplicemente perché sono sempre stata molto curiosa e avevo così la possibilità di condividere la passione per le arti, musica, cinema, teatro, con altre personalità rapite dal mondo artistico”.

Credit foto Cosimo Buccolieri
Come nasce la tua passione per il cinema?
“Questa mia curiosità verso il mondo cinematografico nasce sin da quando ero bambina. Sapevo di portare questo cognome, Ferreri, come il regista Marco Ferreri, con cui non c’è nessuna parentela e che mia mamma avrebbe voluto chiamare così mio fratello, che invece porta il nome del nonno, Michele. Scoprii quel mondo fatto da una realtà alle volte anche cruda e coraggiosa e mi ha stimolato tanto. Sono particolarmente amante del mondo felliniano, che ha una forte personalità e originalità, con personaggi particolari, eccentrici, mai banali, circondati da un’ambientazione circense che amo in particolar modo e che ritrovo anche in un altro grandissimo regista come Tim Burton. Mi piace molto anche il fantasy. Ho questo legame, questo amore e questa stima nei confronti di chi ha saputo dare al pubblico, con tanta originalità, delle immagini decisamente molto belle”.
Questa la tracklist di “Cortometraggi”: “Miele”; “Qualsiasi amore”; “Federico Fellini”, “Gli Oasis di una volta”, “Causa effetto”, “Angoli di mare”, “L’amore è un tiranno”, “La forma del tuo cuore”, “Quello che abbiamo perso”, “Cuore sparso”, “Il diritto di essere felice”, “Ricordo”.
di Francesca Monti
Credit foto copertina Cosimo Buccolieri
