Intervista con Fabio Capello: “Vlahovic è un giocatore che può fare la differenza”

“E’ una storia che ci lascia ancora tanti dubbi ed è importante ricordare una persona che si è sacrificata per fare del bene. Avendo lavorato per dodici anni all’estero da italiano sento umanamente ancora di più questa vicenda”. Fabio Capello ha preso parte martedì 22 febbraio all’Oratorio San Giorgio di Limbiate (MB) al triangolare in ricordo di Luca Attanasio, Ambasciatore italiano in Congo, scomparso tragicamente esattamente un anno fa, che ha visto affrontarsi la Nazionale Italiana Cantanti, presieduta da Enrico Ruggeri, Mama Sofia e la Play2Give, neonato progetto di charity sostenuto da giovani artisti, influencer e youtuber, guidata proprio dall’ex allenatore di Juventus, Milan, Roma e Real Madrid.

Prima del fischio d’inizio del torneo abbiamo parlato con Fabio Capello della Juventus, della Champions League e del calcio femminile.

Mister, l’acquisto nel mercato di gennaio di Vlahovic quanto può incidere sulla qualità e sul gioco della Juventus?

“Può incidere tanto. E’ un giocatore che può fare la differenza, si vede e si sente in campo. Credo che la Juve abbia fatto due ottimi acquisti a gennaio, Vlahovic e Zakaria, per migliorare la squadra e far rendere maggiormente tutti i giocatori attorno, perché finalmente c’è un attaccante che va in verticale. I bianconeri hanno anche Dybala, che purtroppo è fragilino a livello fisico, ma che quando gioca dà qualcosa in più. Il campionato è ancora aperto, ci sono diverse squadre racchiuse in pochi punti e credo che si vincerà sul filo di lana”.

Secondo lei cosa manca alle squadre italiane per colmare il gap con alcuni club europei in Champions League e tornare dopo tanti anni sul tetto d’Europa?

“Andiamo più piano perché gli arbitraggi in Italia non permettono di giocare a livello fisico. Se guardi le partite internazionali, come ad esempio la Premier League, i calciatori finiscono a terra e si rialzano, mentre in Serie A l’arbitro fischia e tutti sembrano feriti a morte. Ora c’è la regola del pestone che fa scattare il cartellino giallo, da giocatore invece ho avuto le unghie nere per tanti anni per i falli subiti e non venivano sanzionati. Se non sei abituato a giocare a questi ritmi quando arriva una squadra che corre di più e pressa vai in difficoltà”.

Cosa ne pensa invece del calcio femminile italiano che a breve diverrà professionistico?

“Lo vedo molto bene, lo seguo e mi piace. C’è stato un importante miglioramento negli ultimi anni. Il calcio femminile è uno degli sport che sta crescendo di più. Qualcuno magari si arrabbierà e non sarà d’accordo ma a mio avviso forse la porta è troppo grande e andrebbe ridotta”.

di Francesca Monti

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