Intervista con Barbara Ronchi, tra i protagonisti della serie “Vostro Onore”: “E’ la prima volta che interpreto un personaggio che ha le idee così chiare sul concetto di giustizia”

“Mi affascina molto entrare nelle vite degli altri e scoprire che c’è un po’ di me nei personaggi che interpreto”. Barbara Ronchi, uno dei talenti più cristallini, versatili e apprezzati del cinema italiano, è tra i protagonisti della miniserie “Vostro Onore”, al fianco di Stefano Accorsi, in onda su Rai 1 da lunedì 28 febbraio, coprodotta da Rai Fiction con Indiana Production, per la regia di Alessandro Casale.

L’attrice dà il volto a Sara Vichi, ispettrice superiore, amica del giudice Vittorio Pagani (Stefano accorsi) dai tempi delle sue indagini da PM e madre di una bambina piccola, Ginevra, l’unica al mondo che la rende vulnerabile. Donna indipendente e decisa, insegue la verità a tutti i costi, scontrandosi spesso con il suo nuovo superiore, Danti (Francesco Colella), e con Ludovica (Camilla Semino Favro).

Al centro della serie c’è una storia di conflitti morali, drammatici dove un uomo dovrà scegliere tra la fedeltà ai principi etici di giustizia sui quali ha modellato la sua vita personale e professionale e l’istinto di proteggere suo figlio.

Negli ultimi anni Barbara Ronchi ha raccolto i meritati frutti del suo percorso artistico, recitando in importanti film come “Tornare” di Cristina Comencini, “Favolacce” di Damiano e Fabio D’Innocenzo, “Padrenostro” di Claudio Noce, “Cosa sarà” di Francesco Bruni, “Mondocane” di Alessandro Celli, “Io sono Babbo Natale” di Edoardo Falcone con Gigi Proietti, e in fiction di successo come “Imma Tataranni – Sostituto Procuratore” e “Luna nera”. Attualmente è in tournée a teatro con lo spettacolo “Giusto la fine del mondo” e nel cast di tre pellicole in uscita a breve.

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Barbara Ronchi con Camilla Semino Favro in “Vostro Onore” – credit foto Francesca Cassaro

Barbara, nella nuova serie “Vostro Onore” interpreta l’ispettrice superiore Sara Vichi. Come ha lavorato alla costruzione del personaggio? 

“Mi sono affidata alle sceneggiature, ho guardato un po’ la serie americana ma mi sono resa conto che in quella italiana il personaggio è completamente diverso. E’ una madre single, è un’ispettrice di polizia, ha questo amore totale per il suo lavoro che la porta a lavorare anche oltre gli orari prestabiliti togliendo tempo alla sua bambina. Infatti la vediamo in queste scene in cui racconta alla figlia delle favole al telefono mentre è in ufficio perché non sa bene come coniugare queste due vite che fa coesistere con difficoltà”.

All’inizio l’ispettrice Vichi pensa che il giudice Pagani, proprio per il ruolo che ricopre, non possa mentire e nascondere un fatto così grave…

“Essendo così ligia al dovere quello sarà il suo più grande fallimento. E’ il turning point della storia, se Sara in quel momento avesse capito che il giudice era invischiato nell’incidente sarebbe andata in un altro modo, invece non lo ha ritenuto indagabile per un pregiudizio di forma positivo”.

Questa serie ci mostra i personaggi anche attraverso i loro errori e le loro fragilità…

“Ognuno di questi personaggi ha dei punti deboli, quello che li accomuna è il legame padre-figlio o madre-figlia, questi rapporti che alimentano la fragilità, nel senso che anche le persone più integerrime possono cadere, fallire o commettere errori per salvare i propri figli”.

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Barbara Ronchi con Francesco Colella in “Vostro Onore” – credit foto Francesca Cassaro

“Vostro Onore” è incentrata sul conflitto di un uomo che deve scegliere tra essere fedele ai propri principi e l’istinto di proteggere il proprio figlio, spingendosi anche oltre le leggi e il limite della giustizia. Come si pone lei di fronte a questo difficile quesito?

“Sara nel momento in cui capisce che il giudice Pagani e il figlio sono coinvolti nell’incidente proseguirà nella sua indagine e non si fermerà davanti a nessuno, anche se capirà che lui ha agito in quel modo per il bene di Matteo (Matteo Oscar Giuggioli). Il mio personaggio direbbe che non ci si può muovere oltre i confini della giustizia, io ti posso rispondere che a volte le leggi della giustizia non sono quelle del cuore e per un figlio forse si può fare tutto, quindi non lo posso giustificare ma lo posso comprendere”.

Cosa aggiunge il personaggio di Sara al suo percorso artistico e umano?

“E’ la prima volta che interpreto un personaggio che ha le idee così chiare sul concetto di giustizia. Nel mio percorso ho rivestito spesso il ruolo di persone sbagliate, non completamente dritte, invece Sara è inquadrata. Certo, i personaggi passano attraverso di noi ed essendo io un po’ storta nella vita ad una donna così apparentemente forte e sicura ho trasmesso un po’ delle mie fragilità”.

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Barbara Ronchi con Stefano Accorsi in “Vostro Onore” – credit foto Francesca Cassaro

Come si è trovata sul set con Stefano Accorsi e il resto del cast?

“Mi sono trovata benissimo, con Stefano è stato tutto molto semplice e divertente, è una persona generosa ed è un bravissimo attore, attento, meticoloso. Sono stata anche felice di incontrare Francesco Colella, che stimavo tantissimo e con cui non avevo mai lavorato, Camilla Semino Favro e Simon Rizzoni, con i quali ho adorato recitare”.

Quale pensa sia il punto di forza di questa serie che unisce crime, giallo, investigazione, relazioni personali?

“Forse il punto di forza della serie è che non è propriamente un crime, perché dall’inizio il pubblico sa che il colpevole è il figlio del giudice mentre la polizia sta ancora indagando. E poi ci sono le relazioni umane che si vanno a intersecare tra i vari personaggi. Anche quelli che non si conoscono si scopriranno legati a questa vicenda e saranno abbattuti con effetto domino”.

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Barbara Ronchi in “Mondocane”

Facendo un parallelismo tra Sara Vichi di “Vostro Onore” e Katia, la poliziotta della guardia federale di Taranto del film “Mondocane”, pensa che ci sia un punto di contatto tra queste due donne così diverse che lei ha interpretato?

“Sono entrambe nella polizia e hanno una durezza che ha a che fare con questo lavoro che ti porta a incasellare le persone in buone e cattive, senza mezzi termini, senza zone di grigio. Un punto in comune è un pensiero sulla maternità. Katia non era madre ma trovava in Sabrina, una bambina orfana, un senso di protezione molto simile a quello che Sara ha nei confronti di sua figlia. Mi sembra che entrambe possano avere quello sguardo materno sul mondo, nonostante la loro scorza dura data da quello che vedono e affrontano ogni giorno”.

Ha recitato nel film “Io sono Babbo Natale” con il Maestro Gigi Proietti. Che ricordo conserva di lui?

“Ho un ricordo molto dolce e tenero. Gigi era davvero un gran signore, tra una scena e l’altra ci raccontava barzellette, aneddoti, faceva volare le giornate sul set e poi non riuscivo a rimanere seria quando giravo con lui perché per me è sempre stato un mito, una delle persone che mi faceva divertire di più in assoluto. Ed era un attore eccezionale”.

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Marco Cocci e Barbara Ronchi in “Sulle Nuvole” – Photo Credit Image courtesy of Warner – Photo by Riccardo Ghilardi

Ad aprile uscirà al cinema “Sulle nuvole”, opera prima di Tommaso Paradiso, com’è stato lavorare con lui?

“Non posso ancora svelare nulla, se non che è stato bello lavorare con Tommaso Paradiso. “Sulle nuvole” è un film che sorprenderà perché nonostante sia l’opera prima di un cantante ha una sua visione”.

In quali altri progetti sarà prossimamente impegnata?

“A maggio uscirà “Settembre”, opera prima di Giulia Steigerwalt e poi sarò protagonista insieme ad Edoardo Leo del film di Alessandro Aronadio “Era ora””.

Intanto è a teatro con lo spettacolo “Giusto la fine del mondo” con Anna Bonaiuto. Cosa può raccontarci a riguardo?

“E’ un testo di Jean-Luc Lagarce, con la regia di Francesco Frangipane e racconta il ritorno a casa di quest’uomo che è malato terminale e vorrebbe dire alla sua famiglia, in questa lunga serata, che sta per morire ma non ci riuscirà perché le relazioni famigliari non lo permetteranno”.

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Barbara Ronchi e Vanessa Scalera in “Imma Tataranni – Sostituto Procuratore”

E poi prossimamente andranno in onda su Rai 1 le attesissime ultime quattro puntate della seconda stagione di “Imma Tataranni – Sostituto Procuratore”, in cui interpreta Diana…

“Aspettiamo tutti la messa in onda delle ultime quattro puntate della serie, che non ho visto ma mi dicono essere molto belle. E’ un set che amo particolarmente, abbiamo girato due anni di seguito e siamo diventati una famiglia. Io e Vanessa Scalera siamo molto amiche ed è una gioia recitare con lei”.

Come riesce a conciliare il mestiere di mamma e quello di attrice?

“E’ molto complicato perché quando, per lavoro, sono lontana da casa provo un senso di colpa per non essere con mio figlio e quando viene con me sento che la mia testa non è concentrata completamente. La gestione mentale è più difficile rispetto a quella fisica, però è una maternità che ho molto cercato ed è la cosa più bella che mi sia capitata nella vita”.

Quando ci siamo sentite per la precedente intervista era il 2020 ed eravamo usciti da poco dal primo lockdown. Come vede ora il futuro del teatro e del cinema?

“Ho una bellissima sensazione perché le sale sono piene, spesso bisogna aggiungere delle date, quindi penso che il teatro sia ripartito bene e che gli spettatori abbiano voglia di tornare a vedere spettacoli dal vivo. Il cinema forse in questo momento fatica di più perché dopo due anni in cui la gente si è abituata a guardare i film a casa, in tv e sulle piattaforme, è più difficile farla uscire per andare al cinema. Mi auguro però che il rito collettivo di trovarsi al buio, in una sala cinematografica, a condividere la visione di una pellicola riparta il prima possibile”.

Qual è l’aspetto del mestiere di attrice che più la affascina?

“Mi affascina molto entrare nelle vite degli altri e scoprire che c’è un po’ di me nei personaggi che interpreto. Anche quelle donne che credevo più lontane hanno qualcosa che posso comprendere e quando non lo comprendo mi danno una differente visione sul mondo”.

C’è un ruolo o una storia che vorrebbe interpretare?

“Ci sono due film che mi hanno molto colpita quando li ho visti, “Frances Ha” di Noah Baumbach e “La persona peggiore del mondo” di Joachim Trier. Mi piacerebbe interpretare una pellicola italiana di quel genere”.

di Francesca Monti

credit foto copertina Francesca Cassaro

Grazie a Sara Castelli Gattinara – Other Srl

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