Recensione dello spettacolo “Zoo”, visto al Piccolo Teatro Grassi di Milano

Fino al 5 maggio al Piccolo Teatro Grassi di Milano è in scena “Zoo” con la regia di Sergio Blanco, maestro dell’autofinzione, che ha osservato realmente un gorilla per mesi allo zoo di Parigi e del quale nel corso della storia, ambientata a Milano, in un alternarsi di rappresentazione e vita reale, viene raccontata anche l’attrazione per la luna e i satelliti.

Uno spettacolo intenso, ricco di emozioni, magico, commovente, che descrive l’incontro tra uno scrittore, interpretato da Lino Guanciale, affascinato e al tempo stesso turbato dalla figura di Edda Ciano, figlia di Mussolini, una veterinaria a cui dà il volto Sara Putignano, e il gorilla impersonato da Lorenzo Grilli che vive nel laboratorio della dottoressa.

Nei quattro atti (conoscenza, avvicinamento, incontro, abbandono), più l’introduzione e l’epilogo, si intersecano in maniera armoniosa e magistrale arte e musica, scienza e letteratura, natura umana e animale, riflessione ed emozione.

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credit foto Masiar Pasquali

Il drammaturgo, che è poi l’alter ego di Sergio Blanco, incontra il gorilla Tandzo con l’intenzione di scrivere un testo sulle scimmie, anche se inizialmente il suo obiettivo era realizzare un’opera per far conoscere i lati più nascosti di Edda Ciano (interpretata da Sara Putignano). Infatti ad un certo punto sullo sfondo della scena si stagliano le immagini degli anni trenta-quaranta e compare il volto di Mussolini, con lo scrittore e la dottoressa che prendono le distanze dal fascismo e lo condannano fermamente. 

La narrazione riparte con l’avvicinamento del drammaturgo a Tandzo, che rimane ammaliato dalla musica, in particolare da Schubert, da capolavori letterari come Il rosso e il nero di Stendhal e Il milione di Marco Polo, passando per il cinema e il film King Kong, in un’interazione di anime, suoni e parole. Piano piano sotto lo sguardo scientifico della veterinaria, la relazione fra i due si intensifica trasformandosi in un innamoramento, in un’attrazione passionale in cui vengono messe in discussione le certezze, in cui i loro cuori battono all’unisono e le frequenze aumentano nell’attesa del prossimo incontro.

Tra i temi centrali intorno a cui ruota lo spettacolo ci sono indubbiamente la bellezza che si può trovare anche nel dolore, come quello profondo vissuto dalla dottoressa che ha perso suo figlio Mosè, lo sguardo con cui osserviamo il mondo e veniamo osservati dagli altri, come si riscontra anche attraverso l’utilizzo delle telecamere, e la possibilità che la vita che viviamo sia il sogno di qualcun altro o che noi stessi siamo nei sogni di chi non conosciamo.

Importantissime per la perfetta messa in scena della storia sono le splendide animazioni, le luci di Max Mugnai e i suoni di Gianluca Misiti.

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credit foto Masiar Pasquali

“Zoo”, prodotto dal Piccolo Teatro di Milano, ammalia dall’inizio alla fine grazie ad una narrazione avvincente, ad una regia originale che offre uno sguardo visionario sulla realtà, e a tre protagonisti eccellenti quali Lorenzo Grilli, strepitoso nel dare vita al gorilla senza risultare mai eccessivo, Sara Putignano, un’attrice dalla grande sensibilità e profondità interpretativa, Lino Guanciale che ha la capacità magnetica di attrarre l’attenzione dello spettatore su ogni suo gesto, parola, o nota, come quando suona la chitarra elettrica e canta diversi brani, da “Wonderful Life” di Black a “Instinct Animal” dei The Cranberries a “Take on me” degli A-ha, insieme alla Putignano.

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Uno spettacolo intriso di poesia e verità, assolutamente da vedere, che fa riflettere sulla potenza e sulla purezza di un sentimento importante quale l’amore, in grado di superare limiti, distanze e ostacoli. Al termine delle quasi due ore di messa in scena il pubblico ha tributato un lungo e sentito applauso ai protagonisti.

di Francesca Monti

credit foto Masiar Pasquali

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