Video intervista con Paola Quattrini, Paola Barale, Gianluca Ramazzotti e Luigi Russo, al Teatro Manzoni di Milano dal 29 marzo al 10 aprile con “Se devi dire una bugia dilla grossa”

Al Teatro Manzoni di Milano dal 29 marzo al 10 aprile va in scena “Se devi dire una bugia dilla grossa”, due atti di Ray Cooney, con la versione italiana di Iaia Fiastri, in ricordo di Garinei e Giovannini, interpretato da Antonio Catania, Gianluca Ramazzotti, Paola Quattrini, Paola Barale, con Nini Salerno, Cristina Fondi, Marco Cavallaro, Sebastiano Colla, Sara Adami, Ilaria Canalini.

La regia originale è di Pietro Garinei, la nuova messa in scena di Luigi Russo, le scene originali di Terry Parsons riprese da Marco Pupin, con i costumi di Silvia Morucci, disegno Luci di Giuseppe Filipponio e la produzione di Ginevra Media Production.

“Riprendere uno spettacolo come Se devi dire una bugia dilla grossa, cavallo di battaglia della Ditta Dorelli, Quattrini, Guida, dopo trenta anni dalla prima rappresentazione del 1986, è come avere in mano una cambiale sicurissima, sia per il pubblico che per i teatri che lo ospitano. La solida struttura comica che caratterizza la commedia è per il nostro mercato un grande ritorno”, ha detto il regista Russo.

Paola Quattrini interpreta per la terza volta Natalia, “questa commedia mi fa ringiovanire e mi riporta indietro nel tempo”, mentre Paola Barale riveste il ruolo di Susanna: “Ho cercato di attualizzare il personaggio e di rendere questa donna più vicina a me, più eccentrica e luminosa”.

Gianluca Ramazzotti dà il volto a Mario e cura anche la direzione artistica: “Se devi dire una bugia dilla grossa è stata la prima commedia leggera che ho visto a 16 anni, poi nel 2001 l’ho portata in scena con Gianfranco Jannuzzo, Fabio Testi e Paola Quattrini, nel ruolo del cameriere cinese. Ora interpreto Mario, il portaborse dell’onorevole. È un impianto d’altri tempi e ho pensato di rifarlo solo se Paola Quattrini avesse accettato di prendervi parte per la terza volta. Luigi Russo ha dato una rinfrescata allo spettacolo ma in maniera molto rispettosa dell’originale”.

Cosa rappresenta per voi portare in scena questa commedia che è un cult del teatro?

Paola Barale: “Io sono molto felice, non vedevo l’ora. Milano è la città che mi ha adottata, dove vivo e salire per la prima volta sul palco del Teatro Manzoni mi dà una grandissima emozione. Spero che andrà tutto bene come è andato finora. Sono due ore divertenti, dove la gente si rilassa, ride, non pensa e si dimentica per un istante di tutto quello che accade intorno. Sono circondata da attori talentuosi che fanno sembrare tutto molto semplice anche se non lo è”.

Paola Quattrini: “Faccio da ponte artistico con le altre due edizioni, essendo la terza volta che interpreto Natalia. Devo dire che è molto gratificante sentire tante risate da parte del pubblico, che si diverte e partecipa a questa festa. Dietro alla leggerezza c’è un grande lavoro, infatti è uno spettacolo molto faticoso fisicamente da portare in scena”.

Come avete lavorato, partendo dal testo originale di Garinei, alla costruzione di questa nuova versione dello spettacolo?

Luigi Russo: “Essendo un testo degli anni Ottanta andava aggiornato con l’inserimento anche dell’attualità, della tecnologia che allora non c’era, da internet ai telefonini, solo che per giustificare il fatto che la moglie, il marito, l’amante, non si avvisassero con i messaggini abbiamo aggiunto l’assenza di campo che stranamente c’era in quell’albergo quel giorno per mantenere gli equivoci e le bugie necessari per portare avanti la storia”.

Gianluca Ramazzotti: “E’ una commedia aggiornata anche politicamente, perchè parte da uno spunto della satira politica nella prima parte del primo quadro, con Antonio Catania che interpreta un onorevole della Lega, marito di Natalia. Nel 1986 c’era Spadolini, qui c’è Di Maio, ci sono dei riferimenti politici che abbiamo lasciato perchè la commedia li richiedeva”.

di Francesca Monti

credit foto FM

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