“Il matto” è il singolo che sancisce il ritorno di Eman, in uscita venerdì 29 aprile in radio e sulle piattaforme digitali

“Il matto” è il singolo che sancisce il ritorno di Eman, in uscita venerdì 29 aprile in radio e sulle piattaforme digitali.

L’artista si mette nei panni di un uomo ai margini di una società in balia del consumismo e che non riesce a dare più il giusto valore alle piccole cose. Il protagonista continua a guardare con disincanto il mondo che lo circonda, con gli occhi colmi di stupore di un bambino, che viene deriso dagli altri per il suo stile di vita e il suo modo di fare e che preferisce dedicare il suo tempo a godersi quanto di bello il quotidiano possa offrirli piuttosto che diventare schiavo di scadenze, file e impegni.

Il cantautore ribalta la prospettiva e ci fa capire quanto siamo noi i veri matti al giorno d’oggi, ossessionati dal desiderio di apparire, abbindolati dai social, incapaci di instaurare rapporti sinceri e vittime dell’omologazione. Il protagonista è il capro espiatorio della frustrazione altrui, diverso e quindi giudicato con sospetto e paura. A degnarlo di considerazione è un cane che si avvicina a lui e gli lecca la mano, compagno di viaggio di un’ipotetica giornata da mendicante di attenzioni ma felice di essere malato di normalità, di essere capace di fissare il cielo e non lo schermo di un cellulare mentre passeggia per strada e di non assoggettarsi alla massa.

Il messaggio finale è potente e spiazzante: se vai troppo forte poi vivi a metà. Il consiglio è quello di riuscire a ritagliarsi del tempo per se stessi, per le proprie passioni e per ricucire ferite interiori che non si cicatrizzano con gli insulti gratuiti sotto a un post o con la derisione pubblica. La produzione, curata dal fido SKG, si caratterizza per un incedere scanzonato che segue musicalmente la mentalità del matto, con la presenza degli archi che si alterna a passaggi elettronici e più cadenzati.

«Dietro la storia del protagonista del brano si cela una critica al mondo dei finti bisogni; a quest’epoca della felicità per forza; da mostrare in time line, il Matto si contrappone con autoironia, prendendosi del tempo per l’alba, per innamorarsi, per carezzare un cane, randagio e libero come lui. Il pensiero del Matto è lucido e tagliente “ormai sono le cose a possedere le persone”; e la sua semplicità e schiettezza lo pongono distante dalla gente che gli passa accanto: quella stessa gente che lui vede rincorrere la vita, schiacciata tra l’avere troppo e il non avere mai abbastanza?» ci racconta l’artista.

Pre-save e Multilink: http://ada.lnk.to/IlMatto

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