Dal 3 al 15 maggio al Teatro Manzoni di Milano va in scena lo spettacolo “Montagne Russe” con Corrado Tedeschi e Martina Colombari e la regia di Marco Rampoldi. Le dichiarazioni dei protagonisti

Dal 3 al 15 maggio al Teatro Manzoni di Milano va in scena lo spettacolo “Montagne Russe” di Eric Assous, vincitore di due Prix Molière, con la regia di Marco Rampoldi, che vede protagonisti Corrado Tedeschi e Martina Colombari.

Lui è maturo, affascinante ed elegante, moglie e figlio fuori città, incontra casualmente lei, più giovane, di bell’aspetto e consapevole di piacere, e la invita a casa. Si preannuncia una serata molto piacevole e spensierata, ma lei non è facile come si sarebbe aspettato. Ed ogni volta che lui sta per riuscire ad ottenere quello che vorrebbe, la donna lo spiazza cambiando identità e carattere, in un continuo vorticoso salire e scendere, in cui i due protagonisti si trascinano a vicenda, come sui binari delle montagne russe. Corrado Tedeschi interpreta con la sua consueta empatia e classe, uno dei testi più riusciti di Eric Assous, tenendo a battesimo il debutto sul palcoscenico di Martina Colombari, perfetta per il ruolo, e che forma con lui una coppia inaspettata e di grande fascino. Lo spettacolo era stato portato in scena nel 2004 da Alain Delon e Astrid Veillon.

Marco Rampoldi dirige, mettendone in evidenza le molteplici sfumature, una commedia esilarante, sorprendente e con momenti di intensa commozione: “Pensavamo a questo spettacolo da tanti anni, conosco a fondo Corrado Tedeschi e secondo me questo è uno dei personaggi che interpreta meglio, un uomo che grazie al percorso fatto nella commedia trova uno spessore. E’ un testo molto amato in Francia, essendo stato portato in scena da Alain Delon. Si capiva che la chimica tra Corrado e Martina era giusta, lei si è messa in gioco ed era la persona adatta per quel ruolo. E’ uno spettacolo in cui si ride, onesto, sincero, ma ci sono anche elementi di grande curiosità e riflessione”, ha esordito in conferenza stampa il regista.

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credit foto FM

Martina Colombari interpreta Juliette: “Ringrazio Corrado per avermi dato questa possibilità. Quando mi ha chiamato per raccontarmi questa follia gli ho chiesto perché avesse scelto me, essendo uno spettacolo complicato, con Juliette che incarna cinque donne allo stesso tempo, ma le sfide mi intrigano, mi piace mettermi in gioco. Ho letto la sceneggiatura e sono rimasta colpita da questa storia. Ad un certo punto al mio personaggio crolla il mondo addosso e quando incontra quest’uomo al bar, un pomeriggio, decide di passare una serata con lui fino ad arrivare ad un colpo di scena finale in cui si scopre chi è davvero. Può sembrare una donna in po’ pazza perché cambia continuamente persona e identità pur rimanendo vestita uguale e svolgendosi le scene nello stesso salotto. E’ stato bello scoprire i suoi colori”.

Riguardo al suo debutto teatrale l’attrice ha spiegato: “Ho esordito a teatro a 47 anni e quando salgo sul palco sono la persona più felice del mondo, è l’unico spazio in cui non mi sento giudicata e riesco a tirare fuori la vera sostanza di Martina. Il pubblico è partecipe e si sta creando una bella connessione con noi. Corrado mi ha preso per mano in questa avventura, mi sono sentita protetta, abbiamo fatto tante risate, mangiate e bevute ed è bellissimo recitare insieme. Io penso che la bellezza, per la quale devo ringraziare i miei genitori, sia un talento, così come per un calciatore quale Cristiano Ronaldo la capacità di fare giocate straordinarie. Inizialmente veniva data più importanza alla bellezza rispetto alla Martina persona, ma Corrado non si è fatto intenerire da questo perché se fossi stata solo avvenente non avrei fatto nemmeno un gradino di questo teatro. Una volta che sali su queste montagne russe ti dimentichi della fisicità. Ho capito che potevo usare quella bellezza per creare il mio percorso, ho lavorato in tv, ho recitato, ho scritto un libro, ho fatto una mostra di foto, ho stretto bene le cinture e ho cavalcato le montagne russe. Recitare non è un gioco perché serve cura, professionalità e non è stato facile trovare la giusta cifra per interpretarla. Sono molto emozionata perché il Manzoni è un teatro importante e sento tanta responsabilità. Mi sento un artigiano o un panettiere su quel palco e vedere che quello che stai facendo e che doni al pubblico piace è meraviglioso”.

Corrado Tedeschi veste i panni di Pierre: “Ho migliaia di difetti nella vita ma non la goffaggine. Pierre invece è goffo e fa molto ridere. Non so se nello spettacolo con Alain Delon, che per me è un mito, si ridesse così tanto. Il mio personaggio è l’apoteosi della goffaggine dell’uomo medio che si ritrova in casa la bellezza. Il divertimento è assicurato ma ci sono tante cose di cui parlare. Lavorando con grandi attori della commedia come Gigi Proietti e Gianrico Tedeschi ho cercato di apprendere e rubare qualche segreto. È stata un’intuizione quella di scegliere Martina, ho corso il rischio ed è andata bene”.

di Francesca Monti

credit foto ufficio stampa

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