Video intervista con Willie Peyote: “Nel disco Pornostalgia sono tornato a parlare del mio sentire, trattando anche discorsi più personali”

“Pornostalgia” (Virgin Records/Universal Music Italia) è il nuovo album di Willie Peyote, in uscita venerdì 6 maggio, che arriva a tre anni di distanza dal precedente “Iodegradabile” e un anno dopo la fortunata partecipazione al Festival di Sanremo con “Mai dire mai (La locura), certificato platino e premio della Critica Mia Martini.

Il disco contiene 13 tracce inedite tra cui spiccano le collaborazioni con Samuel, Jake La Furia e Speranza, Emanuela Fanelli, Michela Giraud, Aimone Romizi dei Fast Animals And Slow Kids e il producer bolognese Godblesscomputers.

Peyote e gli All Done sono pronti per presentare dal vivo i nuovi pezzi durante il tour (organizzato da Magellano Concerti) che prenderà il via il prossimo 18 giugno.

Qui la nostra video intervista con Willie Peyote:

Willie, ci racconti come hai lavorato a Pornostalgia e come si sono sviluppate le collaborazioni, molto variegate tra loro?

“Ci sono tante collaborazioni rispetto ai dischi precedenti perchè sono tornato a parlare maggiormente del mio sentire, trattando anche discorsi più personali. Ho interpellato molti artisti che stimo e con cui in questi anni mi sono confrontato sugli stessi temi, in particolare Samuel, Aimone ed Emanuela e la loro presenza, oltre a migliorare la resa artistica del progetto, mi ha aiutato a sentirmi protetto. L’album è stato lavorato in maniera diversa dal solito perchè è stato spalmato su più tempo, da “La colpa al vento”, un pezzo nato nel 2018 a livello embrionale, a brani suonati in sala prove con la band nel luglio 2020 ad altri fatti un mese prima che il lavoro fosse completato, quindi riesce a coprire il periodo da “Iodegradabile” ad oggi e a dare un racconto molto efficace di questi due anni e mezzo”.

In “La colpa al vento” racconti la sensazione che si prova quando ci si rende conto di aver perso un’occasione. Qual è stata quella che hai perso e di cui ti sei pentito?

“Ce ne sono moltissime, ora non sarei in grado di dirtene una nella fattispecie. Sto lavorando da molto tempo sulla capacità di riconoscere le occasioni per mettermi in condizione di crearle nella vita perchè tanto dipende dall’approccio che si ha, e su me stesso per essere il più aperto possibile quando si presentano”.

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credit foto Chiara Mirelli

Nei brani “Ufo” e “I soldi non esistono” ritorna il concetto dei numeri, dell’apparenza, dei soldi che definiscono le persone e mi sembra interessante questa tematica in una società dove, non solo sui social, si dà importanza all’estetica, ai like e anche la musica sembra essere condiderata un prodotto…

“Mi spaventa il fatto che gli artisti siano vissuti e raccontati come un brand più che il mero discorso dei numeri che tutto sommato ci sta. Inoltre i soldi sembrano essere l’obiettivo di una vita intera sia che tu faccia il musicista sia il calciatore o l’impiegato. E’ un meccanismo figlio del mondo così schiacciato dalla finanza e dal sistema di guadagnare un euro in più del giorno prima come stile di vita. Così facendo non ci rendiamo conto che in realtà i soldi veri non esistono. Quando si parla delle persone più ricche del mondo non girano con il denaro in tasca. I soldi sono numeri su display, la gente sposta ingenti capitali senza mai toccarli davero. Quindi era un ragionamento su quanto diamo importanza a qualcosa che in realtà non esiste davvero”.

Ne “Il furto della passione” citi due grandi allenatori di calcio, Ranieri e Malesani, ma anche il ballo di Uma Thurmen e John Travolta in “Pulp Fiction”. Cosa puoi raccontarci riguardo questo brano?

“Sono dei riferimenti volutamente nostalgici degli anni Novanta. Malesani e Ranieri sono due grandi personaggi. Cito due momenti che sono entrati nell’immaginario collettivo, nel caso di Ranieri la vittoria della Premier League con il Leicester, in quello di Malesani la famosa conferenza stampa del “ma che mollo?” che in modi diversi sono diventati iconici nel calcio italiano. Il ballo di Uma Thurman e John Travolta è una delle scene più celebri della storia del cinema e come immagine è la metafora della cosa più bella che si può fare in coppia, ballare senza scarpe con la libertà che loro hanno in quel momento lì”.

In “Fare schifo” affronti il tema del lavoro e canti “nella società delle performance ci vogliono perfetti, ti chiedono due lauree, master ed esperienza per poi fare lo stagista senza mutua a intermittenza”…

“In quest’epoca in cui facilmente si parla di eccellenza e sui grandi giornali italiani spesso gli imprenditori si lamentano che non trovano personale, che i giovani non vogliono lavorare, viviamo in un Paese in cui gli stipendi sono tra quelli che sono cresciuti meno negli ultimi trenta anni, abbiamo un grosso problema di morti sul lavoro, essendo tra le principali economie del mondo, e nessuno affronta il tema del salario minimo che viene derubricato come discorso politico mentre sarebbe un tema sociale. Questo porta i ragazzi più giovani di me a cercare o un lavoro all’estero o a non provarci nemmeno. Ho paura che questa deriva porti sempre più disincanto nei ragazzi e se togliamo loro la voglia di approcciarsi al futuro con slancio positivo la togliamo anche a noi stessi”.

Willie Peyote_ Ortica ALTA-3232foto di Chiara Mirelli

credit foto Chiara Mirelli

In “All you can hit” dici: “Bello Sanremo ma non ci vivrei (mai dire mai) se vuoi rivedermi c’è sempre RaiPlay”. Nel 2021 hai preso parte al Festival di Sanremo, è un’esperienza che rifaresti?

“E’ stata un’esperienza bellissima per quanto fatta nell’anno più assurdo di tutti, è stata formativa, mi ha fatto crescere ma per tutte le incognite che si porta appresso partecipare al Festival di Sanremo basta una volta, soprattutto se come è successo a me hai un riscontro positivo. Quindi non penso sia opportuno riprovarci perchè non sai mai come possa essere preso il pezzo. Al momento non sento la necessità di rifarlo”.

Presenterai il disco con un talk tour e poi ci saranno i live. Cosa puoi anticiparci?

“ll talk tour è un’idea per riavvicinarci alle persone dopo due anni particolari, per poterci confrontare perchè i concerti sono un momento di condivisione in cui io canto e gli altri ascoltano, mentre in questo caso si partirà dal disco e dall’ospite che sarà con me ma poi si discuterà di quello che si vuole, della musica, della società, bevendo insieme un aperitivo”.

Il 4 maggio, anniversario della tragedia di Superga, hai scritto un post su Twitter dicendo che “rappresenta il concetto di pornostalgia meglio di qualunque altro giorno dell’anno, straziante e magnifico nella sua immortalità. Perché sono solo in trasferta”, riferendoti al Grande Torino…

“Per me tifoso del Toro ma anche per tutti gli appassionati di calcio credo che sia un giorno particolare, una storia straziante e magnifica allo stesso tempo e nel concetto di Pornostalgia si colloca perfettamente perchè la tifoseria granata vive anche di questo, riguardo il Grande Torino, Gigi Meroni, Giorgio Ferrini, e altri momenti della storia che rappresentano bene quanto certe volte ci nascondiamo nella nostalgia perchè ha un valore rassicurante e ci aiuta ad andare avanti e quanto invece dobbiamo trovare il modo attraverso di essa per non rimanere segregati nel ricordo. Il 4 maggio deve essere un continuo monito ad andare avanti e non a guardarci solo alle spalle”.

Willie Peyote_cover album PORNOSTALGIA

Acquistando il nuovo album su https://www.pornostalgia.it/it/ sarà possibile partecipare al “PEYOTeMES”, uno speciale talk tour durante il quale Willie presenterà il suo nuovo lavoro di studio, conversando con alcuni ospiti e amici, all’interno di alcuni storici club italiani.

Questo il calendario degli appuntamenti:

venerdì 6 maggio      MILANO        Santeria (inizio ore 20:00) con Andrea Colamedici (Tlon) e Marco Cappato

sabato 7 maggio        LECCE              Officine Cantelmo (inizio ore 20:00)

domenica 8 maggio   BARI                L’officina degli esordi (inizio ore 20:00)

lunedì 9 maggio         TORINO           Hiroshima Mon Amour (inizio ore 20:00) con Guido Catalano

martedì 10 maggio    PADOVA         Giardini Dell’Arena (inizio ore 20:00)

mercoledì 11 maggio ROMA             Monk (inizio ore 20:00) con Alberto Guidetti e Bebo di Lo Stato Sociale

venerdì 13 maggio    PALERMO       Candelai (inizio ore 20:00) con Federica Cacciola

lunedì 16 maggio       FIRENZE          Viper (inizio ore 20:00)

mercoledì 18 maggio NAPOLI           Foqus (inizio ore 20:00) con Aimone Romizi dei Fast Animals and Slow Kids

giovedì 19 maggio     BOLOGNA       Estragon (inizio ore 20:00) con Goodblesscomputer e Moder Gloryhole

di Francesca Monti

credit foto copertina Chiara Mirelli

Grazie a Jessica Gaibotti

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