Il compositore e artista visivo Brian Eno presenta il progetto inedito “Brian Eno x Trentino”: “Credo che gli artisti abbiano il compito di creare altri mondi altri per le persone e portare l’esperienza dell’arte”

Il compositore e artista visivo inglese Brian Eno approda in Trentino, negli spazi storici del Castello del Buonconsiglio e di Castel Beseno a Trento, con due installazioni multimediali che inaugureranno il 19 agosto: Audio Installation for Buonconsiglio e 77 Million Painting for Beseno.

Il progetto inedito “Brian Eno x Trentino”, fortemente voluto dalla Provincia autonoma di Trento e organizzato dal Centro Servizi Culturali Santa Chiara, con la collaborazione del Castello del Buonconsiglio e di Trentino Marketing e la produzione di Alessandro Albertini e Giuseppe Putignani, animerà la città di Trento fino a novembre.

Vera e propria icona della cultura contemporanea internazionale, BrianEno è uno dei più significativi artisti della nostra epoca. Muovendo da un’idea di arte come forma espressiva capace di dialogare con l’ambiente e lo spettatore, impiega media diversi per fondere musica e arti figurative, creando veri e propri “paesaggi sonori” in cui far immergere lo spettatore. Utilizzando display, immagini in continuo movimento e diffusori acustici, crea un gioco combinatorio a infinite varianti di forme, luci e suoni, dove non tutto è sempre come appare e ogni cosa cambia impercettibilmente, come nella vita, in modo casuale e inesorabile.

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Brian Eno ha raccontato com’è nato il progetto: “Io sono inglese e di conseguenza i castelli li ho nel cuore. Credo che gli artisti abbiano un compito: creare mondi altri per le persone e portare l’esperienza dell’arte che esperiscono nella loro vita. E’ come se le opere d’arte fossero dei simulatori che ti permettono di esporti al pericolo lasciandoti andare. Siamo aperti a quello che verrà, questo significa abbandonarsi, aprirsi a ciò che non conosci. L’installazione visiva e sonora implica che si senta e veda un’evoluzione naturale che non è programmata, c’è un elemento di casualità e come artista non so come si evolverà. Io stesso mi arrendo da questo punto di vista. Lascio che ci sia questo sistema che si sviluppa, che evolve e non voglio sapere prima quello che accadrà. Questo è correlato alla teoria del caos, alla cibernetica, alla teoria della rete. Da giovane ho subito l’influenza di altri artisti ma anche di uno scienziato importante che ha scritto in un libro interessante del quale mi ha colpito una frase: “quando cerchi di sviluppare un sistema non specificare tutti i dettagli ma soltanto alcuni e lascia che la dinamica del sistema stesso ti porti nella direzione che tu auspichi”. L’artista non è un architetto ma è un giardiniere che pianta dei semi che crescono. Ho il controllo del momento in cui semino ma non di quello della loro crscita. Credo che l’approccio sotteso sia quello di dire alle persone “presta attenzione prendendoti del tempo con lentezza”. In quest’epoca in cui siamo sempre attaccati ai cellulari penso sia un messaggio radicale perchè chiedi ad una persona di rimanere in quel luogo per mezz’ora o per un’ora. A volte quando la gente viene esposta alla musica o a un’esperienza artistica mi dice che ha pensato a cose che non ricordava. Vorrei che si riuscisse a ricordare che tutti abbiamo un bagaglio di esperienze da cui attingere. La risorsa più ricca in assoluto di esperienze sei tu, quindi fermati e guardati dentro”.

BUONCONSIGLIO_13_A_Ceolan2011-© Castello Buonconsiglio

Castello del Buonconsiglio

05 CASTEL BESENO

Castello Beseno

Su questa scia e raccogliendo le suggestioni degli spazi del duecentesco Castello del Buonconsiglio di Trento, con i suoi splendidi Giardini di Magno Palazzo e Cortile dei Leoni, Brian Eno realizzerà l’Audio Installation for Buonconsiglio (dal 19 agosto fino al 6 novembre), un’installazione audio site-specific che si compone di opere concepite e realizzate sulla base degli spazi che le ospiteranno per creare un flusso dinamico di suoni. Installate in punti nodali del castello e in essi integrate, queste opere di musica generativa dialogheranno con gli ambienti circostanti e accompagneranno i visitatori attraverso un percorso che, sovrapposto a quello espositivo museale, offrirà un’esperienza d’ascolto sinestetica, unica e irripetibile.

Se il Castello del Buonconsiglio sarà sede di installazioni sonore, Castel Beseno sarà teatro di una spettacolare installazione audiovisiva su larga scala: 77 Million Paintings for Beseno. Brian Eno ha infatti scelto le maestose mura di Castel Beseno come “tela” su cui animare le infinite combinazioni visive della sua opera più celebre. Concepito come “musica visuale”, 77 Million Paintings nasce dalla costante ricerca di Brian Eno sulla luce come mezzo artistico e dal suo desiderio di esplorare le nuove possibilità estetiche offerte dalla tecnologia: sovrapponendo in ordine casuale i layer di 400 dipinti realizzati dallo stesso Eno, un software genera 77 milioni di combinazioni senza mai ripetersi. Sincronizzato con l’opera visiva in movimento, prende vita un tappeto sonoro unico e irripetibile, tale che nessun suono sarà udibile una seconda volta. 77 Million Paintings for Beseno è un’opera spettacolare che, attraverso la proiezione di una combinazione di quadri in continua evoluzione, creerà una “pittura di luce” sulle Mura Est di Castel Beseno (una superficie di circa 1.500 m2 – 100 m x 15 m). Ogni venerdì e sabato, dal 19 agosto al 10 settembre 2022, saranno organizzati otto eventi serali di presentazione al pubblico dell’opera. Sotto il cielo stellato, gli spettatori potranno abbandonarsi e perdersi tra milioni di combinazioni di quadri e musiche.

Brian Eno - photo 01 © Cecily Eno

credit foto © Cecily Eno

Nell’aprile 2021 l’artista ha lanciato Earth Percent, col fine di raccogliere fondi dall’industria musicale per alcuni degli enti di beneficenza di maggior impatto che lavorano sull’emergenza climatica: “L’idea è nata da un gruppo di persone attive nel mondo della musica che hanno pensato di chiedere a chi lavora in quel settore, artisti, agenti, avvocati, di dare una piccola percentuale di quello che guadagnano ad Earth Percent che si occupa di individuare le associazioni migliori che meritano di beneficiare dei fondi. Quindi ha una doppia funziona: attirare i fondi e fungere da filtro per chi li riceverà. Una delle cose che abbiamo scoperto facendo le ricerche è che ci sono tante persone che desiderano dare fondi alle cause ambientaliste ma non sanno a chi donarli. Abbiamo verificato che ci sono molte organizzaizoni ambientaliste che portano avanti un ottimo lavoro, alcune sono piccole e poco consociute. Noi cerchiamo anche di avvalerci dell’energia, della creatività che c’è nella musica e che può essere messa al servizio nella lotta per contrastare i cambiamenti climatici. Siamo riusciti a coinvolgere anche artisti della nuova generazione”.

Compositore, produttore, artista visivo e attivista, Brian Eno è diventato famoso a livello internazionale all’inizio degli anni Settanta come membro fondatore della band britannica RoxyMusic. Il suo lavoro come produttore comprende album con Talking Heads, Devo,U2, Laurie Anderson, Nico, Marianne Faithfull, James e Coldplay, mentre la sua lunga lista di collaborazioni include registrazioni con David Bowie, Jon Hassell, Harold Budd, John Cale, David Byrne, Grace Jones, Karl Hyde, James Blakee, più recentemente, con suo fratello Roger, in Mixing Colors (Deutsche Grammophon, 2020). Nell’agosto 2021 i due fratelli si sono esibiti assieme per la prima volta, davanti a un pubblico estasiato all’Acropoli di Atene.

Gli esperimenti visivi di Brian Eno con la luce e il video procedono in parallelo alla sua carriera musicale, con mostre e installazioni in tutto il mondo. Ad oggi ha pubblicato oltre quaranta album di musica ed esposto le sue opere in tutto il mondo, dalla Biennale di Venezia al Ritan Park di Pechino, dal Centre Pompidou di Parigi al Marble Palace di San Pietroburgo, dagli Arcos da Lapa di Rio de Janiero alle vele della Sydney Opera House. È membro fondatore della Long Now Foundation, fiduciario di Client Earth e patron di Videre Est Credere.

77 Million Paintings - Sydney Opera House 277 Million Paintings - Rio de Janeiro - Arcos da Lapa

L’artista ha quindi parlato del suo percorso musicale: “Qualche giorno fa ho visitato un posto dove quindici anni fa ho piantato seimila alberi. Alcuni sono molto grandi e mi sono detto: “se adesso ne piantassi altri riuscirei prima di morire  a vedere un altro bosco”. Sto cominciando a cronometrare la mia vita in relazione a quanti altri boschi posso piantare. Quindi riguardo alla musica penso che siano fondamentali tre cose. La prima è che si possa fare musica pop, essere intellettuali ma senza essere noiosi. La seconda è la lentezza: quando ho iniziato a lavorare nella musica pop l’idea era che ci fosse l’energia per i 18enni, ma non ci sono solo loro, così ho pensato ad una musica spaziosa, con uno sviluppo più lento e un paesaggio più ampio. All’inizio si chiamava musica ambient e ora la troviamo anche in altre forme. Il terzo elemento è la mia intenzione di fare qualcosa che includa all’interno del prodotto artistico quello che mi interessa: la scienza, la bruttezza oltre alla bellezza, il sesso, la complessità oltre alla semplicità. Dopo 50 anni è bellissimo riuscire ancora a sorprendersi del proprio lavoro”.

Brian Eno ha chiosato facendo una riflessione sull’attuale panorama musicale: “Penso che sia un momento estremamente interessante, la musica prolifera in migliaia di forme, ma le cose sono cambiate nel senso che non c’è più un canone. Negli anni Sessanta era difficile fare un album e pubblicarlo, quindi tutti sapevano cosa accadeva nel panorama musicale e che c’erano quelli che andavano bene come i Beatles, Jimi Hendrix. Adesso non c’è più questa aspettativa e il controllo sul mondo della musica ed è un cambiamento positivo perchè ha degli elementi di grande interesse. Pensiamo a Jerusalema, una hit partita dal Sudafrica grazie al DJ e produttore discografico Master KG con Nomcebo, e un ballo associato. Se si va su youtube e si scrive jerusalema dance si trovano milioni di persone che ballano sulle note di questa canzone. Questo mi ha riempito di ottimismo perchè la musica può essere un mezzo di comunicazione globale”.

di Francesca Monti

credit foto copertina © Shamil Tanna

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