EUROVISION SONG CONTEST TORINO 2022 – Diodato ospite della prima semifinale: “C’è una bellissima atmosfera, tutti stiamo condividendo un messaggio di pace”

Diodato, cantautore intenso e ricercato tra i più apprezzati del nuovo pop italiano, sarà ospite questa sera nel corso della prima semifinale dell’Eurovision Song Contest Torino 2022, interpretando “Fai Rumore”, brano vincitore del Festival di Sanremo 2020.

“Sono molto contento di essere qui, sono felice di partecipare ad una manifestazione così importante, una delle più seguite al mondo e di vivere un momento di così forte condivisione. Dopo questi anni complicati e in un momento ancora difficile, le sensazioni che sto provando a Torino sono belle, è una festa con tanti colori e tanta gente entusiasta. Riportare qui Fai rumore significa concludere un percorso meraviglioso e andare avanti. Sono arrivato a Torino e sono passato dal Parco del Valentino dove c’è l’Eurovision Village e ho provato una bellissima sensazione perchè c’era tanta gente che ballava sotto il palco ed è stata una liberazione che fa bene all’anima”. 

La performance che Diodato porterà sul palco del Pala Olimpico è stata ideata con Irma Di Paola, e con il coreografo Emanuele “Laccio” Cristofoli: “Ci siamo trovati in completa armonia. Non volevo portare dopo tutto questo tempo la stessa identica canzone, ci tenevo a creare una sorta di viaggio, di sviluppo, volevo che in questi quattro minuti ci fosse anche il racconto che appartiene a me e a tanti altri, che parte da un momento di isolamento e che con la forza delle emozioni, della volontà di condividerle attraversa un’umanità che sembra essere immobile, congelata e pian piano torna alla vita. Sarò circondato sul palco da bravissimi ballerini che trasmettono una fortissima umanità e presenza fisica ed era quello che volevo ed è anche un voler passare dall’isolamento, dalla freddezza al calore, alla voglia di tornare a vivere, a emozionarsi e a condividere l’emozione con altri esseri umani. Ieri ho avuto la prima experience con il pubblico ed è bellissimo. Questa canzone cantata davanti a migliaia di persone cambia ancora una volta il suo vestito, pur rimanendo comunque un canto di liberazione, di invito ad abbattere il silenzio che in qualche modo ci è stato imposto in questo lungo periodo”.

Diodato sta lavorando al nuovo disco e lascia aperte le porte anche al cinema: “Sono contento della musica che stiamo creando, non amo molto stare in studio ma ora è importante mettere a frutto quello che ho vissuto in questi due anni pazzeschi. Penso non ci sarà neanche da attendere tantissimo per l’uscita dell’album. Ci sarà anche un tour europeo in autunno ed è una cosa che mi rimette in connessione con tutto ciò che mi ha portato a fare musica. Nei live mi trasformo ed è un momento fondamentale per me. Poterlo condividere con tante persone anche al di fuori dei confini italiani è un grande privilegio. E’ un momento in cui le collaborazioni sono tantissime e ho sempre visto gli album come opportunità per raccontare me stesso. Sto ragionando su alcuni featuring per il nuovo progetto. Il cinema è una mia grande passione e sono felice di aver collaborato con tanti registi e aver portato la mia musica nei film. Mi piacerebbe continuare a farlo. Non mi dispiacerebbe in futuro fare anche un’esperienza come attore o regista”. 

Riguardo la Kalush Orchestra, che è data tra i favoriti per la vittoria dell’Eurovision, e gli italiani Mahmood e Blanco il cantautore ha detto: “Ho visto la performance dei Kalush Orchestra e devo dire che ci sono elementi interessanti, c’è una forza ed energia che viene anche da tutto ciò che sta accadendo in Ucraina ma ci sono delle chiavi nel pezzo che possono funzionare a livello di propagazione pop. Mescola il folk con il rap e degli elementi melodici, resta in mente pur non conoscendo la lingua ucraina. La sensazione che si ha è che sia una festa consapevole, tutti stiamo condividendo un messaggio di pace e la musica è sempre stata portatrice di questo. C’è una bellissima atmosfera. Ieri ho abbracciato la concorrente armena che ha iniziato a cantare le mie canzoni ed è assurdo perchè hai la sensazione di aver raggiunto la parte profonda di qualcun altro che magari non parla neanche la stessa lingua. E’ la magia della musica, che è collegata ad una ricerca umana che supera anche ciò che viviamo nella vita di tutti i giorni. 

Secondo me “Brividi” è un pezzo bellissimo, ho incontrato Mahmood e Blanco dietro le quinte, li ho abbracciati e sento anche una bella tensione positiva perchè il brano ha avuto un grande successo e poteva esserci il rischio di sottovalutare questo appuntamento, invece li vedo concentrati e attenti. Ripetersi è difficile, arriviamo dalla vittoria italiana dei Maneskin del 2021 ma la cosa importante è fare una bella figura”.

Diodato ha poi ricordato quanto Domenico Modugno sia stato importante nella sua formazione musicale: “Per me è sempre stato un grande punto di riferimento per la potenza della scrittura ma anche per il modo in cui mostrava la gioia fisica in quello che faceva”.

Ripensando alle sensazioni vissute due anni durante l’esibizione di Fai rumore in un’Arena di Verona deserta l’artista ha raccontato: “E’ una canzone che ha una forza quasi indipendente, che va avanti, apre porte. All’Arena è stato un momento bellissimo e sento il privilegio di aver fatto parte di una sensazione comune. A quell’emozione sono legati dei ricordi molto belli, ero stato in casa per tanto tempo, ho avuto la possibilità di fare il primo viaggio, quando sono arrivato lì ero in un luogo aperto, sentivo l’aria ed è stato potente. Mi sono sentito parte di una comunità”.

Diodato è tra i fondatori dell’Uno Maggio Libero e Pensante di Taranto: “E’ stato pazzesco, ringrazio tutti gli artisti che vengono gratuitamente ogni anno per accendere i riflettori su una situazione inaccettabile in una società civile. Vedere la mia città che si accende in quel modo e avere la sensazione di vivdere qualcosa di storico è bellissimo. E’ una manifestazione che nasce dal basso e chiunque vi partecipa rimane entusiasta. Si respira verità perchè i temi che portiamo su quel palco sono importanti, cerchiamo di denunciare alcune cose e creare una visione alternativa del mondo dove le logiche del profitto non vengano prima del rispetto degli esseri umani e del pianeta. Il nostro desiderio è ritrovarsi in una città che è l’emblema di tutto ciò per tracciare una nuova strada. La musica mi ha insegnato che nei momenti di difficoltà si apre sempre una possibilità”.

di Francesca Monti

 

 

 

 

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