MICHAEL SORRISO: il suo nuovo album si intitola “L’INCENDIO”

È disponibile in tutti gli store digitali “L’INCENDIO”, il nuovo album di MICHAEL SORRISO.
L’album, che chiude un percorso nato nel 2016 con l’uscita di “L’incertezza” e proseguito nel 2018 con “L’incentivo” (pubblicazioni che hanno permesso agli addetti ai lavori e alla critica di notare questo giovane talento e portarlo a collaborare con artisti, autori e produttori tra i più apprezzati del genere) contiene brani che Michael custodiva gelosamente da tempo accanto ad altri nati lungo il percorso.
L’album conterrà il singolo “Oppa loppa”, il brano più rap di tutto il progetto.

Se da una parte i testi de “L’INCENDIO” spaziano dalla ricerca di un cambiamento radicale, alla disillusione, dalla denuncia, alla vitalità, dalla difficoltà nel trovare se stessi al porsi obiettivi raggiungibili, dall’altra batterie trap e chitarre distorte si alternano a brani dove sax e pianoforte rendono l’atmosfera più romantica e soffusa.
Queste due anime sono il frutto dei due produttori, Dave Zeta e Danny Bronzini, il primo arriva dal mondo della musica elettronica mentre il secondo trova nella chitarra il suo strumento d’elezione.
A fare da collante a tutto questo melting pot musicale la penna di Michael Sorriso e il suo modo totalmente personale di esprimere i suoi pensieri.

“L’INCENDIO” è un album RAP a tutti gli effetti ma si discosta dal genere per contenuti (non ci sono i soliti cliché da rapper e anche quando vengono citati il senso viene completamente ribaltato) e l’utilizzo di veri musicisti.

Perché “L’incendio”? “Perché il sistema in cui stiamo vivendo sta letteralmente bruciando, pensiamo al riscaldamento globale e gli incendi indomabili, alla siccità, le guerre che ogni giorno si combattono in tutto il mondo e la totale assenza di rappresentanza politica” racconta Michael Sorriso che aggiunge: “Abbiamo cercato di rendere questo messaggio anche visivamente attraverso la cover del disco, un’opera realizzata dall’artista Woc che riprende un’immagine dal G8 di Genova dove si vedono delle figure umane sfocate, dietro il fuoco di una molotov”,

Questa la tracklist completa de “L’INCENDIO”:

1) Molotov
2) Tutti pazzi
3) Maremoto
4) Oppa Loppa
5) Alberico
6) Pensavi fosse facile
7) Pianoforti
8) Omar
9) Inchiostro simpatico
10) Grandi Primati
11) VV O.G.

È MICHAEL SORRISO a raccontare i brani del suo album.

“TUTTI PAZZI” potrebbe essere accompagnato dal sottotitolo “per le marche”, sottotitolo che nella tracklist finale non c’è ma che calzerebbe a pennello dato che la canzone parte dall’argomento moda, uno dei principali cliché del rap, per sviluppare una critica cinica e sarcastica sulla società del consumo.  In aperta controtendenza rispetto ai miei colleghi, pur lavorando nell’ambito ed avendo fondato un brand con degli artisti visivi, ritengo che le grandi marche siano uno specchietto per le allodole e visto che il rap mi ha affascinato quando l’anticonformismo e l’originalità erano due dogmi, non mi capacito di come le persone riescano a sentirsi a proprio agio omologandosi.
Dal punto di vista musicale la strumentale (prodotta da Dave con il supporto di Danny Bronzini e Mattia dalla Pozza) é la piú hardcore del disco. Il ritmo incalzante e le chitarre distorte si fondono con una metrica molto fitta, rendendo la canzone in parte “Acida” e restituendo un vago senso di inquietudine.
Sul finale la domanda “Non ho grandi programmi per domani, ti va, se facciamo un piano e ribaltiamo sta società?”, per aprire un barlume di speranza e non concludere con del mero cinismo d’altronde questa alternanza “disincanto, cinismo, disillusione / progettualità , speranza, ironia” credo si ritrovi un po’ in tutte le canzoni di questo disco.

La strumentale di “OPPA LOPPA” di Dave nasce da un ascolto di musica tradizionale greca fatto assieme.
Il testo é stato scritto mentre lui produceva il beat ed essendo stata realizzata in un solo giorno la considero la canzone che più si avvicina ad un freestyle, dove non ci si cura di melodie strutture e ritornelli, ma si bada al flow e al contenuto, senza filtri e lasciandosi guidare dalla spontaneità (la strumentale é un loop e viene giusto filtrata/modificata verso la fine).
Nel testo ci sono citazioni rivisitate di Winston Churchill e di Galileo Galilei, riflessioni sullo stato attuale della politica italiana, metafore con riferimenti alla guerra civile Ruandese e allo stato di salute delle infrastrutture nostrane.

“ALBERICO” è la canzone musicalmente più complessa del disco, che oltre alle chitarre di Danny Bronzini e alla produzione di Dave Zeta, vede la partecipazione di Daniele Bestonzo alla tastiera e di Luca Romeo al basso. Come il singolo “MAREMOTO” anche questa canzone tratta il tema dei cambiamenti climatici, ma a differenza del tono di denuncia di “MAREMOTO”, questa traccia lascia trasparire più leggerezza, pur restando un’aspra critica sociale, con riferimenti espliciti al caso politico di Assange, alla strumentalizzazione dei migranti, agli incendi estivi sempre più devastanti, al rapporto morboso dei mass media con la cronaca nera e alla passività del pubblico, che percepisce le informazioni di stomaco e non riesce a filtrarle razionalmente.
Il bridge “Ho bisogno di più omicidi, come fanno i telegiornali, ma dovrei postare micini, per piacere ai connazionali” prende spunto da questa citazione di Roger Stone, un genio del male artefice della comunicazione e dell’elezione di Trump.

“PENSAVI FOSSE FACILE” è una traccia che parte dall’introspezione per poi svilupparsi su tematiche più sociali e di attualità. Un pezzo che definirei musicalmente “Chill”, con una strumentale dinamica e con tanti componenti suonate realizzata da Danny Bronzini con l’ausilio della tromba di Enrico Allavena.
Il ritornello fa da collante tra i vari argomenti trattati dove le difficoltà da affrontare non vengono viste come un limite ma come il percorso naturale da affrontare per raggiungere dei risultati soddisfacenti, a prescindere dall’ambito di riferimento.
Come si racconta l’amore dei vent’anni rivisto a distanza di qualche anno? La risposta sta tutta in “PIANOFORTI”. Se la canzone inizia con pensieri suicidi e catastrofici di fine relazione (“Se finisse un’altra volta penserei a una rivoltella”) e con sottili ammissioni di colpa (“Piú bravo nel rap che nei rapporti, abito lontano, in via dagli occhi”), si prosegue raccontando tutte quelle differenti sfaccettature che circondano la fine di una relazione, vista sia come dipendenza (“Vedo del trasporto come in Trainspotting”), sia come fonte di malessere psicofisico (“Salto pranzi e cene, non mi comporto bene, con chi mi vuole bene”) e si e conclude con uno sguardo più freddo e distaccato, rivelato nella punchline finale (“Già non studiavo, figurati se ripasso”).
racconta di un incontro fortuito con il primo grande amore, avvenuto per caso a distanza di anni. Attimi che riaffiorano nella memoria sfuocati, confusi, quasi onirici. Si passa in pochi secondi dall’irrazionalità della passione alla disillusione.
Dall’inizio del brano (che altro non è in realtà che il racconto di un finale tormentato), alla fine, tutto il pezzo è permeato da un sottile velo di nostalgia. Parlo di chi vuole chiudere con il passato e vuole guardare avanti verso nuovi inizi.
Dal punto di vista della produzione, il gusto e le chitarre raffinate di Danny Bronzini, produttore della strumentale (già chitarrista di Jovanotti, Willie Peyote, Mace, Venerus), e l’assolo di sax di Mattia Dalla Pozza (Jovanotti, Giorgia, Marco Mengoni), creano un’atmosfera con sfumature noir, dove un novembre grigio e piovoso è mitigato dallo sguardo perso nel camino e dal pensiero per quell’amore perduto che sa di cioccolato fondente, amaro, ma in fondo pur sempre dolce.

La base prodotta da Cino e Danny Bronzini per “OMAR” ha un sound caraibico e solare e fin dalla prima volta che l’ho ascoltata ho deciso da subito che avrei scritto uno storytelling a sfondo storico.
Nel mio primo disco c’era una canzone intitolata “Sonia”, un altro storytelling realizzato con Murubutu. Questa canzone é nata come sequel di quel pezzo, pur essendo due storie distinte, ambientate in secoli e contesti diversi. In questa traccia si parla di tratta degli schiavi e ho utilizzato un racconto “Storico”, seppur di fantasia, per trattare il tema dell’immigrazione da un altro punto di vista, partendo dalle origini dei flussi e dal fenomeno denominato dai locali “Maafa”. Un riferimento bibliografico é stato “Cuore di Tenebra” di Conrad, mentre a livello di filmografia cito “Amistad” di Steven Spielberg.
Il titolo, ovvero la scelta del nome del protagonista, é un omaggio ad un amico Senegalese scomparso qualche anno fa.

Il testo più “vecchio” del disco è probabilmente “INCHIOSTRO SIMPATICO”, brano scritto nel 2016 circa.
Per anni non ha avuto una casa, non c’era una strumentale su cui mi piacesse.
Quando Dave mi ha fatto sentire questo beat, a tratti onirico e a tratti quasi un banger hiphop, a metà tra viaggio nell’inconscio e braccio fuori dal finestrino in macchina, ho capito che era il beat perfetto.
Anche questa è una traccia senza ritornello ma con uno stacco che lascia un po’ di respiro tra le due strofe.

A portare la bandiera di canzone più leggera del disco arriva “GRANDI PRIMATI”, un unico beat prodotto da Kd-One. Il brano parla di una umanità vista come una sorta di bug evolutivo, dove la coscienza non attesta un’effettiva superiorità nei confronti delle altre specie, ma ne palesa l’autoreferenzialità.
In fondo arriviamo dalle scimmie, nonostante tutti i costrutti sociali e le sovrastrutture che abbiamo creato.
Questa canzone cerca di trattare questo tema con distacco e un po’ di sarcasmo, prendendo come riferimento le relazioni di coppia fugaci.

L’ultima traccia del disco è “VV O.G.”, brano prodotto da Pitto e Dave Zeta. Cosi come “Grandi Primati”, anche questa canzone ha un sound più Trap, con suoni più elettronici e una ritmica serrata. “VV O.G.” è anche l’unico vero pezzo del disco in cui mi cimento nell’egotrip, partendo sempre dalla mia posizione di outsider della scena rap. Il ritornello che dà il titolo alla canzone ha una doppia valenza, in quanto vivi Oggi riprende il concetto di Hic et Nunc (qui ed ora), ma vuole anche essere un monito all’essere originali, in quanto O.G. é una sorta di aggettivo che nell’ambito rap viene utilizzato per definire una persona o una cosa assolutamente originale e non fake.

MICHAEL SORRISO sarà impegnato a partire da giugno come opening act del tour di WILLIE PEYOTE

Questi gli appuntamenti in calendario:
22 giugno       BOLOGNA                 Sequoie Music Park
29 giugno       FIRENZE                    Ultravox
30 giugno       ROMA                         Rock in Roma
8 luglio           COLLEGNO (TO)        Flowers Festival
19 luglio         MILANO                       Ippodromo Snai San Siro
30 settembre TREZZO sull’ADDA     Live Club

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